Gennaio-Febbraio-2012
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 In Famiglia LUTTI Il giorno 11 gennaio 2012 è de- ceduto Carlo Bertellotti, cofonda- tore dell’UCIIM di Pesaro, più vol- te presidente della stessa e, in successione, presidente provincia- le, consigliere e presidente emeri- to dell’UCIIM Marche. Fin dalla sua prima appartenen- za attiva ed entusiastica alla nostra Unione ha vissuto tutti i Congressi Nazionali con fedeltà esemplare. Nel 1979 ha organizzato in Pesa- ro con l’UCIIM e il MCD il Conve- gno Nazionale su «I Nuovi Pro- grammi della Scuola Media», con la partecipazione di Giovanni Pro- di, Aldo Agazzi, Laura Serpico Persi- co ed altri ricercatori e pedagogisti. Dal 1981 al 1984 è stato mem- bro della Commissione ministeria- le del Concorso per dirigenti e do- centi da comandare all’IRRSAE Marche. Ha organizzato, fin da prima del- la nascita della Comunità Europea, numerosi viaggi volti a conoscere l’Europa, sul principio che si può amare solo ciò che si conosce. Guardando alla sua vita riserva- ta, non si può non menzionare un libretto di poesie con argomento principale i sentimenti della sfera familiare. «Caro amico Carlo è sempre do- loroso il distacco determinato dal- la conclusione della esistenza ter- rena che anche Cristo ha speri- mentato sulla propria persona e su quella dell’amico più caro, fino a farlo resuscitare per consegnarci la speranza certa di risorgere con Lui». «Che cosa ci resta alla fine della vita? Ciò che abbiamo donato!». Così afferma il pedagogista De- vaud, indicando un percorso per essere buoni educatori. Di Carlo rimarrà il ricordo della dedizione all’UCIIM e degli entu- siasmi all’insorgere di ogni iniziati- va, indipendentemente da chi ne fosse l’ideatore. Bertellotti e UCIIM erano la stessa cosa, la stessa persona, in quanto si animavano a vicenda, in costante reciprocità. Servire l’UCIIM era lo stesso che servire il prossimo, in campo cul- turale e pedagogico-educativo, ma anche sociale. Carlo è stato sostenitore della complessa Opera di Don Gaudia- no, rivolta agli ultimi e intenta a dare speranza per il futuro ai ge- nitori aventi un figlio con difficoltà maggiori di quelle di altri. «Il sogno di oggi è la realtà di domani» (Spini); «Bisogna saper pagare un tasso di utopicità in ogni impresa» (Corradini) sono due frasi che Carlo ha interpretato con la vita, segni di un credo cultu- rale e spirituale-religioso forte. Fin dal primo momento in cui ci siamo conosciuti, con discrezione, mi ha proposto l’iscrizione alla no- stra Unione, poi ha cercato di va- lorizzarmi e mi ha insegnato a ser- vire l’UCIIM. Non sono davvero molte nella società di oggi, dominata dalla autoreferenzialità, le persone che compiono rinunce per valorizzare un’altra persona, neppure tra sog- getti legati da buona prossimità. È in questo un seme di eternità, un segno per promuovere l’«Educare alla vita buona del Vangelo». Carissimo Carlo, a mio modo, che è stato anche il tuo, continue- rò l’impegno di educare: voglio che attraverso gli appartenenti all’UCIIM tu possa continuare a fare del bene, oltre il tuo pregare e lodare Dio per noi e «contagia- re» Gesù Maestro con il tuo entu- siasmo, fin dall’inizio della tua nuova vita in Cristo Gesù Risorto. ( Rodolfo Tonelli ) * * * È mancata in febbraio all’età di 91 anni la professoressa Amalia Beccaria, presidente onoraria del- la sezione UCIIM di Mondovì (Cu- neo), di cui fu tra i fondatori più convinti ed attivi. «Ucimina» della prima generazione e laica consa- crata nella Compagnia di Gesù Maestro, partecipò a molte inizia- tive a livello nazionale con Ge- sualdo Nosengo e Cesarina Chec- cacci, della quale fu profonda- mente amica. Fu per lunghi anni indimenticabile presidente pro- vinciale UCIIM di Cuneo e regio- nale del Piemonte - Valle d’Aosta. L’UCIIM era per lei una famiglia, e continuò ad amarla e sostenerla anche dopo il pensionamento fino ai suoi ultimi giorni. I soci della se- zione monregalese guardano commossi al suo esempio e la ri- cordano a tutti con riconoscente affetto e rimpianto. Così la ricorda un’amica delle più care: «Colta, appassionata del- la scuola, sempre in aggiornamen- to e in ricerca, Amalia trasmetteva non solo nozioni ma amore al sa- pere, desiderio di conoscere e di approfondire, gusto del bello. Il ri- gore e la competenza si accompa- gnavano in lei ad una profonda umanità che la faceva attenta alle persone, capace di intervenire con discrezione e delicatezza verso personalità in formazione come verso chi viveva situazioni di diffi- coltà; e spesso il rapporto inse- gnante-allievo si consolidava in durevoli amicizie. L’amore per l’in- segnamento quale promozione delle persone, la indusse anche ad organizzare corsi serali di scuola media che offrirono occasioni a numerosi adulti per migliorare la propria condizione. Fece della sua vita un dono al Signore attraverso molteplici im- pegni di volontariato e di espe- rienze ecclesiali: nella Fuci e nel- l’Ac (presidente diocesana della Gioventù femminile), tra le Fami- gliari del clero, nel Meic, oltre che nell’UCIIM a cui dedicò tante energie, additando sempre per- corsi costruttivi ispirati alla dedi- zione di Gesù Maestro».
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