{"id":202,"date":"2018-03-24T16:15:53","date_gmt":"2018-03-24T15:15:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.uciim.it\/veneto\/?p=202"},"modified":"2018-03-24T16:15:53","modified_gmt":"2018-03-24T15:15:53","slug":"per-la-scuola-programma-politico-2018-proposto-ai-partiti-per-la-prossima-legislatura-editoriale-nn-11-12-2017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/2018\/03\/24\/per-la-scuola-programma-politico-2018-proposto-ai-partiti-per-la-prossima-legislatura-editoriale-nn-11-12-2017\/","title":{"rendered":"\u00abPer la scuola\u00bb.  Programma politico 2018. Proposto ai partiti per la prossima legislatura &#8211; Editoriale nn. 11-12\/2017"},"content":{"rendered":"<p>In un\u2019indagine fatta dall\u2019UCIIM, alla domanda \u00abTi fidi di pi\u00f9 dello Stato, della scuola, della politica, della giustizia, della Chiesa, della famiglia\u00bb le risposte registrate sono state allarmanti e incredibili. Solo il 3% dei giovani si fida dello Stato, della scuola, della giustizia. Nessuno si fida della politica (0%). Il 2% degli adulti si fida dello Stato, il 5% della Scuola, il 4% della giustizia; lo zero % della politica.<\/p>\n<p>Per fortuna il 75% dei giovani si fida della famiglia e il 16 % della Chiesa.<\/p>\n<p>Per fortuna il 27% degli adulti si fida della Chiesa e il 62 % della famiglia.<\/p>\n<p>\u00c8 angosciante ma piuttosto che piangerci addosso RICOMINCIAMO.<\/p>\n<p>Da dove? DALLA SCUOLA.<\/p>\n<p>\u00abPer la scuola\u00bb \u00e8 un programma trasversale alle forze politiche. Esso mira alla maturazione della \u00abpersona\u00bb in tutte le sue dimensioni. Infatti poich\u00e9 i problemi educativi influiscono in maniera forte sul benessere personale e sul clima della vita sociale urge sganciare la SCUOLA dalle settoriali logiche partitiche e dalle stagioni politiche: essa \u00e8 BENE COMUNE.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 l\u2019UCIIM ritiene irrinunciabile perseguire i seguenti principi:<\/p>\n<p>\u2022 finalizzazione del \u00absistema educativo d\u2019istruzione e di formazione alla crescita e alla valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell\u2019et\u00e0 evolutiva, delle differenze e dell\u2019identit\u00e0 di ciascuno, nel quadro della cooperazione fra scuola e genitori e nel rispetto delle scelte educative della famiglia\u00bb<\/p>\n<p>\u2022 riconoscimento del valore educativo, istruttivo e formativo di ogni scuola, statale o paritaria<\/p>\n<p>\u2022 aggancio dei curricoli ai valori costituzionali della persona, del cittadino e del lavoratore, in quanto dimensioni indissociabili dell\u2019essere umano, secondo l\u2019esplicito dettato della Costituzione<\/p>\n<p>\u2022 valorizzazione e sostegno dell\u2019autonomia organizzativa, didattica e di ricerca e sviluppo delle singole scuole<\/p>\n<p>\u2022 concezione del docente come professionista dell\u2019educazione<\/p>\n<p>\u2022 concezione del dirigente come leader educativo e come professionista del governo dell\u2019istituzione.<\/p>\n<p>La scuola, infatti, deve educare un cittadino autonomo, responsabile, consapevole, partecipe della societ\u00e0, che possegga un adeguato senso di appartenenza allo stato e sia dotato di equilibrate competenze critiche e progettuali per il proprio futuro. Deve educare persone aperte ad una nuova cittadinanza europea e globale, ad una pacifica convivenza nella realt\u00e0 \u00abglocale\u00bb.<\/p>\n<p>Questi non sono principi teorici, piuttosto sono la base, l\u2019essenza di in nuovo cammino da intraprendere.<\/p>\n<p>\u00c8 inoppugnabile che \u00e8 la scuola a formare il cittadino: il cittadino italiano che deve riacquistare la fiducia ormai spenta in merito alla politica.<\/p>\n<p>Solo se insegniamo ai nostri giovani che la politica non \u00e8 pura tecnica di potere, poich\u00e9 come aveva intuito gi\u00e0 nel IV secolo avanti Cristo il grande filosofo Aristotele essa \u00e8 imprenscindibilmente legata all\u2019etica e alla virt\u00f9, ne verremo fuori.<\/p>\n<p>Proviamo a vivere e a far vivere quanto ci ha insegnato il nostro Vero Unico Grande Maestro Ges\u00f9: <em>\u00abBeati quelli che hanno fame e sete della giustizia\u2026 Beati gli operatori di pace\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Signori politici, <strong><em>La dignit\u00e0 non consiste nel possedere onori ma nella coscienza di meritarli <\/em><\/strong>(Aristotele).<\/p>\n<h5><strong>1. NUOVO TESTO UNICO DELLA SCUOLA GI\u00c0 PREVISTO\u00a0<\/strong><strong>DALLA LEGGE 107\/2015<\/strong><\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<\/p>\n<p>Quella sulla revisione generale del Testo Unico della Scuola \u00e8 l\u2019unica delega della Legge 107\/15 rimasta fuori dal \u2018pacchetto\u2019 approvato il 14 gennaio 2017 dal Consiglio dei Ministri.<\/p>\n<p>Si tratta, in effetti, di un testo complesso, che attiene al riordino delle disposizioni legislative vigenti.<\/p>\n<p>Infatti, avrebbe dovuto revisionare e raggruppare le tante norme che riguardano il sistema nazionale scolastico. L\u2019ultimo lavoro, in questa direzione, resta quello realizzato con il Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, meglio noto come Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado.<\/p>\n<p>PROPOSTE<\/p>\n<p>Un nuovo Testo Unico \u00e8 ormai improcrastinabile, dopo riforme e contro riforme, leggi riguardanti la scuola anche all\u2019interno di provvedimenti generali, la confusione regna sovrana.<\/p>\n<p>Il nuovo testo unico si deve basare su alcuni indispensabili e fondanti criteri:<\/p>\n<ul>\n<li>riduzione e alleggerimento della normativa<\/li>\n<li>coerenza, essenzialit\u00e0 e chiarezza<\/li>\n<li>semplificazione di procedure<\/li>\n<li>salvaguardia del valore dell\u2019azione educativa della scuola, inserendo nel testo unico la definizione \u00abSistema educativo di istruzione e di formazione\u00bb, previsto dalla Legge 53\/03. Si supera cos\u00ec il limite pi\u00f9 evidente della Legge n. 107\/15, che ha cambiato il termine fondante \u00abeducativo\u00bb con \u00abnazionale\u00bb<\/li>\n<li>garanzia di democrazia, collegialit\u00e0, sinergia, cooperazione, condivisione e corresponsabilit\u00e0, nel rispetto di ruoli e di competenze<\/li>\n<li>attuazione del comma 181, lettera a, punto 3 che prevede \u00abil riordino e il coordinamento formale e sostanziale delle disposizioni di legge incluse nella codificazione, anche apportando integrazioni e modifiche innovative e per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica, nonch\u00e9 per adeguare le stesse all\u2019intervenuta evoluzione del quadro giuridico nazionale e dell\u2019Unione europea\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 nostro auspicio che partendo da tali principi e criteri direttivi si armonizzi una normativa ormai estremamente farraginosa e complessa che determina \u00abampi spazi interpretativi\u00bb rendendo la scuola \u00abfragile\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 indispensabile che nell\u2019elaborazione del testo unico si coinvolgano persone competenti, valorizzando anche il mondo della scuola e delle associazioni professionali di docenti e di dirigenti.<\/p>\n<h5><strong>2.\u00a0<\/strong><strong>ORGANI<\/strong><strong> COLLEGIALI<\/strong><\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<\/p>\n<p>Gli organi collegiali hanno i loro fondamenti normativi nel D.P.R. n. 416\/74 e successivamente nel Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione D. Lgs. n. 297\/94, Titolo I.<br \/>\nRispetto al 1974 diversi organi sono stati soppressi e quasi tutti gli altri hanno perso la loro particolare identit\u00e0, per le innumerevoli riforme degli ultimi 20 anni.<br \/>\nIn questi anni i diversi tentativi di riforma degli organi collegiali non sono stati affatto realizzati e alcuni provvedimenti non sono mai entrati realmente in vigore.<br \/>\nOrmai \u00e8 improcrastinabile, quindi, una riforma organica degli organi collegiali, che ridia piena dignit\u00e0 ad uno degli aspetti vitali della nostra scuola.<\/p>\n<p>PROPOSTE<\/p>\n<p>\u00c8 improcrastinabile una nuova legge degli organi collegiali, che sia finalizzata:<br \/>\n&#8211; ad assicurare l\u2019educazione integrale della persona<br \/>\n&#8211; a garantire e valorizzare la professionalit\u00e0 docente e dirigente<br \/>\n&#8211; a valorizzare una reale cooperazione scuola-famiglia per un\u2019azione educativa condivisa e corresponsabile<br \/>\n&#8211; a prevedere un reale rapporto con il territorio<br \/>\n&#8211; ad assicurare i rapporti e gli scambi internazionali<br \/>\n&#8211; a valorizzare la socializzazione delle buone prassi.<\/p>\n<p>L\u2019UCIIM propone a livello di istituzione scolastica: il Consiglio dell\u2019istituzione scolastica; il Consiglio dei Docenti; i Dipartimenti; il Consiglio di classe; il Consiglio di sezione per la scuola dell\u2019infanzia; il Consiglio di valutazione e di monitoraggio.<br \/>\nA livello nazionale, regionale, comunale e sopra comunale proponiamo: il Consiglio nazionale della scuola; i Consigli regionali della scuola; i Consigli interscolastici; i Comitati interassociativi dei rappresentanti delle associazioni professionali dei docenti e dei dirigenti scolastici.<br \/>\nLa riforma degli organi collegiali si dovrebbe realizzare nel pi\u00f9 breve tempo possibile al fine di connettere in modo costruttivo la dimensione umana che contribuisce alla formazione del discente.<\/p>\n<h5><strong>3.\u00a0<\/strong><strong>S<\/strong><strong>T<\/strong><strong>A<\/strong><strong>T<\/strong><strong>O<\/strong> <strong>GIURIDICO<\/strong> <strong>DOCENTI<\/strong><\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\nLa funzione docente \u00e8 definita dall\u2019art. 395 D.Lgs. 16-4-1994, n.297 \u00abesplicazione dell\u2019attivit\u00e0 di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalit\u00e0\u00bb.<br \/>\nTale definizione \u00e8 stata rivisitata dal CCNL \u00abla funzione docente si fonda sull\u2019autonomia culturale e professionale dei docenti; essa si esplica nelle attivit\u00e0 individuali e collegiali e nella partecipazione alle attivit\u00e0 di aggiornamento e formazione in servizio\u00bb.<br \/>\nLo stato giuridico \u00e8 regolato dalle norme relative all\u2019assunzione, alla prestazione e alla cessazione del servizio. Il rapporto di lavoro del personale docente (impiego pubblico) \u00e8 regolato dalla contrattazione collettiva, che \u00e8 nazionale e decentrata e si svolge, salvo i casi previsti dalla legge, su tutte le materie relative al rapporto di lavoro. In sede di contrattazione collettiva, l\u2019ARAN (agenzia per la rappresentanza negoziale) rappresenta la pubblica amministrazione.<br \/>\nOggi le ricerche italiane sulla condizione professionale dei docenti registrano crescente disagio, demotivazione ed insoddisfazione verso livelli retributivi non appropriati.<br \/>\nNella societ\u00e0 globalizzata sembra perdersi il \u00absenso\u00bb della scuola, il suo essere luogo deputato alla trasmissione della conoscenza e alla formazione delle persone e dei cittadini.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\n\u00c8 fondamentale definire, in una visione prospettica, un nuovo profilo docente che sia coerente con lo sviluppo sociale, pedagogico, psicologico ed economico della nostra realt\u00e0.<br \/>\nTra i punti fondanti da tenere in considerazione nella ridefinizione dello stato giuridico e della formazione dei docenti ci sembrano prioritari:<br \/>\n&#8211; l\u2019attuazione di un sistema di reclutamento ordinario e regolare<br \/>\n&#8211; la valorizzazione sinergica del titolo di studio e dell\u2019esperienza maturata<br \/>\n&#8211; la semplificazione delle procedure concorsuali<br \/>\n&#8211; il riconoscimento amministrativo ed economico della formazione in servizio<br \/>\n&#8211; il riconoscimento di tutti i titoli posseduti e del reale lavoro compiuto in classe<br \/>\n&#8211; il fare emergere con chiarezza nel nuovo stato giuridico tutto l\u2019orario, che oggi \u00ab\u00e8 sommerso\u00bb, svolto dai docenti.<br \/>\nIn relazione a quest\u2019ultimo punto, la formazione non pu\u00f2 e non deve essere lasciata al caso, ma necessita di un appropriato coordinamento.<br \/>\nNon ha senso formarsi su ci\u00f2 che piace ma tutto deve essere progettato e funzionale al miglioramento del Sistema Scuola.<\/p>\n<h5><strong>4.\u00a0<\/strong><strong>DIMENSIONAMENTO\/RAZIONALIZZAZIONE<\/strong> <strong>DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE<\/strong><\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\nI principali riferimenti normativi relativi al dimensionamento sono rintracciabili gi\u00e0 a partire dalla Legge 15 marzo 1997, n. 59, articolo 21 \u00abDelega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa\u00bb e dal relativo Decreto Presidente della Repubblica 81\/2009 recante norme per la riorganizzazione della rete scolastica.<br \/>\nSenza dilungarci in un mero excursus storico-legislativo, sicuramente ad oggi i riferimenti pi\u00f9 rilevanti sono la Legge 13 luglio 2015, n. 107 \u00abRiforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti\u00bb e la Legge 7 aprile 2014, n. 56 \u00abDisposizioni sulle citt\u00e0 metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni\u00bb e in particolare l\u2019art. 1 commi 44 e 85 che definiscono le funzioni fondamentali delle Province e delle Citt\u00e0 Metropolitane. Tale normativa ha confermato, tra le competenze in materia di Istruzione, la programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale.<br \/>\nLe disposizioni citate, coordinate con tutta la normativa di riferimento, hanno posto l\u2019attenzione sulla valenza e sulle priorit\u00e0 della razionalizzazione della rete di scuole esistente sul territorio.<br \/>\nPurtroppo ad oggi le motivazioni che spingono verso un dimensionamento\/accorpamento sono altre.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\nIl raggiungimento delle dimensioni ottimali delle istituzioni scolastiche ha la finalit\u00e0 di garantire l\u2019efficace esercizio dell\u2019autonomia prevista dall\u2019articolo 21 della legge<br \/>\n15 marzo 1997, n. 59, di dare stabilit\u00e0 nel tempo alle istituzioni e di offrire alle comunit\u00e0 locali una pluralit\u00e0 di scelte, articolate sul territorio, che agevolino l\u2019esercizio del diritto all\u2019istruzione. Senza dimenticare che il dimensionamento \u00e8 altres\u00ec finalizzato al conseguimento degli obiettivi didattico-pedagogici programmati, mediante l\u2019inserimento dei giovani in una comunit\u00e0 educativa culturalmente adeguata e idonea a stimolarne le capacit\u00e0 di apprendimento e di socializzazione.<br \/>\nA tal fine nell\u2019ottica di un dimensionamento che realmente raggiunga tali finalit\u00e0 \u00e8 necessario tener conto:<br \/>\n&#8211; della storia dell\u2019istituto<br \/>\n&#8211; delle caratteristiche del territorio<br \/>\n&#8211; del trend demografico nel territorio di riferimento<br \/>\n&#8211; dell\u2019adeguatezza della rete dei trasporti<br \/>\n&#8211; della sostenibilit\u00e0 economica delle scelte programmate<br \/>\n&#8211; della efficacia\/efficienza della distribuzione territoriale dell\u2019offerta<br \/>\n&#8211; del raccordo della programmazione territoriale con le dotazioni di edilizia scolastica<br \/>\n&#8211; della compatibilit\u00e0 con le risorse strutturali e strumentali disponibili<br \/>\n&#8211; della necessit\u00e0 di porre un tetto massimo del numero di alunni dell\u2019istituzione scolastica.<br \/>\nLe operazioni di dimensionamento devono essere predisposte attraverso un ampio, trasparente ed efficace sistema di consultazione con le istituzioni scolastiche, con l\u2019Ufficio Scolastico Regionale, con i relativi ambiti provinciali e con le organizzazioni sindacali.<\/p>\n<h5>5.\u00a0SISTEMA DI ISTRUZIONE DI 13 ANNI: 5 &#8211; 18<\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\nLa conclusione della scuola a 19 anni \u00e8 il retaggio di un mondo in cui i tempi di apprendimento erano lenti e rarefatti. Tenere inchiodati gli studenti un altro anno al banco di scuola genera spesso noia e disamore per lo studio. Avrebbe molto pi\u00f9 senso utilizzare il tempo risparmiato nelle superiori pi\u00f9 in l\u00e0 nella vita, per aggiornarsi sul lavoro o imparare cose nuove in un contesto di saperi e tecnologie in continuo mutamento<br \/>\nA ridurre da 13 a 12 anni il ciclo dell\u2019istruzione hanno provato governi con diversa impostazione culturale e politica: Berlinguer, Moratti, Monti.<br \/>\nQueste le proposte avanzate dai diversi governi:<br \/>\nA. anticipo elementari a 5 anni<br \/>\nB. riduzione del percorso formativo scuola di base approfittando degli istituti comprensivi<br \/>\nC. riduzione della scuola secondaria operando all\u2019interno del biennio iniziale il taglio di un anno e mantenendo il triennio terminale.<br \/>\nLa riduzione non pu\u00f2 realizzarsi attraverso una semplice \u00abrestrizione del curricolo\u00bb tagliando qua e l\u00e0 i programmi per comprimerli in quattro anni. \u00c8 evidente che la riduzione di un anno del ciclo secondario dovrebbe comportare un ripensamento di tutto il percorso scolastico a cominciare dalla scuola dell\u2019infanzia: solo riorganizzando gli apprendimenti alle diverse et\u00e0, scegliendo che cosa \u00e8 davvero importante che i ragazzi imparino, adottando nuove didattiche, il passaggio a 4 anni porterebbe a un miglioramento della qualit\u00e0 della scuola.<br \/>\nUn altro problema \u00e8 quello degli squilibri occupazionali che creerebbe la conseguente riduzione delle ore del personale.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\n1. Il riordino dell\u2019intero percorso dovrebbe diventare la premessa per un ripristino di risorse in favore della scuola, per un ammontare almeno pari a quello della media dei paesi OCSE.<br \/>\n2. L\u2019anticipazione del percorso non deve produrre l\u2019abbassamento di livelli ma incrementarli attraverso una pi\u00f9 coerente organizzazione degli studi.<br \/>\n3. Anticipare la scuola primaria a 5 anni vuol dire, per\u00f2, anche ripensare i percorsi di apprendimento. A quell\u2019et\u00e0 si pu\u00f2 imparare a scrivere e leggere con facilit\u00e0, ma la capacit\u00e0 di concentrazione \u00e8 limitata, i bambini imparano pi\u00f9 facendo che ascoltando passivamente e, comunque, devono potersi muovere di pi\u00f9 di quanto non facciano oggi.<br \/>\n4. Andrebbe potenziato e valorizzato il sistema di studi terziari non-universitari come opportunit\u00e0 di conoscenza e di pi\u00f9 agevole accesso al mondo del lavoro.<br \/>\n<strong>Si propone, a cura dell\u2019UCIIM nazionale, un\u2019indagine conoscitiva per docenti, dirigenti, genitori, alunni del triennio superiore, universitari e neolaureati onde chiedere parere sul sistema di istruzione 5 &#8211; 18.<\/strong><\/p>\n<h5>6.\u00a0DIREZIONE\u00a0DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE<\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\n<em><strong>La Dirigenza Scolastica<\/strong><\/em><br \/>\nL\u2019articolo 25 del Decreto Legislativo n. 165\/2001 delinea il profilo del DS cos\u00ec come immaginato sin dall\u2019avvio dell\u2019Autonomia Scolastica.<br \/>\nLa trasformazione della figura del Capo d\u2019Istituto in Dirigente ha inizio con la Legge 59\/1997 ed i suoi provvedimenti attuativi, D.Lsg. 59\/1998 e Dpr 275\/1999.<br \/>\nNegli anni sono aumentate le responsabilit\u00e0 ed i compiti attribuiti al Dirigente Scolastico.<br \/>\nTale iter viene evidenziato attraverso numerosi provvedimenti normativi:<br \/>\n&#8211; D.Lgs 165\/2001 articoli 21 e 25<br \/>\n&#8211; Dpr 80\/2013<br \/>\n&#8211; Direttiva 11\/2014<br \/>\n&#8211; Legge 107\/2015 articolo 1, comma 93<br \/>\n&#8211; Direttiva 36\/2016<br \/>\n&#8211; linee \u2013 guida emanate il 28\/9\/2016.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\nLa valutazione del Dirigente Scolastico rappresenta un momento importante ed imprescindibile, ma \u00e8 necessario intervenire sulle modalit\u00e0, i tempi e la durata della stessa.<br \/>\n&#8211; Sono necessari processi valutativi caratterizzati da maggiore partecipazione, capaci di svilupparsi mediante tempi pi\u00f9 estesi; in tal modo si permetterebbe una migliore metabolizzazione del metodo valutativo.<br \/>\n&#8211; La valutazione non deve restare ancorata ad azioni oggettive e neutre, bens\u00ec deve maggiormente coinvolgere il DS; fondamentale \u00e8 la contestualizzazione territoriale e scolastica.<br \/>\n&#8211; Partendo dal presupposto che le scuole devono essere luoghi sicuri per tutti i loro utenti, bisogna incidere sulla sproporzione tra le responsabilit\u00e0 del DS e gli strumenti, per quanto concerne la sicurezza, messi a sua disposizione.<br \/>\n&#8211; Serve un maggiore coinvolgimento delle Istituzioni locali (Comuni, Province), per puntare alla delimitazione legislativa dei compiti e delle responsabilit\u00e0 del DS in materia di sicurezza.<br \/>\n&#8211; \u00c8 necessario l\u2019inserimento di garanzie assicurative sin dal prossimo contratto; sar\u00e0 decisivo un dialogo tra tutte le parti interessate al fine di poter meglio programmare i passi e gli sviluppi futuri rispetto ad una tematica cos\u00ec delicata ed importante.<br \/>\n&#8211; Dal punto di vista strettamente economico \u00e8 fondamentale una rivalutazione dello status del Dirigente Scolastico.<\/p>\n<h5>7.\u00a0VALUTAZIONE DI SISTEMA E DEGLI APPRENDIMENTI<\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\nLa Valutazione di sistema si propone di rispondere a due finalit\u00e0 principali:<br \/>\n1. rendere trasparenti e accessibili all\u2019opinione pubblica informazioni sugli aspetti pi\u00f9 rilevanti del sistema di istruzione, in modo da poterne leggere il funzionamento<br \/>\n2. aiutare i decisori politici a valutare lo stato del sistema di istruzione, per sviluppare strategie appropriate di controllo e miglioramento.<br \/>\nUna delle parole chiave della legge 107 del 2015 \u00e8 \u00abvalutazione\u00bb, anzi le parole pi\u00f9 appropriate per rappresentarne la filosofia di fondo sono state: autonomia, valutazione e responsabilit\u00e0 di tutti gli attori scolastici. Tre sono gli ambiti di intervento: 1. Valutazione degli esiti formativi 2. Valutazione dei processi organizzativi, gestionali e educativi che conducono a questi risultati 3.<br \/>\nValutazione dei soggetti che concorrono all\u2019erogazione del servizio.<br \/>\nCi\u00f2 viene realizzato affiancando all\u2019autonomia scolastica, che \u00e8 autonomia funzionale al migliore raggiungimento degli obiettivi di sistema fissati a livello nazionale, la responsabilit\u00e0 di tutti gli attori primari e comprimari e la valutazione dei risultati.<br \/>\nDecreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62: nel primo ciclo di istruzione, la valutazione descrive le competenze raggiunte dagli alunni, il modello dei voti rimane in decimi.<br \/>\nNella scuola secondaria di primo grado cambia l\u2019esame di Stato: riduzione del numero di prove, la valutazione deve tener conto del percorso scolastico dell\u2019alunno.<br \/>\nNel secondo ciclo, l\u2019esito dell\u2019esame di Stato viene agganciato in maniera pi\u00f9 stretta al percorso di studi. Lo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 di alternanza scuola-lavoro diventa requisito di ammissione all\u2019esame di maturit\u00e0.<br \/>\nLe prove INVALSI escono dall\u2019esame di Stato ma permangono nel corso dell\u2019anno e sono svolte anche per l\u2019inglese, in convenzione con enti certificatori.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\n&#8211; I soggetti della comunit\u00e0 scolastica per una maggiore condivisione nella stesura dei RAV e dei Piani di Miglioramento<br \/>\n&#8211; Adeguare i tempi per la consegna dei RAV (le scuole in giugno sono impegnate nella fase complessa della chiusura dell\u2019anno)<br \/>\n&#8211; Affiancare gli operatori Invalsi e i dirigenti del Miur, che hanno il compito di dialogare con la Conferenza nazionale di coordinamento del SNV, con i Dirigenti scolastici esperti<br \/>\n&#8211; Recuperare il significato di esiti di apprendimento che rischia di ridursi a esiti delle prove INVALSI<br \/>\n&#8211; Curare con precisione e attenzione le fasi del processo valutativo favorendo la riflessione e l\u2019acquisizione di un linguaggio condiviso nelle comunit\u00e0 scolastiche<br \/>\n&#8211; Riconoscere il ruolo nodale delle figure di sistema nei processi di miglioramento e innovazione.<\/p>\n<h5>8.\u00a0FORMAZIONE OBBLIGATORIA DEI DOCENTI ALL\u2019USO DELLE NUOVE TECNOLOGIE<\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\nIl Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD) concorre alla formazione dei docenti sull\u2019innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale nell\u2019insegnamento, sullo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, sulle tre dimensioni identificate nel PNSD: trasversale, computazionale e agente attivo del cambiamento sociale.<br \/>\n\u00c8 prevista una formazione con attivit\u00e0 di tipo laboratoriale e in situazione, preferibilmente utilizzando la modalit\u00e0 BYOD [Bring Your Own Device], anche tramite percorsi di ricerca-azione promossi da Reti di scuole.<br \/>\nLinee strategiche:<br \/>\n&#8211; promuovere il legame tra innovazione didattica e metodologica e tecnologie digitali<br \/>\n&#8211; promuovere il legame tra innovazione organizzativa, progettazione per l\u2019autonomia e tecnologie digitali<br \/>\n&#8211; rafforzare la formazione all\u2019innovazione didattica a tutti i livelli (iniziale, in ingresso, in servizio)<br \/>\n&#8211; valorizzare l\u2019azione dell\u2019animatore digitale e del team per l\u2019innovazione<br \/>\n&#8211; rafforzare cultura e competenze digitali del personale scolastico, con riferimento a tutte le dimensioni delle competenze digitali (trasversale, computazionale e di \u00abcittadinanza digitale\u00bb), verticalmente e trasversalmente al curricolo<br \/>\n&#8211; promuovere l\u2019educazione ai media nelle scuole di ogni ordine e grado, per un approccio critico, consapevole e attivo alla cultura, alle tecniche e ai linguaggi dei media<br \/>\n&#8211; rafforzare il rapporto tra competenze didattiche e nuovi ambienti per l\u2019apprendimento, fisici e digitali<br \/>\n&#8211; utilizzare competenze e ambienti digitali per la promozione della lettura e dell\u2019information literacy<br \/>\n&#8211; promuovere un\u2019adeguata complementariet\u00e0 tra utilizzo delle tecnologie digitali e abilit\u00e0 manuali, compresa la scrittura a mano, per favorire un pieno sviluppo delle competenze psico-motorie degli studenti<br \/>\n&#8211; stimolare la produzione di Risorse Educative Aperte (OER) per favorire la condivisione e la collaborazione nell\u2019ottica di promuovere la cultura dell\u2019apertura<br \/>\n&#8211; favorire percorsi di alta formazione all\u2019estero sui temi dell\u2019innovazioni.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\nCi\u00f2 premesso la formazione deve essere strettamente connessa alle scelte delle istituzioni scolastiche, alle priorit\u00e0 del miglioramento e alla professionalit\u00e0 docente. Deve avere quindi un carattere situato e strettamente operativo, per questo \u00e8 necessario favorire, anche e soprattutto nel digitale, la dimensione cooperativa, lo scambio di pratiche esperte, gli approcci innovativi che partono dagli insegnanti. Occorre presidiare il processo di insegnamento\/apprendimento e accompagnare la formazione dei docenti favorendo reti di scuole per la creazione di strumenti di monitoraggio (per esempio la creazione di protocolli di osservazione) e documentazione delle procedure, come espresso nel c. 58 lettera g e lettera h della 107\/2015.<\/p>\n<h5>9.\u00a0VALORIZZAZIONE DEL DIALOGO INTERCULTURALE ED INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON CITTADINANZA NON ITALIANA ALL\u2019USO DELLE NUOVE TECNOLOGIE<\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\nLa multiculturalit\u00e0 che caratterizza la nostra societ\u00e0 spinge ad adeguare le azioni educative ad un contesto nel quale anche il concetto di cittadinanza supera i classici connotati etnici basandosi sulla titolarit\u00e0 dei diritti politici e sociali. Il rispetto delle identit\u00e0 culturali e dei legami con i paesi di origine sono stati oggetto di attenzione, anche da parte dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In Italia, il Dpr. 394\/99 ha percorso questa stessa strada stabilendo l\u2019obbligo, che \u00e8 anche un diritto, di frequenza scolastica per i minori immigrati. Allo stesso modo il D.Lgs. 286\/98 ha sottolineato la necessit\u00e0 del rispetto delle identit\u00e0 culturali, in particolare nel III comma dell\u2019Art. 38. Accoglienza, tolleranza e solidariet\u00e0 sono divenute parole d\u2019ordine di numerose circolari ministeriali riguardanti interventi pedagogici ed educativi. La Circolare ministeriale 73 del 2\/3\/94 aveva gi\u00e0 posto in evidenza la pedagogia interculturale. Siamo al cospetto di un\u2019evoluzione ribadita, tra gli altri provvedimenti normativi, anche dal Dpr. 275\/99. La Legge Moratti, n. 53 del 2003 ha ripreso il principio della personalizzazione dei percorsi di insegnamento ed apprendimento. Nel 2004, \u00e8 stato istituito dal MIUR l\u2019Ufficio per l\u2019integrazione degli alunni stranieri, dal quale sono state poi emanate le prime linee guida per la loro accoglienza (Circolare n. 2, protocollo n. 1148 \/ 01-03-2006). Ci\u00f2 per diffondere il quadro normativo di riferimento e fornire suggerimenti di carattere organizzativo e didattico. Nel febbraio 2014 sono state pubblicate le nuove linee guida, e con la Legge 107\/2015, articolo 1, comma 7 lettera D, \u00e8 stata ribadita l\u2019importanza della valorizzazione dell\u2019educazione interculturale, del rispetto delle differenze, del dialogo e della solidariet\u00e0 tra popoli. Infine l\u2019Agenda 20\/30 e le Linee guida del 14\/9\/17 per l\u2019educazione alla pace ed alla cittadinanza globale, hanno confermato gli indirizzi maturati attraverso l\u2019indicata evoluzione del pensiero educativo e legislativo.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\nAlla luce di quanto detto l\u2019azione di integrazione risulta ben avviata; restano da implementare e migliorare alcuni aspetti delle azioni didattiche, mediante interventi specifici. Una volta rilevata la presenza di pi\u00f9 culture nella stessa societ\u00e0 vanno promossi rapporti di reciprocit\u00e0. La mediazione esercitata dalla conoscenza e dalla reciproca comprensione crea relazioni dinamiche importanti che aumentano il valore della diversit\u00e0 intesa come vera risorsa.<br \/>\nL\u2019ultimo dossier OCSE Pisa, che rielabora i dati del 2015, sostiene che l\u2019inclusione dei soggetti maggiormente svantaggiati (stranieri deprivati culturalmente ed economicamente) oltre ad essere un\u2019occasione per questi ultimi migliora la performance degli alunni pi\u00f9 validi e\/o fortunati. A tale scopo saranno importanti:<br \/>\n&#8211; una maggiore valorizzazione della lingua madre dell\u2019alunno straniero e della lingua italiana mediante un utilizzo maggiore di metodologie didattiche partecipative (ad esempio didattica laboratoriale)<br \/>\n&#8211; l\u2019acquisizione di significati culturali condivisi mediante l\u2019apprendimento dell\u2019italiano<br \/>\n&#8211; un maggiore coinvolgimento nel territorio delle famiglie straniere<br \/>\n&#8211; l\u2019evidenziazione dei principi di cittadinanza globale.<\/p>\n<h5>10.\u00a0ATTUAZIONE DELLE INDICAZIONI DI\u00a0 CITTADINANZA\u00a0E COSTITUZIONE\u00bb<\/h5>\n<p>SITUAZIONE ATTUALE<br \/>\nCome \u00e8 noto da anni Ministero dell\u2019Istruzione, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica collaborano per offrire alle scuole strumenti che favoriscano la progettazione e la riflessione, all\u2019interno dei percorsi didattici curricolari, sui principi e l\u2019attualit\u00e0 della Carta costituzionale. Avvicinare i giovani ai suoi valori e sostenere l\u2019insegnamento di \u00abCittadinanza e Costituzione\u00bb si \u00e8 tradotto in nuove iniziative e in una pluralit\u00e0 di progetti, rivolti ai differenti gradi di istruzione e realizzati grazie al contributo degli Uffici scolastici regionali, dei Dirigenti scolastici e dei Docenti. Poich\u00e9 nella Legge 107 \/2015 questo argomento non \u00e8 citato, si attende a breve un testo ministeriale per chiarire alle scuole come si possa dare concreta attuazione alla ricuperata Legge 169\/2008, che richiede per l\u2019appunto, nel primo articolo, \u00abazioni di sensibilizzazione e<br \/>\ndi formazione del personale finalizzate all\u2019acquisizione, nel primo e nel secondo ciclo d\u2019istruzione, delle conoscenze e delle competenze relative a \u201cCittadinanza e Costituzione\u201d, nell\u2019ambito delle aree storico-geografica e storicosociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse\u00bb. \u00c8 un\u2019occasione di cruciale importanza per identificare una rotta, offrendo alle scuole criteri e strumenti affidabili e duraturi, capaci di mediare fra passato e futuro, senza cedimenti alla logica delle emergenze e a quella dell\u2019accorciamento del percorso della nostra scuola.<\/p>\n<p>PROPOSTE<br \/>\nCreare una disciplina autonoma che abbia i seguenti obiettivi:<br \/>\n&#8211; consolidare nelle giovani generazioni una cultura civico-sociale e della cittadinanza che intrecci lo sguardo locale, regionale con l\u2019orizzonte nazionale, europeo, internazionale<br \/>\n&#8211; Promuovere il rispetto della persona umana senza discriminazioni, del senso civico, della responsabilit\u00e0 individuale e collettiva, dei valori di libert\u00e0, di giustizia, di bene comune che affondano le radici nella nostra Costituzione<br \/>\n&#8211; articolarla con temi trasversali generativi di saperi, competenze, motivazioni, atteggiamenti, comportamenti, pratiche, azioni, connessi con le discipline dell\u2019area storico-geografica e storico-sociale<br \/>\n&#8211; Mettere in rilievo i temi della legalit\u00e0 e della coesione sociale, dei diritti umani, delle pari opportunit\u00e0, del rispetto delle diversit\u00e0, del dialogo interculturale, dell\u2019etica della responsabilit\u00e0 individuale e sociale, della tutela del patrimonio artistico e culturale, della sensibilit\u00e0 ambientale e dello sviluppo sostenibile, del benessere personale e sociale, del fair play nello sport, della sicurezza nelle sue varie dimensioni, della solidariet\u00e0, del volontariato e della cittadinanza attiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019indagine fatta dall\u2019UCIIM, alla domanda \u00abTi fidi di pi\u00f9 dello Stato, della scuola, della politica, della giustizia, della Chiesa, della famiglia\u00bb le risposte registrate sono state allarmanti e incredibili. Solo il 3% dei giovani si fida dello Stato, della scuola, della giustizia. Nessuno si fida della politica (0%). Il 2% degli adulti si fida dello Stato, il 5% della<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":203,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[10,15],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2018\/03\/admin-ajax9.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/202"}],"collection":[{"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=202"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/202\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":204,"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/202\/revisions\/204"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/media\/203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=202"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=202"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/uciim.it\/veneto\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=202"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}