Gennaio-Febbraio 2019

i Docenti DeLLa ScuoLa SeconDo coStituzione Adriana Grispo, DS Liceo «San Nilo» di Rossano i n questi lunghi anni di dibattiti, si sono succedute tesi secondo cui valutare un do- cente è cosa difficile, una sorta di campo minato dove chi si muove, nel tentativo di percorrerlo, sa verso quali rischi si avventu- ra. alzate di scudi, barricate, slogan e scie di messaggi, spesso scomposti, che fanno con- vincere della impossibilità di raggiungere la meta. Spesso, però, alcuni e significativi se- gnali ci dicono che non sempre è così. questo pur breve corredo di idee è dedi- cato a quei docenti che, in una personale fase di osservazione da Presidente di com- missione di esame, hanno ancora dimostra- to che la differenza c’è, è reale e anche mi- surabile oltre che valutabile. ci si chiede cosa c’è dietro una classe i cui alunni si siedono davanti ad una com- missione di persone conosciute, i loro do- centi, che li hanno seguiti per due, tre, cin- que anni e commissari di cui non hanno mai visto il volto se non prima di quel mo- mento, alunni che dimostrano prima con i gesti e poi con le parole di essere a pro- prio agio, di parlare con proprietà di lin- guaggio, sicurezza e consapevolezza sicché viene spontaneo pensare: «questa/o stu- dentessa/studente non ci sta solo espo- nendo un suo personale lavoro ma sta di- mostrando che quanto ha fatto e ci sta co- municando fa parte del suo saper essere oltre che del suo sapere e saper fare». Scivolano i percorsi pluridisciplinari: Leopardi e «ossi di Seppia», Storia, Filoso- fia, arthur Schopenhauer e la guerra di trincea, gli impressionisti e the Victorian age, giovenale e apollonio, il campo Ma- gnetico e le Funzioni, il Dna e le Proteine. L’ora rappresenta l’unità di tempo a di- sposizione per compiere questo delicato ri- to ed elaborare i nostri processi valutativi. Ma il punto più ricco di significato è il momento del congedo, dopo la domanda, che amo porre: «cosa farai dopo e quanto questo percorso di studi ti ha aiutato a fare la tua scelta di vita». colpiscono lo slancio e la commozione con cui questi giovani, tanto sottovalutati, etichettati, usati ed abusati, inascoltati e smarriti, sanno esprimere nel salutare i «lo- ro Docenti». un osservatore attento non può non no- tare che tutto quello che si consuma in po- chi minuti è il frutto di un lavoro profondo che svela un rapporto fatto di esperienze comuni, di mutuo scambio, una traduzione delle parole «grazie», «mi mancherete»; sull’altro versante i Docenti, consapevoli di una consegna al mondo che verrà, un sipa- rio che si aprirà su altre mete, con altri compagni di viaggio e una valigia in cui si ri- pone un pezzo di vita, quella che si ricorde- rà per tutta la vita, le emozioni, le sensa- zioni, le conquiste e le sconfitte, le scelte e le scoperte, un tesoro vario e colorato co- me le tele impressioniste, come le grandi guerre e le tappe della storia, la grande Storia che pare confondersi con la loro nel momento in cui ci parlano. cosa si pensa spontaneamente…? «Su quali basi si è fondato il rapporto con questi giovani?», «di quanta credibilità sociale go- dono questi docenti?». 25 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2019

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