Educare crescendo...nella ricerca della verità

IN COLLABORAZIONE CON L’UNESU - CEI (UFFICIO NAZIONALE PER L'EDUCAZIONE, LA SCUOLA E L’UNIVERSITÀ) EDUCARE CRESCENDO…. NELLA RICERCA DELLA VERITÀ e nelle leggi, pur fra alterne e spesso dolorose vicende. Un flash potrebbe riguardare ad esempio, l’affermarsi della nozione dei diritti dell’uomo. Infatti i diritti dell’uomo non sono una “scoperta” della rivoluzione francese, ma hanno radici lontane: l’attenzione a essi è presente, sia pure in modo non lineare, in tutta la storia dell’umanità, in tutta la cultura sia laica che cristiana. La Dichiarazione francese del 1789 ha dato ai diritti umani una veste giuridica, come del resto era accaduto in quella americana, e ha riacceso l’interesse di tutto il mondo. Il pensiero cattolico, in particolare, mette in luce come i diritti umani siano un suo patrimonio originario, in quanto dipendono dalla Rivelazione che l’uomo è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza ed è stato redento da Cristo, vero Dio e vero uomo. Il Cristianesimo, inoltre, è stato fattore umanizzante, perché è stato in grado di raccogliere due orizzonti culturali distinti e non facilmente conciliabili fra loro, quello ebraico e quello greco- romano; ha saputo accompagnare l’evoluzione culturale, tecnico-scientifica e giuridica di una società complessa nello sviluppo di tutta la storia dell’Occidente, e ha mostrato sempre come una qualità di definizione dell’umano che era insita nell’esperienza stessa del Cristianesimo sia stata la cosa che ha permesso queste sintesi continue e successive, in grado di far proprio quanto di verità dell’umano si misurava dalle esperienze che gli uomini venivano facendo sia sincronicamente (confronto di civiltà diverse), sia diacronicamente durante il cammino di crescita della società occidentale. Ma questo è un uomo? Il Novecento europeo purtroppo vede stragi e stermini, quali mai erano stati registrati nei secoli precedenti. Vede anche il lucido, razionale e insieme folle, tentativo di cancellare l’uomo non solo fisicamente, ma anche nella sua dignità e identità. Leggiamounbreve stralciodaunarticolodi ElioVittorini che, di fronte alle stragi del nazismo, del fascismo e della seconda guerra mondiale, si chiede nel 1945 a che cosa siano serviti millenni di cultura. “Di chi è la sconfitta più grave di tutto questo che è accaduto? Vi era bene qualcosa che, attraverso i secoli, ci aveva insegnato a considerare sacra l’esistenza dei bambini. Anche di ogni conquista civile dell’uomo ci aveva insegnato che era sacra; lo stesso del pane; lo stesso del lavoro. E se ora milioni di bambini sono stati uccisi, se tanto che era sacro è stato lo stesso colpito e distrutto, la sconfitta è anzitutto di questa “cosa” che ci insegnava l’inviolabilità loro […] . Questa “cosa” non è altro che la cultura: lei è stata pensiero greco, ellenismo, romanesimo, cristianesimo latino, cristianesimo medievale, umanesimo, riforma, illuminismo, liberalismo, ecc. Non vi è delitto commesso dal fascismo che questa cultura non avesse insegnato a esecrare già da tempo, non dobbiamo chiedere proprio a questa cultura come e perché il fascismo ha potuto commetterli? […] 66

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