Marzo-Aprile-2015
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2015 2 SALUTO DELL’ON. LUIGI BERLINGUER Luigi Berlinguer, già Ministro MIUR S ono stato invitato prevalentemente ad ascoltare, ma anche a portarvi un salu- to. Vi ringrazio di questo. Il momento è importante perché per noi che ci siamo oc- cupati di scuola, di insegnare nei vari ruoli, in questo momento sentiamo ripetere con insistenza, e anche con forza da parte del Governo della Repubblica, quella che è sta- ta sempre la grande aspirazione di tutti noi, che è quella della centralità della scuola. Persino il Presidente del Consiglio ripete con frequenza che la scuola entra in quel ruolo e non si può ne- gare. Posso- no essere legittimi tutti i dub- bi che alle parole se- guano i fat- ti e che sia egli più o meno sin- cero, per- ché nel passato ab- biamo sen- tito molto ribadire la centralità della scuola ma a queste parole, in genere, seguivano tagli finanziari per la medesima, perciò non possiamo non pensa- re alla contraddizione fra il dire e il fare. Sembra quasi, almeno queste sono le parole che sentiamo, che sperare nel rilancio dell’economia, dell’occupazione, del lavoro e dei consumi oggi sarà la cartina di torna- sole di qualunque governo. Un contenimen- to della riduzione dei salari, degli stipendi, delle paghe, sia questo il fenomeno della ri- presa economica, il fatto che ha davanti qualunque governo perché, se non esce dal- la crisi, fallisce inevitabilmente: non si può reggere l’impatto del malessere diffuso nel paese. Questo concetto si lega, più del pas- sato, ad un idea che per noi è familiare, persino scontata, che ripetiamo in ogni oc- casione, in una assemblea come questa, ma che non è stata mai la cultura dominante di questo paese, l’idea cioè che lo stesso svi- luppo materiale, economico dipenda dal modo in cui si opera per valorizzare l’istru- zione, l’educazione. Nella società della co- noscenza perché in questo periodo il capita- le umano è il vero gran- de capitale, non solo morale ed intellettua- le, ma eco- nomico, questo è il punto nuo- vo. Questo comincia a percepirsi come qual- cosa che anche una autorità po- litica, che non è direttamente fine alla scuola, ha di fronte a sé e di cui deve prendere atto. Credo che il primo punto su cui noi dovremo operare è quello di rafforzare questo princi- pio, di farlo diventare di più principio gene- rale della politica del paese. La scuola è essenziale, ma anche l’edu- cazione, l’istruzione è una molla del benes- sere ed è una conquista che, al di fuori del corpo insegnante, di chi vive di cultura, di ricerca, di apprendimento, la scuola venga considerata per quello che effettivamente oggi: un potenziale gigantesco di crescita.
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