Gennaio-Febbraio-2015
L’ITALIANO COME LINGUA STRANIERA LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2015 40 Catherine Le Coz, Insegnante d’Italiano a Grenoble in Francia, SIESC-FEIC P roverò a spiegare come in Francia, nella materia che insegno, cioè l’ita- liano come lingua straniera, i docenti svolgono il loro insegnamento. Parlerò della scuola superiore che da noi dura tre anni, da 15 anni a 18. Quel che scrivo vale ovvia- mente per tutte le lingue straniere insegna- te in Francia, anche se ogni lingua conserva una sua specificità. Il primo anno del liceo è il prolungamen- to di quel che è stato fatto nella scuola me- dia. Gli studenti hanno 2 ore e mezzo o tre ore di lingua a settimana. Per raggiungere l’obiettivo finale, cioè l’apprendimento di una lingua straniera, l’insegnante deve la- sciare allo studente il posto per esprimersi. Da alcuni anni l’accento è stato messo sulla lingua orale (comprensione orale ed espres- sione) anche se al liceo si insiste un po’ sul- lo scritto. A partire da documenti molto di- versi ma sempre autentici, gli studenti de- vono essere capaci di immergersi in situa- zione di comunicazione. Così possono dare un senso al loro apprendimento. In questo primo anno il tema è il vivere in- sieme in società . Gli studenti, per raggiunge- re l’obiettivo di parlare in una lingua stranie- ra, devono compiere lavori diversi e motivan- ti ed essere sempre in posizione di chi comu- nica in un paese straniero. Perciò le situazio- ni proposte sono situazioni della vita quoti- diana. La grammatica e il lessico diventano solo un mezzo per comunicare e non più un oggetto di studio in sé. Si alternano lavori per esercitarsi e lavori che permettono la valuta- zione. Durante questi esercizi l’insegnante deve fissare bene gli obiettivi per permettere allo studente un’autovaluazione. Il secondo e il terzo anno formano il ciclo finale della scuola superiore. Gli studenti hanno due ore di lingua a settimana. I temi principali di questi due anni sono I gesti fon- datori e I mondi in movimento . Vengono stu- diati quattro temi diversi che verranno pre- sentati all’esame finale composto di una parte scritta e di una parte orale. I temi so- no: spazi e scambi, l’idea di progresso, luo- ghi e forme di potere, miti e eroi. Nel primo anno di questo ciclo finale lo studente deve strutturare meglio l’orale e diventare capace di esporre un problema, una situazione all’orale. In parallelo si ap- profondiscono l’espressione e la compren- sione scritta. I documenti che permettono quest’approfondimento, sia all’orale sia allo scritto, sono sempre documenti autentici. L’insegnante deve sempre lasciare spazio al- lo studente e stabilire bene la distinzione tra le diverse attività svolte: comprensione orale, comprensione scritta, espressione orale, espressione scritta, espressione con- tinua. Questi cinque tipi di attività costrui- scono le competenze. Nel programma ufficiale c’è la possibilità di formare gruppi di studenti provenienti da diverse classi per studiare una competenza particolare. Per esempio si può studiare du- rante cinque settimane esclusivamente la comprensione orale e perciò sono fatti dei gruppi secondo il livello dei ragazzi. Questa possibilità non è usata spesso perché richie- de un’organizzazione molto complessa visto che i gruppi non sono sempre gli stessi. Poi gli insegnanti di una lingua devono avere le lezioni allo stesso orario per potere insegna- re a ragazzi di diversi gruppi. Nel mio liceo abbiamo scelto di non usare questa possibi- lità anche perché ad alcuni insegnanti è sembrato che fare durante cinque settima- ne solo lavori di comprensione orale per esempio fosse noioso, sia per lo studente sia per l’insegnante. Lo scopo di quest’insegnamento è quindi di rendere lo studente il più autonomo possi- bile. Deve essere capace di cavarsela in un paese straniero con la lingua che ha studiato.
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