Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ una “fede da tabella”, una dottrina monolitica assolutizzata, che non arriva al cuore della gente. La logica del Vangelo, viceversa, desta sempre stupore, annuncia ai piccoli ciò che non è accessibile ai sapienti, si fa carico dei bisogni dell’uomo, è la sorgente ove trovare ristoro. Compito della pastorale è cogliere l’essenziale e diffondere il kerygma (annuncio: Cristo incarnato, morto e risorto per la nostra salvezza). Il Concilio intende recuperare al Magistero il carattere di pastoralità per far sì che l’annuncio pastorale corrisponda a una teologia che tenga conto della dimensione storico-salvifica. Purtroppo una visione tradizionalmente unilaterale porta a considerare la pastorale come derivazione della dottrina. Per Seveso “appare immotivata la pretesa di risolvere il fondato nel fondamento, la pastorale nella dottrina ”. La fedeltà al Vangelo e la realtà esistenziale vanno coniugate e ciò genera tensione, in cerca di un “ adattamento ” non facile tra dottrina e pastorale. “Principio pastorale” del Concilio è la connessione della verità rivelata con l’esistenza umana, individuando teologicamente la relazione di Dio con l’uomo nella univocità di parola e fatto in Gesù Cristo, sicché la verità s’incarna nella sua efficacia pastorale. 2. Questioni aperte e luoghi comuni - Tanto non è facile da intendere, poiché nella mentalità della Chiesa resiste l’annosa separazione tra teologia e pastorale: la pastorale senza spessore teorico ma solo operativo, corollario della teologia…. Sono affermazioni ricorrenti anche nelle dispute dei tanti studiosi della materia che si contrappongono ed eccepiscono le affermazioni gli uni degli altri. Fondamentalmente, pur con personali distinzioni, essi fanno riferimento ad alcuni raggruppamenti (la scuola di Tubinga, il laboratorio francese, il gruppo nord-americano, il Circolo Viennese). Ne facciamo solo brevissimi cenni, per economia di tempo oltre che per evitare trattazioni farraginose, confuse e inutili. Chi volesse approfondire può consultare la bibliografia in calce, nel tentativo non scontato di trarne qualche idea chiara. La teologia pastorale o pratica è la più recente delle discipline teologiche (XX sec.), con compiti non definiti e come una sorta di “tecnologia applicativa” desunta dai principi teologici. Tra l’altro si disperde e si indebolisce tra la liturgia, l’omiletica, la catechetica,… Non bastano indicazioni generiche, occorre definire l’oggetto della disciplina, indicarne il paradigma gnoseologico proprio, identificare un modello e una pista metodologicamente articolati, conferirle qualificazione teologica. Lo scoglio sta nell’attribuire una determinazione teologica dell’ agire alla luce della fede. Tra posizioni “restrittive” ed “estensive”, sembra trovare una via la più adeguata considerazione che “la trattazione teologico-pratica non può prescindere dalla specificità del riferimento cristiano ed ecclesiale” . L’istanza teologica di verità per l’attuazione del progetto divino di salvezza dell’uomo nella sua concreta situazione di vita non può essere messa in 6

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