Novembre-Dicembre 2019

responsabilità in questo rimescolamento di questi ruoli, qualcuno dice che dietro un uomo violento c’è sempre una madre che magari in passato si è beata del figlio che aveva atteggiamenti da bullo. A me piace pensare che dietro un uomo violento ci sono due genitori! Siamo la generazione così detta «genitori spazzaneve» camminiamo tutti quanti due passi avanti ai nostri figli per paura che debbano incontrare qualche ostacolo nel loro cammino, perciò siamopronti a scagliarci contro l’insegnante che mette un brutto voto, siamo incapaci ormai a dire quei famosi «no» che aiutano a crescere, per paura che i nostri figli possano sperimentare la frustrazione, l’insuccesso. Ma che cosa accade? Accade che i nostri figli, quando crescono, non hanno gli anticorpi necessari per resistere a una frustrazione o a un rifiuto alla fine di un amore e quello che ne consegue purtroppo lo leggiamo nella cronaca dei giornali. Anche i mass media hanno una forte responsabilità, secondo me, per come trattano questi temi e, a volte, c’è superficialità nelle parole che vengono usate. Ieri al telegiornale si parlava delle cause di violenza contro le donne: rabbia e frustrazione di uomini addolorati che uccidono le proprie mogli o compagne. Parlare di un uomo che per dolore uccide la propria donna è in qualche modo adombrare una penosa giustificazione a un comportamento che non può avere giustificazione. Se non si è professionali nel parlare si rischia a dare spazio a tribunali digitali tipo facebook . Concentriamoci su cosa possiamo fare, è il primo passo che possiamo compiere per cercare di creare una cultura nelle donne, in attesa che la società compia il suo viaggio culturale, per cominciare a difendere se stesse in un mondo che evidentemente ancora è ostile. giudizi di separazione per ottenere in vantaggio un allontanamento immediato del coniuge. Si tratta di un fenomeno residuale che però è un comportamento criminale che in alcuni casi esiste e non può essere tollerato nelle aule di giustizia, infatti mi batto perché, se viene accertata con sicurezza che si tratta di una falsa denuncia, quell’autore deve essere severamente punito, altrimenti si toglie spazio, tutela e credibilità a tutte quelle donne che sono realmente vittime di violenza. Il problema che noi affrontiamo in merito è soprattuttodi naturaculturaleperché rappresenta la crisi del rapporto uomo e donna, un rapporto molto antico che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Vi porto l’esempio di Artemisia Gentileschi, una donna rivoluzionaria che aveva colpito gli stereotipi del tempo e pretendeva di essere chiamata «Pittora» in un mondo accademico che era dominato esclusivamente dagli uomini. Si era scagliata anche con violenza nei confronti del proprio padre reo di aver denunciato con un anno di ritardo lo stupro che lei aveva subìto. In quell’epoca le donne non potevano denunciare la violenza sessuale subìta perché era un reato contro l’uomo a cui la donna apparteneva. Tutti i critici dell’epoca, ma anche quelli successivi, continuano a parlare di Artemisia Gentileschi come di una donna pittrice che non sarebbe mai diventata così famosa se non avesse subìto questo stupro, come se lei dovesse ringraziarne il Tassi, l’autore del suo stupro. Anche nei nostri giorni molte delle cantanti più famose del Blues come Aretha Franklin, Whitney Houston ecc. sono state annichilite dalla violenza dei propri uomini che incarnavano più ruoli: marito, manager, compagno e che hanno abusato di loro per anni. Questo ci riporta a una crisi dei rapporti in atto della nostra società sempre più individualista e chiusa in se stessa, dove emerge la mancanza nei rapporti affettivi e nell’amore di educazione sia nell’uomo sia nella donna. L’uomo infatti fatica ad accettare questo percorso costante di emancipazione da parte della figura femminile, perché se da una parte l’uomo conserva un certo potere nella sfera pubblica, manageriale, questo rimescolamento dei ruoli ha creato dei problemi nella sfera domestica, dove l’uomo aveva il potere di diritto e non doveva conquistarselo e così anche la sua autorevolezza. Forse anche le donne hanno la loro parte di LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2019 XII

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