Novembre-Dicembre-2012
43 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2012 termini di uguaglianza, perché è impossibile mantener ancora su posizioni tradizionali la scuola quando la società nella quale essa opera è profondamente trasformata o in via di trasfor- mazione». Quando il 26 settembre, il dibattito sulla riforma conquista la prima pagina del quo- tidiano «La Stampa» si è ormai trovato un accor- do sulla «questione latino». Il Ministro Gui di- chiara al Senato che il latino sarà facoltativo nella media unica, ma resterà necessario averlo studiato per poter iscriversi al liceo classico. Una delle novità dei programmi del ’62 era, ap- punto, nell’insegnamento del latino che, da ob- bligatorio come lingua a se stante nella media della riforma Bottai, diventava, nella media uni- ca, facoltativo. Nella classe II veniva insegnato nella materia «italiano ed elementari conoscen- ze di latino» come storia della lingua. Nella ter- za classe il latino era materia facoltativa. Tra i principi fondamentali della nuova scuola istituita c’è quello della unitarietà. Tale princi- pio significa attuazione di una scuola che nelle sue differenziazioni di origine personale, am- bientale, psicologica e didattica compensi even- tuali divari fra alunni, offra a tutti un uguale punto di partenza. Una scuola che perpetuasse, sulla giustificazione dell’impossibilità di raggiun- gere tutti in uguale maniera, le differenziazioni di origine dovute all’ambiente, al costume con- solidato, alle condizioni familiari, sarebbe una scuola che negherebbe la sua funzione e la sua finalità di istituto finalizzato a promuovere l’uo- mo. L’accentuazione del sociale è uno dei motivi più vitali della Legge istitutiva n. 1859, inteso come momento dello spirito che permette al- l’uomo di attuarsi pienamente sia sul piano mo- rale nei suoi rapporti con gli altri sia sul piano intellettuale nella sua capacità di comprensione e interpretazione della società in cui vive e ope- ra. Nei programmi del 1979 si puntualizzerà: «Dato per scontato che alla scuola media acce- dono alunni che hanno un retroterra sociale e culturale ampiamente differenziato, la scuola media deve programmare i propri interventi in modo da rimuovere gli effetti negativi dei condi- zionamenti sociali, da superare le situazioni di svantaggio culturale e da favorire il massimo svi- luppo di ciascuno e di tutti». Per questa ragione nell’educazione linguistica il Latino scomparirà completamente come insegnamento a sé, pur se valorizzato «come momento genetico della no- stra lingua». Attraverso questo, non certo esaustivo, ex- cursus storico si è cercato di mettere in rilievo il valore storico della legge 31 dicembre 1962 n. 1859, cui andava il merito di dare finalmente at- tuazione al principio costituzionale dell’obbliga- torietà dell’istruzione per otto anni, con l’intro- duzione di un triennio, che, nel rinviare la scel- ta tra studio e lavoro, avrebbe peraltro consen- tito allo studente di verificare meglio le proprie reali attitudini. UCIIM ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE CATTOLICA DI INSEGNANTI, DIRIGENTI E FORMATORI XXIV CONGRESSO NAZIONALE – Tivoli, 6-9 dicembre 2012 “OLTRE LA CRISI: LA SCUOLA IN DIALOGO” RISULTATI ELEZIONI PER IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Membri supplenti : Madeo Antonio Santagati Antonino Tennerello Picozzi Rosaria Membri supplenti : Chinappi Vincenza Inclimona Ignazio
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