Novembre-Dicembre 2017
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIV - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2017 2 I n un’indagine fatta dall’UCIIM, alla do- manda «Ti fidi di più dello Stato, della scuola, della politica, della giustizia, del- la Chiesa, della famiglia» le risposte regi- strate sono state allarmanti e incredibili. Solo il 3% dei giovani si fida dello Stato, del- la scuola, della giustizia. Nessuno si fida della politica (0%). Il 2% degli adulti si fida dello Stato, il 5% della Scuola, il 4% della giustizia; lo zero % della politica. Per fortuna il 75% dei giovani si fida della famiglia e il 16 % della Chiesa. Per fortuna il 27% degli adulti si fida del- la Chiesa e il 62 % della famiglia. È angosciante ma piuttosto che piangerci addosso RICOMINCIAMO. Da dove? DALLA SCUOLA. «Per la scuola» è un programma trasver- sale alle forze politiche. Esso mira alla ma- turazione della «persona» in tutte le sue di- mensioni. Infatti poiché i problemi educati- vi influiscono in maniera forte sul benessere personale e sul clima della vita sociale urge sganciare la SCUOLA dalle settoriali logiche partitiche e dalle stagioni politiche: essa è BENE COMUNE. Per ciò l’UCIIM ritiene irrinunciabile per- seguire i seguenti principi: — finalizzazione del «sistema educativo d’istruzione e di formazione alla crescita e alla valorizzazione della persona uma- na, nel rispetto dei ritmi dell’età evoluti- va, delle differenze e dell’identità di cia- scuno, nel quadro della cooperazione fra scuola e genitori e nel rispetto delle scel- te educative della famiglia» — riconoscimento del valore educativo, istruttivo e formativo di ogni scuola, sta- tale o paritaria — aggancio dei curricoli ai valori costituzio- nali della persona, del cittadino e del la- voratore, in quanto dimensioni indissocia- bili dell’essere umano, secondo l’esplici- to dettato della Costituzione — valorizzazione e sostegno dell’autonomia organizzativa, didattica e di ricerca e svi- luppo delle singole scuole — concezione del docente come professioni- sta dell’educazione — concezione del dirigente come leader educativo e come professionista del go- verno dell’istituzione. La scuola, infatti, deve educare un citta- dino autonomo, responsabile, consapevole, partecipe della società, che possegga un adeguato senso di appartenenza allo stato e sia dotato di equilibrate competenze criti- che e progettuali per il proprio futuro. Deve educare persone aperte ad una nuova citta- dinanza europea e globale, ad una pacifica convivenza nella realtà «glocale». Questi non sono principi teorici, piutto- sto sono la base, l’essenza di in nuovo cam- mino da intraprendere. È inoppugnabile che è la scuola a forma- re il cittadino: il cittadino italiano che deve riacquistare la fiducia ormai spenta in meri- to alla politica. Solo se insegniamo ai nostri giovani che la politica non è pura tecnica di potere, poiché come aveva intuito già nel IV secolo avanti Cristo il grande filosofo Aristotele es- sa è imprenscindibilmente legata all’etica e alla virtù, ne verremo fuori. Proviamo a vivere e a far vivere quanto ci ha insegnato il nostro Vero Unico Grande Maestro Gesù: «Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia… Beati gli operatori di pace». Signori politici, La dignità non consiste nel possedere onori ma nella coscienza di meritarli (Aristotele). SITUAZIONE ATTUALE Quella sulla revisione generale del Testo Unico della Scuola è l’unica delega della Legge 107/15 rimasta fuori dal ‘pacchetto’ approvato il 14 gennaio 2017 dal Consiglio dei Ministri. E d i t o r i a l e 1. NUOVO TESTO UNICO DELLA SCUOLA GIÀ PREVISTO DALLA LEGGE 107/2015
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