1-2 Gennaio-Febbraio 2025

XI LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2025 tutti, guardando certo alla Costituzione e ai percorsi della nostra storia associativa, ma anche dialogando, ascoltando gli altri. Il dialogo non esiste senza la capacità non solo di saper comprendere ma, soprattutto, di ascoltare. Nelle incomprensioni sempre possibili in classe e nella vita scolastica, chiediamoci: ci siamo veramente ascoltati tra noi? Affrontiamo i problemi ascoltandoci a vicenda o ci chiudiamo nell’orgoglio? Ci prendiamo un po’ di tempo per dialogare rispettando punti di vista diversi? Condividiamo idee, speranze e aspirazioni? Collaboriamo nella costruzione di noi stessi e dei nostri alunni come persone? Riuscire a praticare questo percorso comune può aiutare a risolvere tanti problemi, e soprattutto a unire le generazioni di docenti e discenti. Alla Speranza, simbolo del Giubileo, affianchiamo il Rispetto, parola laica dell’anno verso noi stessi e verso gli altri rappresentano il primo passo per una società più accogliente, più rassicurante, più capace di umanità. Il primo passo sulla strada per il dialogo, la collaborazione, la solidarietà, elementi su cui poggia la nostra civiltà. Ecco, cari amici, forti del Rispetto e della Speranza impegniamoci a ripartire dai nostri 80 anni col dialogo e con l’ascolto tra noi e coi ragazzi; cominceremo così a tessere insieme la tela delle nostre e delle loro ali perché diventino grandi e vigorose! connotazione identitaria e la nostra prima presentazione agli altri, soci e no. Ottanta anni sembrano e sono tanti se guardiamo al passato, ma il nostro sguardo è volto al futuro. Come Nosengo e tutti i presidenti di questi anni hanno lavorato con e per la scuola, così oggi noi vogliamo lavorare per la scuola di oggi e ancor più per quella di domani. Cominciamo a progettare e a costruire il futuro da oggi, che questo incontro sia una chiamata a raccolta per tutti noi ucimini. Proprio come nel ’44 dopo lo sconvolgimento della guerra mondiale Nosengo sentì il dovere e l’esigenza di fondare un’Unione che disegnasse una scuola libera, laica e democratica così noi in questo tempo così terribile per il mondo, tormentato da guerre, sconvolto da eccidi di uomini, donne e bambini, e turbato da una politica rissosa, arrogante ed egocentrica, noi come lui oggi ripartiamo dall’Unione per sperimentare e tracciare insieme una Scuola futura libera, laica e democratica. Facciamo nostro il messaggio del Presidente della Repubblica: Patriottismo è quello dei nostri insegnanti che si dedicano con passione alla formazione dei giovani. Di chi lavora con professionalità e coscienza. Di chi studia e si prepara alle responsabilità che avrà presto. Possiamo, dobbiamo, vogliamo farlo uniti,

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