31 Anno LXXXIII Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2026 Musica a scuola: l’ultima della classe? Alberto Spinelli, Consigliere nazionale UCIIM, Conservatorio di Musica “A. Boito”, Parma fosse una sorta di completamento opzionale del percorso. Questa scelta rappresenta un cambio di prospettiva significativo: la musica non viene più considerata un’aggiunta, ma una componente strutturale della formazione di base. L’obiettivo dichiarato è la valorizzazione della comprensione della storia e della cultura musicale come parte dell’identità nazionale, inserita in un pacchetto di novità che include anche un rafforzamento della storia dell’arte. In questo quadro, la musica assume il ruolo di linguaggio culturale, capace di raccontare il passato, interpretare il presente e contribuire alla costruzione di una consapevolezza critica nei cittadini di domani. L’obiettivo è rendere l’educazione musicale Il Ministro Giuseppe Valditara ha annunciato una riforma delle Indicazioni Nazionali che prevede il potenziamento dell’educazione musicale nelle scuole primarie a partire dall’anno scolastico 2026-2027, riforma che riguarda anche l’ambito delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo. Si tratta di un intervento che prova a rimettere al centro una disciplina che per troppo tempo è rimasta ai margini del curricolo scolastico, spesso affidata alla buona volontà dei singoli istituti o alla sensibilità personale dei docenti. L’obiettivo è introdurre l’educazione musicale fin dal primo anno della primaria – e potenzialmente già dalla scuola dell’infanzia – superando l’attuale impostazione che tende a relegarla alle classi quarte e quinte, come se IN CLASSE: BUONE PRATICHE
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