Gennaio-Febbraio-2016
1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2016 E d i t o r i a l e Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM «o ra sarete contenti». È quanto ha scritto in una lettera la ragazzi- na dodicenne di pordenone che, vittima di bulli, si è gettata dalla finestra. Così pure amanda, aurora, andrea e tan- ti, tanti altri ancora. troppi perché il cuore non si ribelli. troppi per continuare indifferenti la no- stra vita. troppi per non reagire. In Italia i dati IStat in merito al bullismo sono allarmanti: poco più del 50% dei ragaz- zi fra gli 11 e i 17 anni subisce offese e vio- lenze da parte di altri ragazzi. Sono vittime del bullismo più i preadolescenti che gli adolescenti, più le femmine che i maschi. nelle scuole superiori al primo posto c’è il liceo, poi gli istituti professionali, per ultimi gli istituti tecnici. poco importa se si tratta di bullismo diret- to o di cyberbullismo con cellulare o inter- net! Il male arrecato è ugualmente enorme. prima degli anni ’70 non si parlava di bullismo: nella nostra memoria c’è il mob- bing in ambito lavorativo o il nonnismo nel- le forze armate. Se ne incominciò a parlare in seguito al suicidio di due studenti norve- gesi oppressi dalle continue offese dei loro compagni. da allora sono iniziati studi nell’ambito delle scienze sociali e della psi- cologia dell’età evolutiva. Eppure in ambito scolastico, dove il bul- lismo alligna maggiormente, finora si è fat- to poco. non ci si riferisce all’inasprimento delle pene per «culpa in educando» dei do- centi, o a quelle per «culpa in vigilando» del personale scolastico, o ancora alla «cul- pa in organizzando» del dirigente scolasti- co. Ci si riferisce alla formazione dei docen- ti, dei dirigenti, del personale della scuola nell’individuazione del disagio dei ragazzi e nell’attivazione di strategie che possano ri- solverlo. Circa un anno fa il mIUR ha emanato e in- viato a tutte le scuole le «Linee di orienta- mento per azioni di prevenzione e di con- trasto al bullismo e al cyberbullismo ». tali linee mettono in evidenza come con l’evolversi delle tecnologie si è passati dal bullismo al cyberbullismo, quali sono le nor- me del buon comportamento in rete, quali le politiche di intervento del mIUR. Inoltre profilano la necessità di creare CtS (Centri territoriali di Supporto). le singole istituzioni scolastiche, tenuto conto dei mutamenti sociali, avrebbero già dovuto organizzare azioni preventive, rive- dere i regolamenti di istituto prevedendo sanzioni serie e costruttive, realizzare la formazione dei genitori con interventi per la prevenzione del disagio e il riconoscimen- to di segnali premonitori di comportamenti a rischio. È stato fatto? In quante scuole? non è forse urgente, indispensabile e im- mediata, per tutti i docenti, dirigenti e per- sonale ata, non solo per i neoassunti, una formazione integrata che chiarisca e istrui- sca la gestione dei conflitti? Una formazione che dia gli strumenti per l’osservazione si- stematica e quotidiana degli alunni dall’in- fanzia alle superiori? È in atto un progetto nazionale, guidato dalla direzione generale per lo Studente del mIUR su « La metodologia della peer education per il contrasto e la prevenzione al fenomeno bullismo ». Un’allEanza EdUCatIVa pER ComBattERE Il BUllISmo
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=