Marzo-Aprile-2013

13 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2013 Alla domanda: In riferimento a quali aspetti della sua professionalità, ritiene di dover mi- gliorare? , altri docenti evidenziano: Sicuramente nella comunicazione, nella ca- pacità di essere sempre «serena» nella fase della valutazione soprattutto in situazioni di dif- ficoltà – capacità di «captare» i disagi palesi e non degli altri (in particolare studenti) (Questio- nario 69) Nella comunicazione efficace con gli studenti (Questionario 79) Bisogna sempre migliorare la capacità di ascolto e conoscere i loro mezzi espressivi con i modelli a cui essi si ispirano (Questionario 155) Gli studenti , da parte loro, individuano una carenza di interazione sociale nella vita della classe, nel senso che ritengono che gli insegnanti non siano pienamente consape- voli delle differenti personalità dei loro alunni e le loro valutazioni emergono come nuove forme di discriminazione sociale. So- no sempre gli studenti a rilevare come gli insegnanti che conoscono meglio siano inca- paci di offrire ragioni sufficienti per interes- sare allo studio e alla cultura. I metodi d’in- segnamento sono giudicati monotoni e il processo di apprendimento è reputato trop- po uniforme, intonato più alle richieste del- l’istituzione scolastica che ai veri bisogni degli allievi, gli insegnanti trascurano di fatto il rispetto del principio sulle pari op- portunità in educazione e la individualizza- zione delle strategie d’insegnamento. Nel complesso, la relazione umana tra studenti e insegnanti appare problematica entro i termini di una gestione ordinaria della vicenda scolastica. Una problematicità che abbiamo descritto come fragile nel co- municare, carente nella formazione al pen- siero critico, debole nella specificazione del concetto di educazione. È come se la rela- zione docente-discente si muovesse, a livel- lo di descrizione, su due binari paralleli in- vece che incontrarsi per viaggiare insieme, avendo scelto lo stesso treno. Gli studenti considerano gli insegnanti meno democrati- ci di quanto i professori vorrebbero far cre- dere di se stessi, mentre le scuole sembra- no guardare verso un modello di insegna- mento e di apprendimento che potrebbe trovare nuova espressione nel concetto di cittadinanza attiva, ancora tutto da struttu- rare. Dagli studenti emerge la richiesta di una cultura aperta alla società per meglio educarsi al proprio progetto di vita. Si capi- sce come per gli insegnanti la cultura da trasmettere sia una questione di ordine ra- zionale, mentre per gli studenti nella cultu- ra si esprime il sentimento del presente e la forza del rinnovamento. Esiste ancora una cultura universalistica? «Senza passione, nulla di grande è stato compiuto nel mondo!». Hegel (1985), come ricorda Spranger, con riferimento ai movi- menti spirituali di carattere universale, ri- chiama l’attenzione sul fatto che la passio- ne è propria dell’uomo che osa uscire dal- l’aridità per cimentarsi in imprese alle quali partecipano anche individui inconsapevoli, per una sorta di «astuzia della Ragione». La sentenza si può parafrasare con l’espressio- ne secondo cui «nulla di grande è avvenuto nella storia del mondo, senza entusiasmo» (Spranger, 2004, pp. 23-24). L’entusiasmo è un termine quasi scomparso nella deter- minazione del profilo del docente ed è termine assente nella valutazioni degli studenti. L’orientamento professionale tie- ne conto di qualità ma non dello spirito che anima la vocazione, l’idea della pro- fessione come vocazione, Beruf , è essa stessa dentro la crisi. A questo punto è lecito chiedersi «Quale forza d’urto oggi può rinvigorire la scuo- la?». La proposta di Cittadinanza e Costitu- zione riteniamo possa rispondere adeguata- mente alla sfida. Educare vuol dire allora comprendere la radice culturale e valoriale che caratterizza la nostra storia, quest’ulti- ma si definisce all’interno del quadro nel quale il cammino dell’umanità si ricapitola e muove verso la sua autorealizzazione continua. Nella Costituzione si trova l’idea- le educativo al quale l’educatore tende e sul quale costruisce il progetto di Cittadi- nanza, coagulo di norme ed esperienze. Se- condo l’immagine di Schleiermacher c’è chi educa producendo capolavori, c’è chi edu- ca plasmando se stesso; a queste due cate- gorie Spranger (2004, p. 28) aggiunge la terza di chi educa se stesso per poi educare

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