VII LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2025 autentico amore. Qual è lo scenario che si delinea per la scuola nei prossimi anni? I continui avvii di riforme mai concluse perché legate ad un’alternanza politica non lasciano la scuola a chi ne ha competenza. L’UCIIM dalla sua costituzione pone attenzione costante alle proposte politiche d’innovazione/trasformazione della scuola per intervenire tempestivamente a sollecitare scelte coerenti con i principi di una formazione cristiana dell’uomo, cittadino e lavoratore; tiene collegamenti con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con le Camere per portare, in occasione delle audizioni, il proprio contributo; diffonde, attraverso i mezzi di comunicazione, la propria idea di scuola tra i docenti, gli allievi e le loro famiglie; collabora con altre associazioni che hanno a cuore la formazione dei giovani; si occupa della formazione iniziale delle giovani generazione dei docenti e sostegno a chi è in servizio; pone attenzione all’utilizzo didattico delle nuove tecnologie; attenziona costantemente i vari temi sociali che chiamano in causa gli aspetti educativi. L’UCIIM continua ancora oggi a proporre la realizzazione di una scuola a misura di persona, attraverso la custodia di una retta coscienza morale, in questo tempo di relativismo imperante; l’acquisizione iniziale o l’aggiornamento di quelle specifiche conoscenze, competenze ed abilità che costituiscono professionalità sicure ed autorevoli; la preparazione dei propri Quadri, affinché, anche in ambito regionale e periferico, possano guidare bene l’associazione e incidere nei confronti delle istituzioni; il collegamento privilegiato con la CEI al fine di delineare e proporre percorsi scolastici sempre in coerenza con il Magistero della Chiesa. Formulo per l’UCIIM e i suoi soci auguri di un luminoso futuro associativo. GLI OTTANTA ANNI DELL’UCIIM Giovanni Villarossa, Presidente nazionale emerito UCIIM Ottanta anni fa nasceva in Roma l’UCIIM, con il fine di provvedere alla formazione spirituale, morale e professionale dei soci, di promuovere ed attuare, nell’educazione dei giovani e nel sistema scolastico, principi e metodi coerenti con il pensiero e la morale cristiani. Oggi, come allora, si parla di emergenza educativa. Educare non è mai stato facile e oggi sembra diventare sempre più complesso. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative. Si parla perciò di una grande «emergenza educativa», confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita. Viene spontaneo, allora, incolpare le nuove generazioni, come se i bambini che nascono oggi fossero diversi da quelli che nascevano nel passato. Si parla inoltre di una «frattura fra le generazioni», che certamente esiste e pesa, ma che è l’effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori. Aumenta oggi la domanda di un’educazione che sia davvero tale. La chiedono i genitori, preoccupati e spesso angosciati per il futuro dei propri figli; la chiedono tanti insegnanti, che vivono la triste esperienza del degrado delle loro scuole; la chiede la società nel suo complesso, che vede messe in dubbio le basi stesse della convivenza; la chiedono nel loro intimo gli stessi ragazzi e giovani, che non vogliono essere lasciati soli di fronte alle sfide della vita. Ogni vero educatore sa che per educare deve donare qualcosa di se stesso e che soltanto così può aiutare i suoi allievi a superare gli egoismi e a diventare a loro volta capaci di
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