11-12 Novembre-Dicembre 2025

5 Spiritualità LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 Molti docenti cattolici hanno partecipato al giubileo del mondo educativo svoltosi a Roma dal 30 ottobre al 2 novembre. È stata un’esperienza ecclesiale molto incisiva, soprattutto per la catechesi di Papa Leone XIV. Le sue parole, la sua competenza nel campo dell’insegnamento, hanno dato agli insegnanti fiducia e speranza. Ecco un breve riassunto personale della sua catechesi del 31 ottobre e della sua omelia nella S. Messa del 1° novembre, con la proclamazione di San Paul Henry Newman a Dottore della Chiesa e co-patrono con San Tomaso d’Aquino delle scuole e dei docenti. Catechesi di Papa Leone nell’udienza del 31 ottobre 2025 Papa Leone XIV ha tenuto il 31 ottobre 2025 in Piazza San Pietro a oltre 15.000 insegnanti in occasione dell’Udienza Generale del Giubileo del Mondo Educativo, la sua catechesi: essa è un forte richiamo alla missione cristiana dell’insegnamento nell’attuale contesto di crisi e di sfide. Papa Leone XIV si è ispirato in particolare a Sant’Agostino ed al suo metodo di insegnamento ed ha definito gli educatori come coloro che incarnano il volto della Chiesa, Madre e Maestra; a loro è affidata la responsabilità di contrastare la crisi della speranza presente nella società attuale con la trasmissione del sapere. Il compito della scuola infatti rimane sempre quello della formazione integrale della persona in tutte le sue componenti fisiche, spirituali, sociali. Ha esortato, seguendo il pensiero agostiniano, tutti gli insegnanti a essere maestri di interiorità, di unità, di amore e di gioia. L’interiorità prima di tutto: il vero Maestro abita nel cuore della persona e l’educatore, consapevole di questo, parla col suo cuore al cuore del discepolo, superando tutti gli schermi ed i filtri tecnologici; egli può penetrare con le sue parole e la sua testimonianza nella profondità del cuore, inteso come sintesi dei valori del corpo e dello spirito di ogni persona, perché questa possa aprirsi all’incontro con il vero Maestro. Nell’interiorità della persona abita la Verità. Ma la verità non è solo un possesso, è anche un cammino: se la cerchi, la trovi, e se la trovi desideri avvicinarti sempre più ad essa. Il secondo principio è l’unità, perché nell’educazione non si procede mai da soli. Il Papa ripropone il suo motto: In illo Uno unum: in Cristo soltanto possiamo costruire l’unità. La scuola deve essere un luogo di incontro e riconoscimento reciproco, dove tutte le componenti camminano insieme per avvicinarsi alla verità, superando isolamenti e competizioni. Il terzo atteggiamento è l’amore: l’insegnamento non può mai essere separato da esso. Viene ricordata una frase di Sant’Agostino: «L’amore di Dio è il primo che viene comandato, l’amore del prossimo è il primo che si deve praticare». Condividere la conoscenza non è sufficiente per insegnare: serve amore. Questo si traduce in un impegno concreto per intercettare le necessità urgenti degli studenti più fragili e per costruire ponti di dialogo e di pace: compito importante per ogni insegnante che deve essere valorizzato dalla società per il contributo che egli dà alla speranza di un avvenire migliore; danneggiare il ruolo sociale e culturale degli educatori è ipotecare il proprio futuro. Una crisi della trasmissione del sapere porta con sé una crisi della speranza in un mondo già lacerato da conflitti e paure. Il quarto valore proposto è la gioia. È un invito a vivere la missione educativa con il sorriso, come antidoto contro la tristezza e la disperazione che possono paralizzare l’anima, richiamando la forza della Risurrezione. Il ruolo degli educatori, a differenza dell’intelligenza artificiale, utile ma fredda e possibile fonte di isolamento, è un impegno umano, e la gioia stessa del processo educativo è tutta umana, una «fiamma che fonde insieme le anime e di molte ne fa una sola». GIUBILEO DEL MONDO EDUCATIVO Padre Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM

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