Novembre-Dicembre-2014

11 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2014 appello è vocazione, è chiamata che at- tende risposta, in un dialogo impegnativo, che talora s’inceppa. la chiamata non sem- pre è percepibile e convincente; la risposta non sempre è pronta e generosa. Chiamare e mandare, attribuiti all’azione diretta di dio, sono esperienze interiori presenti fin dal- l’origine della narrazione biblica («esci dalla tua terra e va…») e si sviluppano poi nei ter- mini teologici di vocazione e apostolato. Nel- la chiamata e nel mandato si gioca una par- tita complessa fra due soggetti, due libertà, tra le quali passa una «voce»: una voce che è messaggio e notizia, volta a stabilire una relazione profonda (fides ex auditu) e a pro- vocare lo sviluppo di una «storia». lo stesso mandato d’insegnare, rivolto da gesù ai suoi discepoli, mandato che suo- na, nel testo latino, «euntes docete», in greco si legge «matethèusete», che signifi- ca letteralmente « fatevi dei discepoli» (mt, 28,19), come ripeteva spesso Nosengo. Si tratta di un’espressione meno forte del- l’invito a farsi «pescatori di uomini» (mt, 4,19), ma certo più forte del semplice in- formare o far sapere una notizia o una no- zione . Per farsi dei discepoli occorre esse- re dei maestri, cresciuti a propria volta a contatto con maestri da cui si è stati su- scitati, o nutriti di sapienza. UCIIM 70 da protagonisti. Le parole di S.E. Giuseppe Satriano Vescovo di Rossano Cariati «70 anni sono un percorso, oltre che un anniversario importante perché l’uCiim ha segnato in maniera luminosa la storia della scuola italiana a comin- ciare da nosengo che è tra coloro i quali hanno approntato il primo luminoso percorso per questa nostra scuola, la scuola dei tempi moderni che noi stiamo vivendo. Credo che un anniversario di questo tipo vada valorizzato. l’uCiim è un’associazione ecclesiale non è ecclesiastica ed esprime la maturità di un laicato che in situazione vive, opera, si impegna e cerca di essere pungolo al rinnovamento della scuola, ma anche alla profondità che la scuola deve avere per la scommessa educativa che porta in sé. quindi la Chiesa vede questa as- sociazione come una sua punta di diamante come una realtà bella e luminosa. Stiamo vivendo momenti difficili per l’associazionismo però questa associa- zione, secondo me, merita tutta l’attenzione e la stima della Chiesa italiana». «Certamente, la Chiesa accompagna, guarda con simpatia e sostiene queste esperienze laicali che si nutrono appunto della maturità di un laicato che è cresciuto nel tempo con competenza sapendo dare spessore proprio a quelle riforme che vengono fatte e che spesso non sono molto attente ai bisogni reali sia dei ragazzi che del corpo docente e della società».

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