Gennaio-Febbraio-2012

42 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 Lo Scaffale Dieci anni di CSSC Questo volume disegna nelle sue linee generali l’evoluzione che il Centro Studi per la Scuola Catto- lica (CSSC) della Conferenza Epi- scopale Italiana ha compiuto nei suoi primi dieci anni di vita a par- tire dalla sua fondazione. Insieme con il Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica, il CSSC rappre- senta la realizzazione più rilevante che la Chiesa italiana ha effettua- to in vista della creazione di un si- stema integrato di scuola cattolica e di formazione professionale. Il volume si articola in tre sezio- ni principali. La prima delinea il contesto nel quale si è svolta la fa- tica decennale del CSSC: ruolo, funzioni, compiti, iniziative sono illustrati nel quadro della storia recente della scuola cattolica in Italia. La seconda sezione offre le premesse teoriche dell’azione del Centro Studi: esse vengono iden- tificate nello specifico della quali- tà della scuola cattolica, nella di- mensione comunitaria a livello di singola scuola e nell’educazione religiosa sul piano curricolare. La terza parte è incentrata sui sog- getti che costituiscono la comuni- tà educativa di scuola cattolica: gli insegnanti, i genitori, gli studenti e i dirigenti. Le conclusioni tenta- no di ricondurre a sintesi ordinata i numerosi contenuti e di fornire linee prospettiche di azione, men- tre l’appendice offre un elenco ra- gionato e aggiornato delle princi- pali attività del CSSC durante il de- cennio trascorso. «Adolescenti: figli nostri?» In forma agile e coinvolgente, in veste grafica molto accattivante, il volume, presentato dalle Dirigenti Donatella Demo (ex presidente Regionale UCIIM del Piemonte) e Maria Teresa Masino (ex Presi- dente Provinciale di Torino) è il ri- sultato di un lavoro di laboratorio- studio e analisi del fenomeno adolescenziale, proposto dal- l’UCIIM Regionale piemontese ai soci, con il contributo dello psico- logo dott. Cesare Rosso che ne ha tracciato la sintesi. Tra le pagine si snoda la verità dei giovani adole- scenti del nostro tempo, disorien- tati e confusi, troppo spesso soli e affettivamente deprivati, incapaci di chiedere aiuto, ma desiderosi di farsi notare al limite dello stra- vagante, esuberante, eccentrico. Il lavoro si avvale della collabo- razione di diverse realtà locali e del contributo di chi, a titolo di- verso, vive a diretto contatto con i giovani e ne scopre nella quotidia- nità contraddizioni e difficoltà, specialmente nella comunicazio- ne con le generazioni precedenti, gli adulti. È chiara la premessa: i giovani sono l’elemento fondante della società perché rappresentano il futuro e dunque la società ha bi- sogno di loro; l’interrogativo sin- tetizzato nel titolo nasce, come di- chiara lo stesso Autore, «dalla considerazione che spesso, senza accorgersene, i genitori comincia- no a trattare i figli come soggetto sociale staccato da loro, fino a far- li diventare estranei alle proprie responsabilità e debolezze». Le soluzioni ci sono se si cerca- no, come hanno cercato di fare quanti hanno lavorato a questo «progetto», se non ci si scoraggia dinanzi le difficoltà, se si accetta la possibile sconfitta. Il discorso si allarga così alla scuola, agli educatori, ai futuri formatori sollecitati ad impegna- re ogni sforzo per riuscire a cana- lizzare le immense energie dei giovani che, messe a frutto, con- sentono l’affermazione di ciascu- no e il raggiungimento del pro- prio ruolo. Nella prima parte vengono ana- lizzati il disagio, i disturbi, il disa- dattamento dei giovani. Partico- larmente toccante e coinvolgente il racconto di un padre che speri- menta tutto ciò e ne descrive ogni drammatica e incredibile sfuma- tura trascorrendo una notte da- vanti la porta di una discoteca. Seguono i «consigli» agli educa- tori per non arrendersi, la presen- tazione di «buone prassi» vissute all’interno di un Centro per stu- diare e stare insieme che consen- te all’allievo di sentirsi persona nel rendersi conto che qualcuno si prende cura di lui. E, sulla scia dell’eredità pedagogica lasciataci dal nostro Nosengo, si sperimenta che per interagire con i giovani è fondamentale motivarli; lo scam- bio di pensieri fra docente e allie- vo è fruttuoso per entrambi e per ottenere dei risultati positivi oc- corre essere rigidi sui principi ed estremamente morbidi nella loro attuazione. E come si legge nelle conclusioni, non serve essere ami- coni dei nostri figli e dei nostri al- lievi, è necessario mantenere il ruolo di orientamento e riferi- mento che ci compete con un’im- portante attività da svolgere: pen- sare, pensare a loro! C ESARE R OSSO , Adelescenti: figli nostri , UCIIM Torino, pag. 65 G UGLELMO M ALIZIA - S ERGIO C ICA - TELLI , The Catholic School under Scrutiny, Ten year of Research in Italy (1998-2008) , Peter Lang, Ber-lin/New York/Oxford, 2011, pag. 247 ERRATA CORRIGE Nell’ultimo numero del 2011 l’indice dell’annata è stato indicato per errore come 2010. L’indice si riferisce ovviamente al 2011. Ci scusiamo per il refuso.

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