Novembre-Dicembre-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 6 S p i r i t u a l i t à fedeltà con cui tante famiglie cristiane ri- spondono alla loro vocazione e missione. lo fanno con gioia e con fede anche quando il cammino familiare le pone dinanzi a ostaco- li, incomprensioni e sofferenze. a queste fa- miglie va l’apprezzamento, il ringraziamen- to e l’incoraggiamento di tutta la Chiesa e di questo Sinodo. nella veglia di preghiera celebrata in piazza San pietro sabato 4 otto- bre 2014 in preparazione al Sinodo sulla fa- miglia papa francesco ha evocato in manie- ra semplice e concreta la centralità del- l’esperienza familiare nella vita di tutti, esprimendosi così: «Scende ormai la sera sulla nostra assemblea. è l’ora in cui si fa volentieri ritorno a casa per ritrovarsi alla stessa mensa, nello spessore degli affetti, del bene compiuto e ricevuto, degli incontri che scaldano il cuore e lo fanno crescere, vino buono che anticipa nei giorni dell’uo- mo la festa senza tramonto. è anche l’ora più pesante per chi si ritrova a tu per tu con la propria solitudine, nel crepuscolo amaro di sogni e di progetti infranti: quante perso- ne trascinano le giornate nel vicolo cieco della rassegnazione, dell’abbandono, se non del rancore; in quante case è venuto meno il vino della gioia e, quindi, il sapore – la sa- pienza stessa – della vita [...] degli uni e degli altri questa sera ci facciamo voce con la nostra preghiera, una preghiera per tut- ti».[…] Verità e bellezza della famiglia e miseri- cordia verso le famiglie ferite e fragili […] 23. Con intima gioia e profonda consolazione, la Chiesa guarda alle famiglie che restano fe- deli agli insegnamenti del Vangelo, ringra- ziandole e incoraggiandole per la testimo- nianza che offrono. grazie ad esse, infatti, è resa credibile la bellezza del matrimonio in- dissolubile e fedele per sempre. nella fami- glia,«che si potrebbe chiamare Chiesa dome- stica» (lumen gentium, 11), matura la prima esperienza ecclesiale della comunione tra persone, in cui si riflette, per grazia, il mi- stero della Santa trinità. «è qui che si ap- prende la fatica e la gioia del lavoro, l’amore fraterno, il perdono generoso, sempre rinno- vato, e soprattutto il culto divino attraverso la preghiera e l’offerta della propria vita» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1657). la Santa famiglia di nazaret ne è il modello mi- rabile, alla cui scuola noi «comprendiamo perché dobbiamo tenere una disciplina spiri- tuale, se vogliamo seguire la dottrina del Vangelo e diventare discepoli del Cristo» (paolo Vi, discorso a nazaret, 5 gennaio 1964). il Vangelo della famiglia, nutre pure quei semi che ancora attendono di maturare, e deve curare quegli alberi che si sono inari- diti e necessitano di non essere trascurati. 24. la Chiesa, in quanto maestra sicura e ma- dre premurosa, pur riconoscendo che per i battezzati non vi è altro vincolo nuziale che quello sacramentale, e che ogni rottura di es- so è contro la volontà di dio, è anche consa- pevole della fragilità di molti suoi figli che faticano nel cammino della fede. «pertanto, senza sminuire il valore dell’ideale evangeli- co, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno. […] un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a dio della vita esteriormente corretta di chi trascorre i suoi giorni senza fronteggiare im- portanti difficoltà. a tutti deve giungere la consolazione e lo stimolo dell’amore salvifico di dio, che opera misteriosamente in ogni persona, al di là dei suoi difetti e delle sue cadute» (evangelii gaudium, 44). […] 27. in tal senso, una dimensione nuova della pastorale familiare odierna consiste nel pre- stare attenzione alla realtà dei matrimoni ci- vili tra uomo e donna, ai matrimoni tradizio- nali e, fatte le debite differenze, anche alle convivenze. quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pub- blico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vi- sta come un’occasione da accompagnare nel- lo sviluppo verso il sacramento del matrimo- nio. molto spesso invece la convivenza si sta-

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