11-12 Novembre-Dicembre 2025

20 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 comunità realmente fraterne. Tali proposte delineano un modello di società educante e solidale, nella quale la scuola e i contesti formativi assumono un ruolo di guida culturale, fondata su una Paideia dell’umano che si nutra dei valori della Costituzione, della Dichiarazione universale dei diritti umani e delle grandi istanze poste dagli obiettivi di Agenda 2030. 5. Questioni aperte Nel dialogo del Tavolo sono emersi alcuni temi da approfondire, di cui abbiamo colto la rilevanza, ma che non è stato possibile farsi carico in modo adeguato, ma che affidiamo con fiducia ai lavori congressuali: • l valore del dialogo interreligioso e la necessità di una scuola aperta a tutte le appartenenze culturali e spirituali; • la cultura della sussidiarietà, che riconosce il ruolo della famiglia e delle associazioni come soggetti corresponsabili dell’educazione; • la valorizzazione dei contesti educativi non formali e la costruzione di reti tra le diverse agenzie formative, pubbliche e del Terzo Settore. Sono ambiti che meritano ulteriori percorsi di studio e confronto, nella prospettiva di una società più coesa e realmente plurale. 6. Conclusione Alla domanda «Quale società vogliamo?» il nostro Tavolo ha risposto a partire da alcune consapevolezze condivise a livello educativo e che ci permettano di immaginare una società che metta al centro la persona, la dignità del lavoro, la solidarietà e la giustizia, e che trovi nell’educazione la strada maestra per realizzarle. In un tempo segnato da frammentazione e disorientamento, la scuola può e deve essere comunità di senso, di libertà e di speranza. In fondo la speranza è «anima dell’educazione», come affermava Benedetto XVI, e lo stesso educare – sottolinea Leone XIV – «è un atto di speranza e una passione che si rinnova perché manifesta la promessa che vediamo nel futuro dell’umanità» (Disegnare nuove mappe di speanglosassone) in cui l’educazione del carattere viene ricondotta all’acquisizione delle virtù. Un ruolo importante in questo processo può essere giocato anche dalla dimensione religiosa dell’educazione, da non considerare come una specie di riserva esclusiva dell’IRC, ma che può essere punto di attenzione condiviso da parte di tutti coloro che pongono al centro dell’educazione la piena ricchezza della persona in tutte le sue dimensioni (compresa quella spirituale e religiosa), sulla scorta di quanto affermava San John Henry Newman, «la verità religiosa non è solo una parte, ma una condizione della conoscenza generale». 4. Alcune proposte per il futuro Dalle riflessioni condivise sono scaturite alcune proposte operative, che vengono proposte al Congresso, al fine di orientare l’azione educativa e sociale dell’UCIIM, per il futuro. Le proponiamo nella forma sintetica con cui sono state condivise dal gruppo, perché diventino oggetto di dibattito congressuale: 1. Promuovere il pensiero critico e la maturità esistenziale: educare i giovani non solo a «sapere», ma anche a «comprendere» e a «scegliere», restituendo profondità e senso al loro rapporto con la realtà. 2. Rilanciare l’educazione civica come autentico percorso di formazione alla cittadinanza attiva, capace di integrare giustizia, uguaglianza, solidarietà, sostenibilità, pace e democrazia. 3. Andare oltre la visione funzionalista della competenza, valorizzando la formazione del carattere e delle virtù etiche e civiche, come base per una società eticamente fondata; le stesse competenze di natura cognitiva possono essere utilmente collegate alle virtù dianoetiche, sulla base dell’insegnamento di Tommaso. 4. Educare alla cittadinanza digitale, aiutando le nuove generazioni a un uso consapevole e responsabile delle tecnologie (compresa l’IA), superando dipendenze e distorsioni. 5. Coltivare un’educazione alla pace che vada oltre i limiti angusti di un «pacifismo di testimonianza» e si orienti verso la volontà concreta e operativa che miri a costruire

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