Gennaio-Febbraio-2014

1 /$ 6&82/$ ( /·8202 $QQR /;;, 1XPHUR *HQQDLR )HEEUDLR ( G L W R U L D O H Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM I l tema «valutazione dei sistemi di istru- zione» in Italia suscita accesi dibattiti. Eppure tutti concordiamo sul fatto che una «governance» efficace non può prescin- dere dal render conto delle decisioni e dalla responsabilità che si ha nei risultati conse- guiti ( accuntability ). 9DOXWD]LRQH GHO SHUVRQDOH Di valutazione si parlava già nel lontano 1923 con il «concorso per merito distinto» istituito da Gentile: allora Presidi e Diretto- ri Didattici ebbero la facoltà di bloccare o anticipare gli scatti biennali dei Docenti e dei Maestri con note di qualifica. Dobbiamo arrivare ai Decreti delegati del 1974 perché ciò sia abolito. Nel 1987 gli scatti di anzianità furono so- stituiti con il «fondo incentivante». Un anno dopo, era il 1988, in seguito alla protesta degli insegnanti, si ritornò agli scatti di anzianità. Nel 2002, volendo risolvere questa anno- sa questione, il Ministero istituì una Com- missione. Tale Commissione, nel 2004, sug- gerì di diminuire la percorrenza retributiva da 35 a 25 anni, di accelerare la carriera per merito, di creare nuove figure profes- sionali. Tali suggerimenti furono accolti nel CCNL del 2007. Ma ciò riguarda la valutazione del Docen- te legata all’aspetto retributivo. ( OD YDOXWD]LRQH GL VLVWHPD" Nel 1960 era nato il Centro Europeo dell’Educazione (CEE). Il CEE sopravvisse al D.P.R. 419 del mag- gio 1974 (Ministro Franco Maria Malfatti) e si occupò di attività classica di ricerca: re- lazione fra gli apprendimenti, interessi e at- teggiamenti degli studenti, profitto scola- stico, insegnamento e apprendimento della produzione scritta. Nel 1997, con l’autonomia scolastica so- praggiunse la necessità di impiantare una valutazione di sistema. Così, con Decreto Legislativo 20 luglio 1999, n. 258, dal Cen- tro europeo dell’educazione nacque l’«Isti- tuto nazionale per la valutazione del siste- ma dell’istruzione» con i seguenti compiti: « Valutare l’efficienza e l’efficacia del si- stema di istruzione nel suo complesso ed analiticamente, ove opportuno anche per singola istituzione scolastica, inquadrando la valutazione nazionale nel contesto inter- nazionale; studiare le cause dell’insuccesso e della dispersione scolastica con riferi- mento al contesto sociale ed alle tipologie dell’offerta formativa; condurre attività di valutazione sulla soddisfazione dell’utenza; fornire supporto e assistenza tecnica al- l’amministrazione per la realizzazione di autonome iniziative di valutazione e sup- porto alle singole istituzioni scolastiche an- che mediante la predisposizione di archivi informatici liberamente consultabili; valu- tare gli effetti degli esiti applicativi delle iniziative legislative che riguardano la scuola; valutare gli esiti dei progetti e del- le iniziative di innovazione promossi in am- bito nazionale; assicurare la partecipazione italiana a progetti di ricerca internazionale in campo valutativo e nei settori connessi dell’innovazione organizzativa e didattica ». Inizialmente l’INVALSI operò con Progetti pilota a partecipazione volontaria delle scuole. Nel 2004 venne riordinato con Decreto legislativo n. 286 e nel 2009 dal Decreto Le- gislativo n. 213. UNA GOVERNANCE EFFICACE? VALUTARE PER EDUCARE

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