Gennaio-Febbraio-2013

VI COMMISSIONE L’UCIIM IN DIALOGO Angela Falletta, Celina Mastrandrea, Mirella Pacifico A ssumendo il documento come base dei lavori, è emersa come esigenza priori- taria la salvaguardia della fisionomia propria dell’UCIIM, secondo quanto definito dall’art. 1 dello Statuto. Bisogna non deludere le aspettative dei soci, a tutti i livelli, sezionale, provinciale, regionale e nazionale. Il socio deve ricevere dall’associazione formazione, sostegno, in- put per migliorare la sua professionalità ma nel contempo deve anche mettere al servi- zio dell’associazione le sue potenzialità e le sue competenze, perché l’Associazione non ha una struttura piramidale ma circolare, per cui si deve far parte dell’associazione non solo come fruitori di un servizio, ma co- me protagonisti di un percorso di crescita della stessa Associazione. Diverse possono essere le modalità di dialogo all’interno dell’UCIIM. Si dialoga con i mezzi «canonici» di informazione, newsletter , rivista, che talvolta subisce ri- tardi nell’invio, con la «rassegna stampa» e la «normativa», che oggi ricevono solo i quadri dell’associazione ma che invece de- ve essere inoltrata a tutti i soci che ne fan- no richiesta. Si dialoga con i corsi di forma- zione e aggiornamento nei quali i relatori sono spesso degli esperti esterni: ci sono però tante risorse interne in possesso di competenze ed esperienza da mettere al servizio delle sezioni. Ciò permetterebbe quella circolarità di cui si parlava prima. Ci sono tante buone pratiche che si realizzano a livello locale. Sarebbe importante avviare uno scambio con la creazione di reti di se- zioni come già accade in alcune realtà uci- mine. Questo è l’aspetto prettamente pro- fessionale. Ma l’UCIIM è di più, perché il so- cio ucimino deve coniugare la professionali- tà con la testimonianza del suo essere cri- stiano, questo e ciò che ci differenzia dalle altre agenzie educative. Ovviamente il dialogo nell’UCIIM si deve esprime attraverso un costante dialogo tra il centro e la periferia, per mantenere una dimensione unitaria nazionale, pur nelle specificità locale. Bisogna prestare maggio- re attenzione alle esigenze delle realtà lo- cali con una più incisiva presenza nel terri- torio dei quadri nazionali, specie laddove ci sono situazioni di criticità, siano esse legate a difficoltà per esiguità numerica dei soci o a mancanza di fondi che garantiscano la so- pravvivenza delle sezioni. Si chiede a tal proposito di pensare alla possibilità di destinazione di una parte della quota associativa alle sezioni. È quindi importante realizzare una comu- nicazione più efficace e tempestiva tra il li- vello nazionale e quello periferico. Questo può avvenire con raccordi periodici su te- matiche di riflessione e di studio: con la creazione di gruppi di studio, formazione e ricerca: con itinerari spirituali da proporre soprattutto nei tempi liturgici forti. Nel gruppo è emerso inoltre il difficile rapporto dell’associazione con i docenti di religione, che afferiscono direttamente alla Curia. L’UCIIM, in quanto realtà ecclesiale, ha anche il compito di trovare modalità adeguate per aprire con loro un dialogo co- struttivo. Conclusione: UCIIM in dialogo si- gnifica pensare all’associazione che riflette su se stessa, con se stessa, ma non per se stessa, bensì per presentarsi in maniera più incisiva e propositiva all’esterno. Per que- sto, affinché il dialogo nell’associazione sia veramente efficace, è necessario partire dalla dimensione spirituale di ciascuno, dal sentire forte il senso di appartenenza all’as- sociazione, dal ritorno alle radici, dalla va- lorizzazione degli insegnamenti di Nosengo, per capire l’UCIIM e poterla proiettare nel futuro come un faro, quel faro che è il no- stro logo, che deve illuminare il docente nel suo difficile ma anche affascinante ed entu- siasmante compito di formare persone. LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2013

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