Gennaio-Febbraio-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2012 D IDATTICA DELLA S TORIA Laura Novelli, Docente di Lettere «A vere memoria è importante. Il passato aiuta a capire quello che ci sta succedendo». In di- verse occasioni Ascanio Celestini, narratore, attore, scrittore e regista ben noto al gran- de pubblico, ha spiegato così, in modo sem- plice e sintetico, l’incommensurabile valore della memoria come vettore di conoscenza e comprensione del mondo. A suo modo, questo sensibile uomo di teatro – molto vi- cino alla realtà della scuola e alle nuove ge- nerazioni – con i suoi spettacoli costruiti sempre su ricordi di vita vissuta ha saputo e sa testimoniare una metodologia di lettura del passato di forte impatto «didattico». Ba- sti considerare titoli come «Radio clandesti- na» (sull’eccidio delle Fosse Ardeatine), «Fabbrica» (sul mondo operario italiano), «Scemo di guerra» (sulla liberazione di Ro- ma durante la seconda guerra mondiale) e il recente «Pro Patria» (sul Risorgimento). Mentre assistevo ai suoi lavori mi sono spesso interrogata su come cercare di susci- tare nei miei alunni di scuola media una passione, una curiosità, una consapevolezza rispetto al passato «avvicinabili» a quelle che Celestini aveva suscitato in me. Non è impresa facile, visto che la storia – soprat- tutto in un’età così controversa come la preadolescenza – è spesso vista e vissuta come una materia pesante, mnemonica, noiosa, se non addirittura inutile. Una deci- na di anni fa ebbi l’ardire di organizzare, nella palestra della scuola dove insegnavo, una replica proprio di «Radio clandestina», con dibattito finale e ampio spazio deputa- to all’incontro tra l’atto-autore romano e i ragazzi (alunni di una terza media). Dalle reazioni di quest’ultimi capii che la storia, se raccontata in modo affascinante, se af- frontata da angolature sghembe, se spiega- ta con un «movimento» di fatti e nozioni che va dal particolare all’universale, non so- lo risulta interessante e coinvolgente ma at- tiva nei giovani delle imprevedibili energie mentali. Senza dubbio, il prevalente approccio «li- bresco» che serpeggia nella scuola italiana, accompagnato dalla classica lezione fronta- le e da un insegnamento per lo più trasmis- sivo costruito sullo schema «lezione-studio- interrogazione», non favorisce l’appassio- narsi dei ragazzi a questa fondamentale ma- teria. È pur vero però che, in molti casi, per- sino il docente più accorto si trova nella dif- ficoltà di non poter sperimentare altri canali metodologici che, al di là di conoscenze e competenze specifiche, richiedono anche mezzi pratici di realizzazione (una macchina fotocopiatrice, televisioni, lettori cd, proiet- tori di diapositive, LIM in classe) e la dispo- nibilità di spazi alternativi in grado di ospi- tare spettacoli, drammatizzazioni o cinefo- rum ad hoc. Ma andiamo per ordine. Secondo le ultime Indicazioni per il curri- colo pubblicate dal MIUR, «funzione della storia è comprendere e spiegare il passato dell’uomo partendo dallo studio delle testi- monianze e dei resti che il passato stesso ci ha lasciato. […] L’apprendimento della sto- ria contribuisce all’educazione civica della nazione, perché permette agli allievi di co- noscere il processo di formazione della sto- ria italiana, europea e mondiale e di capire come si sono formati la memoria e il patri- monio storici nazionale. Al tempo stesso, la 34

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