La Scuola e l'Uomo - n. 11-12- Novembre-Dicembre 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2020 13 I l fatto più saliente del nostro tempo è lo straordinario affermarsi della scienza, sia come conoscenza pura, sia come esperien- za del mondo naturale e come corredo teo- rico della tecnologia. È tale il dominio della scienza nelle attività umane, che ormai, an- che a volere limitare il discorso al piano pra- tico, non ha più senso un sapere che prescin- da da una congrua informazione scientifica, indispensabile soprattutto a chi è chiamato a svolgere un qualsiasi compito sociale. I guasti della disinfor- mazione possono essere, infatti, gravi e incalcola- bili; e questo soprattutto nei casi in cui – come per chi riveste responsabilità pubbliche – si abbia l’ob- bligo di decidere sulla ba- se di indicazioni tecniche che potrebbero essere, per varie ragioni (interessi economici in primo luogo), divergenti e si abbia il do- vere di scegliere la solu- zione più idonea nell’inte- resse del bene comune. In tali casi non basta l’intuito ed è di solito fuorviante il senso del- la opportunità politica. Soprattutto se sussistono ragioni tecniche dirimen- ti. Riguardo alle quali, i tecnici, specie se a servizio di particolari lobby o potentati economici, possono anche sottacerle, men- tre gli organi della pubblica amministrazione debbono ben sapere come districare i nodi da sciogliere perché le loro scelte tornino a vantaggio della collettività. Nei quali casi, l’errore per ignoranza non è meno grave del- la malafede, perché il danno è lo stesso e la possibilità del suo non ripetersi è al massimo grado aleatoria. Senza scomodare Socrate e il suo intel- lettualismo etico, è fuori di dubbio che l’i- gnoranza non disposta a riconoscere il suo stato, quando non è in grado o non vuole ac- cettare i propri limiti, non si differenzia dal- la malvagità. È il caso di quella infarinatura pseudo scientifica, acquisita magari fugace- mente dai mass media (non sempre all’al- tezza e imparziali) che, lungi dal tradursi in competenza, porta ad ignorare la propria ignoranza. Occorre, in- vece, la interiorizzazione generalizzata della vera cultura scientifica: quella che Rubbia definisce una «coscienza scientifica di massa», formata nella se- de propria, che è la scuo- la di ogni ordine e grado. «Per governare – dice Rubbia - la complessità dei processi tecnologici, che possono migliorare o annientare la vita, un più alto livello di consa- pevolezza della società». Affinché sia qualificata – diciamo noi - la scelta dei governanti e scevro da pregiudiziali ideologiche o da fattori infondatamente emotivi il controllo sul loro operato. « Dunque - aggiunge - un compito urgente è quello di creare una coscienza scientifica di massa. Questo compito dovrebbe essere svolto in primo luogo dalla scuola che pur- troppo il più sovente ne è incapace. E allo- ra occorre rifondarla, sagomare la struttu- ra scolastica e l’insegnamento in modo da dare a tutti una cultura di base che aiuti ad orientarsi nel rapporto con l’universo LA COSCIENZA SCIENTIFICA DI MASSA Giuseppe Terregino, Docente di Matematica e Fisica

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