La Scuola e l'Uomo - n. 1-2-Gennaio-Febbraio 2021

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2021 5 S p i r i t u a l i t à zione, l’arrivo dei Magi e la persecuzione di Erode, la fuga in Egitto e l’amara esperienza del migrante in cerca di sicurezza per sé ed i suoi cari, il rientro in Galilea a Nazaret, la dura legge del lavoro per sostenere la propria famiglia, l’angoscia nella ricerca di Gesù rimasto a Gerusalemme tra i dottori nel tempio. Anch’egli, sorretto dalla sua fede, legge gli avvenimenti che causano disagio a lui, a Maria e a Gesù e obbedisce alla volontà del Signore. Come Maria anche Giuseppe, fi- ducioso in Dio, accoglie nella sua vita le si- tuazioni di sofferenza che non comprende, lascia da parte i ragionamenti e le proteste, è sempre coerente con la propria missione. È davvero l’uomo giusto, fedele alla legge di Mosè nel mistero della circoncisione di Gesù e nella scelta del nome, nella presentazione al Tempio per la purificazione di Maria e per il riscatto di Gesù primogenito, nel pellegri- naggio annuale al tempio di Gerusalemme. È un padre coraggioso e forte nello Spirito, attivo, animato dalla speranza e dalla fidu- cia in Dio, che sa fare fronte anche alla par- te contraddittoria, inaspettata, deludente dell’esistenza. Attraverso San Giuseppe Dio ci invita a non avere paura, perché la fede dà significato ad ogni evento lieto o triste, ci aiuta a fondare la vita delle nostre famiglie sulla forza dell’amore che ci unisce a Dio e tra di noi. Giuseppe, protettore e silenzioso custode del mistero di Gesù e di Maria Giuseppe ha avuto da Dio anche un’altra missione: quella di nascondere il mistero di Gesù, fino a che Egli non avesse voluto rive- larsi ad Israele ed al mondo intero. In un certo senso la sua missione è opposta a quella de- gli apostoli che dopo la resurrezione di Gesù hanno il compito di annunciare apertamente il suo Vangelo a tutte le genti. Giuseppe ha invece il compito di essere come il velo del Tempio che nasconde il Santo dei Santi: lo na- sconde agli abitanti di Betlemme, lo nascon- de ad Erode e lo protegge dalla sua crudeltà, lo nasconde agli abitanti di Nazaret: per loro Padre celeste, che gli comunica il suo amore ed il suo Spirito. Gesù nasce perciò da una donna, Maria, ma nasce anche sotto la legge da Giuseppe, che dà a suo Figlio la discen- denza davidica, lo stato civile, la condizione economica, la professione, l’ambiente fami- gliare, l’educazione umana e religiosa nel popolo di Israele. Giuseppe è padre pertanto nell’obbedien- za a Dio: con il suo “fiat” salva Maria e Gesù, ed insegna a suo Figlio a «fare la volontà del Padre». Chiamato da Dio a servire la missione di Gesù, egli coopera al grande mistero della Redenzione ed è veramente collaboratore e ministro di salvezza per ogni credente. San Giuseppe inoltre ha espresso concre- tamente la sua paternità, perché ha fatto della sua vita un’offerta di sé in un servizio pieno di amore alla sua sposa Maria ed al suo figlio Gesù. In lui, Gesù ha visto la te- nerezza di Dio, quella che ci fa accogliere i nostri limiti e la nostra debolezza, perché è attraverso e nonostante la nostra debolezza che si realizza la maggior parte dei disegni divini. Con il suo comportamento Giuseppe ha educato Gesù, e lo ha orientato ad una paternità più alta e definitiva, quella del Padre celeste. Per questo egli è molto ama- to dal popolo cristiano che vede in Giuseppe il modello più alto di ogni padre terreno, capace di guidare suo figlio alla libertà, alla piena autonomia, a realizzare il suo cammi- no e la sua missione. Giuseppe, Abramo del nuovo Testamento, posto davanti all’imprevisto ed all’imprevedibile Giuseppe è davvero un uomo dalla fe- de straordinaria, l’Abramo del Nuovo Testamento: come l’antico patriarca è mes- so costantemente davanti all’imprevisto ed all’imprevedibile. Dio sconvolge continua- mente i suoi piani: il suo progetto di vita con Maria nel matrimonio, la maternità della sua sposa per opera dello Spirito, il censimento di Augusto e la nascita di Gesù a Betlemme, la presentazione al tempio con l’annuncio che quel Bambino sarà segno di contraddi-

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