Marzo-Aprile-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2012 4 S p i r i t u a l i t à re di continuare a coltivarle nell’educazione in- tenzionale scolastica e formativa: 1) l’amore alla conoscenza della Verità; 2) l’amore del bene e della giustizia (e anche l’amore delle imprese «eroiche»); 3) la semplicità della vita e l’apertura all’esi- stenza (al mondo, al tempo, alle cose…), curan- do che non sia disturbata da chicchessia (fami- glia, società, istituzioni sociali…; 4) l’apertura verso il lavoro e il senso del la- voro ben fatto. A riguardo di quest’ultima Maritain afferma espressamente: «Non intendo per questa disposizione lo zelo di lavorar sodo. Parlo di qualche cosa di più profondo e di più umano: un rispetto per il la- voro da fare, un senso di lealtà e di responsabi- lità nei suoi riguardi… se questa disposizione fondamentale, che è la prima inclinazione natu- rale verso l’autodisciplina, se questa probità nei confronti del lavoro è guastata, viene a mancare una delle basi essenziali della moralità umana (pp. 60-61). 5) l’apertura agli altri e al senso di coopera- zione, «che in noi è altrettanto naturale e con- trastato, quanto la tendenza alla vita sociale e politica» (p. 61). Educare alla trascendenza Tuttavia mi sia permesso avanzare una sesta disposizione fondamentale, non citata da J. Ma- ritain, che non è da trascurare: l’ apertura alla trascendenza . Essa va educata connettendola e arricchen- dola con la cultura generale e biblica, con la ri- flessione sull’esperienza, con il clima della isti- tuzione educativa, con la testimonianza perso- nale degli educatori.. Quando parlo di trascendenza intendo riferir- mi sia alla trascendenza personale (che ha alla base il bisogno di interiorità e di spiritualità ); alla trascendenza sociale (che ha alla base il bi- sogno di personalità individuale); alla trascen- denza valoriale (che ha alla base il bisogno di essere di più ed oltre l’esistente e il fattuale); alla trascendenza storica (che ha alla base il bi- sogno di immortalità e di assolutezza ); alla tra- scendenza religiosa (che ha alla base l’aspirazio- ne ad un rapporto con un entità superiore , ma- gari con l’Infinito, con un Dio personale e Asso- luto). Grazie alla « riserva » di spiritualità, di cui so- no portatori le comunità/chiese, rispetto alle società civili e politiche, si può promuovere ed esaudire anche il fondamentale bisogno antro- pologico di appartenenza a comunità «spiritua- li», che arricchisce il bisogno di appartenenza e di senso di inserimento in comunità socialmente e giuridicamente organizzate. Nel suo insieme tale apertura alla trascendenza potrà sostenere il formarsi di una globale e significativa visione dell’essere e dell’agire personale e sociale, ric- ca di contenuti e di ragioni (che permette di sentire esaudito il radicale bisogno di senso ). L’attenzione educativa alla dimensione etica La scuola mira direttamente ad una forma- zione riflessa, sistematica, «scientifica» della intelligenza. I centri di formazione professionale hanno l’obiettivo preciso della qualificazione e della specializzazione o del ri-orientamento e aggiornamento professionale. Ma questi stessi traguardi sono finalizzati – come si è detto – allo sviluppo integrale delle persone. Oggi questa finalizzazione educativa del- l’istruzione scolastica è abbastanza condivisa anche da parte di chi in passato era portato a vedere l’intenzionalità educativa come una sur- rettizia forma di indottrinamento e di suborna- zione alienante delle coscienze. L’antica intenzionalità educativa dell’educa- zione cristianamente ispirata, affermava che «l’istruzione è un’illuminazione della mente per irrobustire il cuore». Ma anche la L 53/2003, la cosiddetta Legge delega Moratti, afferma all’art. 2 che si deve «favorire la formazione spirituale e morale» sul- la base della cultura costituzionale. E le diverse «edizioni» delle indicazioni nazionali prospetta- no sempre l’ambito-disciplina curricolare varia- mente denominato convivenza democratica, principi e cultura costituzionale, ecc… Coltivare la dimensione morale ed etica della vita, nella sua dimensione interiore e nella sua sporgenza comunitaria, civile e ecclesiale, è tra le finalità irrinunciabili della scuola e dei CFP: come lo è promuovere la capacità di conquistare la coscienza di sé, di vivere «la convivialità del- le differenze» e quindi di collocarsi nella pro- spettiva dell’interculturalità civile e religiosa. A livello di personalità oggi si riparla abba- stanza di «educazione del carattere». Ma forse, è meglio e più semplice pensare che la scuola e
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