Marzo-Aprile-2014

31 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2014 un’analisi delle Prove Invalsi che, a detta del relatore, non devono essere né sotto- valutate né sopravalutate, in quanto forni- scono alla Scuola un’»istantanea», che è molto utile per leggere le diverse realtà scolastiche. «Lavorare ai risultati aiuta a capire come migliorarsi, naturalmente se ciò si lega alla Formazione», quindi la Va- lutazione è strettamente collegata con la Formazione. Successivamente è intervenuta la prof. Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM, che ha sottolineato la valenza socia- le delle Associazioni a cui spetta il com- pito di promuovere tutte le strategie poste al servizio della crescita della persona, dialogando con le Istituzioni preposte in materia di valutazione. Al sistema valutativo della scuola dovreb- bero partecipare tutte le componenti dell’istituzione scolastica al fine di veri- ficare la valenza educativa della scuola stessa, tenendo presente il rapporto con il territorio e con le altre istituzio- ni. L’UCIIM è convinta «dell’importanza della valutazione per una scuola di qua- lità e intende dialogare e far dialogare le parti coinvolte in tale processo per indivi- duare le strade che possano portare a un miglioramento in termini valutativi». L’im- pegno delle Associazioni è stato esplicito: fare chiarezza per crescere. Infine è intervenuta la dott. Lucrezia Stellacci con la relazione: «Scuola e Invalsi: sistemi opposti o complementari?» La rela- trice, nel sottolineare come i tempi stiano rapidamente cambiando, ha evidenziato la necessità per il nostro paese di un Sistema Nazionale di Valutazione che possa confron- tarsi con l’Europa, ricordando che la Valuta- zione degli apprendimenti è solo un aspetto della Valutazione di Sistema. Quindi INVALSI ed Istituzioni Scolastiche «devono dialogare per superare quella frattura che crea in- comprensioni e sospetti da parte dei docen- ti». Il nostro sistema educativo deve essere in grado di valorizzare le attitudini e l’inge- gno dei giovani; occorre, quindi, «che la stessa Scuola disponga di una serie di dati che le consentano di riflettere sul proprio operato e di attuare procedure di adeguamento e miglioramento delle metodologie didattiche». L’INVALSI si struttura, quindi, come supporto per aiutare il Sistema formativo a prendere «consapevolezza dei suoi punti di forza e di criticità e decidere dall’interno, avvalendosi dei poteri riconosciuti alla Scuola dall’autonomia, gli eventuali correttivi per avviare un processo di mi- glioramento continuo». La relatrice, infine, ha ricordato che, per garantire una vera au- tonomia alle scuole, è necessario un buon sistema di valutazione che «aiuti gli inse- gnanti ad essere efficaci nell’insegnamento e formatori di Cittadini attivi». L’obiettivo delle Prove INVALSI non è quello di valutare i singoli studenti sovrapponendosi alle valu- tazioni di docenti e Consigli di Classe, ma di

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