gennaio-febbraio 2018
9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2018 era più obbligatorio. Con il passare del tem- po infatti certe malattie sembravano scom- parse e si può dire che fosse diminuita l’at- tenzione, il che ne ha favorito l’abbandono. Gli standard vaccinali però erano stati indi- cati dall’OMS, ma l’Italia si è rivelata ina- dempiente; ce ne siamo accorti al riemer- gere di certe patologie che purtroppo ci hanno colpito in maniera drammatica. Ri- prendere dunque tali pratiche risulta indi- spensabile, anche al fine di espletare il di- ritto-dovere dei singoli e perseguire l’inte- resse sociale. All’inizio di questa campagna sembrava che ciascuno potesse dire ciò che voleva senza conseguenze, i media hanno amplifi- cato opinioni in libertà senza la verifica del- le necessarie competenze e di una corretta informazione, in un secondo tempo ci si è accorti dell’importante azione di informa- zione-formazione svolta dagli esperti, sia sul piano del controllo delle conoscenze che di persuasione delle persone. Non è possibi- le inoltre contrapporre il diritto alla salute con il diritto allo studio, entrambi sono ga- rantiti dalla Costituzione, ma sembra abba- stanza ovvio che il secondo non possa esse- re pienamente fruito in difetto del primo. È proprio nella scuola che per tanti anni sono state investite risorse nell’educazione alla salute, con un ampio spettro di inter- vento circa il benessere psico-fisico dei giovani, sia al proprio interno che nelle re- lazioni sociali. Oggi l’attenzione è stata praticamente circoscritta alle dipendenze- devianze degli alunni; si tratta di riprende- re le sollecitazioni ancora contenute nei programmi didattici dei diversi gradi scola- stici, nello statuto degli studenti, ecc., af- finché la salute divenga un obiettivo anche sul versante degli apprendimenti e dei rap- porti scuola-famiglia e società. L’educazio- ne agisce in senso preventivo sia sui bam- bini che sugli adulti, genitori in primis, fa parte della promozione della cittadinanza, in modo inclusivo e responsabile. Non an- drebbe da nessuna parte chi cercasse am- bienti e metodi alternativi per sottrarsi al- la vaccinazione, non potendo così garanti- re un’effettiva immunità. Il compito della scuola, in collaborazio- ne con gli specialisti sanitari, è quello di aumentare il dialogo in modo che nell’ap- plicare la legge si adempia ad un dovere in modo consensuale, come già peraltro avvie- ne nel campo della disabilità e dell’assolvi- mento dell’obbligo di istruzione, ambiti do- ve sono in gioco altri diritti. Da quando è cessato il clamore mediati- co e si è lasciato spazio ai rapporti diretti tra medicina e scuola, i problemi delle vac- cinazioni sono stati affrontati in un clima di maggiore serenità e collaborazione. Viene da pensare, anche in relazione ai tempi e ai modi di approvazione dei provvedimenti ed alla rissa parlamentare che si è scatenata, che la politica non abbia fatto un buon ser- vizio alla causa dei vaccini e quindi alla tu- tela della salute dei cittadini, in quanto ha occupato gli spazi della comunicazione per curare la propria visibilità. Per diverso tem- po e con atteggiamenti contraddittori alcu- ne rappresentanze parlamentari hanno cer- cato interlocutori che alimentassero il loro consenso, in un clima di conflittualità, così da disorientare le persone privandole di oc- casioni significative di conoscenza, quando invece ci si aspetterebbe una convergente azione di analisi e di indirizzo nelle questio- ni, come questa, che devono perseguire il bene comune.
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