Marzo-Aprile-2016
una maggiore integrazione politico-econo- mica dell’eurozona avrebbe solo l’effetto di dare alle cicale la possibilità di rimandare riforme già troppo a lungo procrastinate . (...). È ciò che angela merkel ripete da tem- po : siamo pronti a correre dei rischi, ma so- lo a fronte di progressi concreti nel trasfe- rimento di sovranità » (13) . 8- Perché l’indebitamento di un Paese dell’eurozona può danneggiare tutti gli altri I paesi si finanziano emettendo propri ti- toli, che il mercato acquista valutando il ri- schio che presenta ogni singolo paese, ri- schio che dipende dallo stato della sua eco- nomia, dalla sostenibilità della finanza pub- blica, e dall’affidabilità della classe politi- ca. (la valutazione è misurata dallo spre- ad ). a questo punto diventa chiaro perché l’austerità è davvero necessaria : se infatti un paese dell’eurozona di grandi dimensioni come l’Italia dovesse trovarsi in gravi diffi- coltà di bilancio, i mercati finanziari inter- nazionali non solo diffiderebbero di quel paese (e il suo spread aumenterebbe), ma soprattutto comincerebbero a dubitare del- l’affidabilità e della tenuta della moneta europea (dato che l’Unione monetaria non si cura di aiutare un singolo paese in crisi), e potrebbero quindi disfarsi almeno di una parte dei titoli in euro di tutti i paesi, an- che di quelli dall’economia solida, facendo salire nell’intera eurozona i tassi di interes- se cui dovrebbero ricorrere tutti i governi per potersi finanziare emettendo nuovi tito- li (14). nell’insieme ciò significa che il disordi- ne della finanza pubblica anche di un so- lo grande Paese danneggia gravemente tutti gli altri Paesi dell’eurozona , ed è da questo fatto (e non dagli «stu- pidi errori» o dai «meschini egoi- smi» della germania, come i poli- tici dei paesi indebitati tentano di far credere) che deriva l’imposi- zione, da parte delle autorità eu- ropee, delle citate misure di au- sterità. Nota sui mercati finanziari in- ternazionali e la speculazione. È bene ribadire, contro un’opinione infondata anche se molto diffusa, che «i mercati finanziari» non so- no un’entità indefinita dedita alla speculazione, ma sono i fondi di investimento, i fondi pensione, le compagnie di assicurazione, le banche e i singoli risparmiatori di tutto il mondo, che sono attenti sia al rendimento sia al rischio dei loro investimenti . fa co- modo ai politici dei paesi indebitati definire questa giusta attenzione come «manovre speculative», per mascherare la loro inca- pacità di rendere non rischioso l’investi- mento nei titoli dei loro paesi (15). (13) a. alesina e f. giavazzi, «Corriere della sera», 22-7-12. (Corsivi aggiunti). (14) Ricordo che una continua emissione di nuovi titoli è assolutamente indispensabile per qualsiasi Paese , per rinnovare i titoli che via via giungono a scadenza : ad esempio l’Italia deve rinnovarne ogni anno per circa quat- trocento miliardi di euro (più di un miliardo al giorno), e se non si rinnovassero il governo non sarebbe più in grado di pagare gli stipendi e le pensioni ! È questo il risultato della sconsiderata politica che ha portato il no- stro paese a dover sostenere un debito pubblico che, in rapporto alla popolazione, è tra i più elevati al mondo. (15) Sul ruolo utile della speculazione finanziaria, sul perché vada regolata ma non soppressa , e sui casi in cui invece gli speculatori effettivamente manipolano il mercato, si veda nel lavoro citato il capitolo VII/1 (par . 24 . 00 . 1 . 1 e 24 . 00 . 1 . 2) e il capitolo VII/2 (par . 26 . 0 . 9, punto 1, 26 . 0 . 13 e 26 . 0 . 14) . 14 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2016
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