{"id":733,"date":"2026-05-08T11:46:22","date_gmt":"2026-05-08T09:46:22","guid":{"rendered":"https:\/\/uciim.it\/trentino\/?p=733"},"modified":"2026-05-08T11:46:22","modified_gmt":"2026-05-08T09:46:22","slug":"riflessioni-sul-nuovo-sistema-pat-di-recupero-delle-carenze-formative-e-delle-capacita-relazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uciim.it\/trentino\/2026\/05\/08\/riflessioni-sul-nuovo-sistema-pat-di-recupero-delle-carenze-formative-e-delle-capacita-relazionali\/","title":{"rendered":"Riflessioni sul nuovo sistema PAT di recupero delle carenze formative e delle capacita relazionali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">La Provincia Autonoma di Trento intende introdurre modifiche nel sistema di istruzione di secondo grado e nella formazione professionale con il ddl n. 75 del 27 novembre 2025, dal titolo <em>\u2018Sistema provinciale di recupero delle carenze formative e delle capacit\u00e0 relazionali degli studenti nel secondo ciclo di istruzione e Carta delle studentesse e degli studenti\u2019<\/em>. <strong>Esso intende promuovere<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">a) un sistema educativo equo, efficace e orientato alla crescita globale dello studente;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">b) l&#8217;uniformit\u00e0 e la trasparenza nei criteri di valutazione;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">c) la didattica a supporto della personalizzazione e dell&#8217;individualizzazione dell&#8217;apprendimento;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">d) il miglioramento della motivazione e del benessere scolastico;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">e) l&#8217;incremento del successo formativo degli studenti;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">f) la prevenzione e il contrasto della dispersione scolastica esplicita e implicita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">I docenti dell\u2019UCIIM Trentino hanno esaminato le indicazioni del ddl 75 ed esprimono alcuni suggerimenti essenziali, ritenendo siano necessarie modifiche sostanziali alle strategie proposte. <strong>Preoccupano principalmente alcuni aspetti<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">1. l\u2019estrema complessit\u00e0 del sistema proposto;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">2. l\u2019approccio valutativo alle competenze relazionali;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">3. l\u2019impostazione dei percorsi di recupero;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">4. le modalit\u00e0 di comunicazione;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">5. l\u2019iter di sviluppo della Carta delle studentesse e degli studenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">1. Il sistema proposto \u00e8 molto complesso. Si prevede una molteplicit\u00e0 di documenti (Linee guida PAT relative al recupero delle carenze, Piano individuale, Piano di Istituto di recupero, rendicontazioni dettagliate di ogni passo). Si assegna un peso preponderante a interventi come la rilevazione, il monitoraggio continuo, la documentazione formale. Tale complessit\u00e0 rappresenta una pressione gravosa sugli insegnanti, sugli studenti e sulle famiglie. Il peso burocratico per le scuole appare assolutamente eccessivo, togliendo a chi insegna energie che andrebbero dedicate alla relazione con gli alunni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">2. L\u2019approccio valutativo delle competenze relazionali, non chiaramente definite, considerate misurabili in decimi, appare impraticabile. L\u2019imprecisione concettuale \u00e8 fuorviante. Occorre chiarire se si intende per \u2018competenze relazionali\u2019 la condotta, oppure le competenze non cognitive trasversali; si trovano elencate nel ddl dimensioni sociali ed emotive, autonomia, senso di appartenenza alla comunit\u00e0 scolastica, cooperazione, responsabilit\u00e0, rispetto delle regole comuni, impegno e partecipazione, costruzione di legami significativi, consapevolezza di s\u00e9 e dell&#8217;altro, corresponsabilit\u00e0 e gestione dei conflitti. Mentre \u00e8 possibile verificare il rispetto delle regole, come si potr\u00e0 dare un voto in decimi ad altri aspetti potenzialmente considerabili competenze relazionali? Ci sono gravi rischi nel voler misurare componenti di personalit\u00e0. Nel ddl si riconosce che alla valutazione delle capacit\u00e0 relazionali non pu\u00f2 essere applicato un metodo \u201c<em>oggettivo\u201d,<\/em> ma poi non si tiene conto di questa consapevolezza, ad esempio nei criteri per l\u2019ammissione all\u2019esame di maturit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">3. Per quanto riguarda gli interventi di recupero, il modello della riforma prevista \u00e8 strutturato su cicli biennali chiusi con il quinto anno di completamento. La scansione in bienni prevede l\u2019obbligo di recupero nel corso del biennio, con l\u2019intento di non trascinare troppo a lungo le carenze, ma ci\u00f2 non esclude il possibile rischio di procrastinare il miglioramento su un arco temporale di due anni. Non appare efficace l\u2019impostazione del recupero basata su aumento dei tempi di lavoro degli studenti, sulla proliferazione dei piani di intervento e del carico burocratico delle scuole. Il ddl indica misure di supporto in parte condivisibili: percorsi scolastici personalizzati o individualizzati, strumenti di tutoraggio, studio individuale, corsi di recupero e potenziamento personalizzati, attivit\u00e0 pomeridiane o nei periodi di sospensione delle attivit\u00e0 didattiche. Il recupero delle carenze deve partire dalla ricerca delle cause che le hanno provocate, che sono a volte di carattere psicologico e non si risolvono solo aumentando le ore di recupero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">4. Nel ddl si prevede che le comunicazioni delle carenze, del piano individuale e dello stato di recupero, anche parziale, debbano essere costanti, tempestive e trasparenti, e documentate nel registro elettronico in una apposita sezione, ma affidare al registro elettronico la comunicazione con studenti e famiglie riduce le possibilit\u00e0 di dialogo diretto che sono fondamentali per la comprensione e il superamento delle carenze e consentono incoraggiamento, espressioni di fiducia e di solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">5. La Carta delle studentesse e degli studenti (Art. 7) definisce diritti e doveri delle studentesse e degli studenti ai fini della loro partecipazione attiva e responsabile all&#8217;interno della comunit\u00e0 scolastica, e le modalit\u00e0 del loro coinvolgimento nel percorso di apprendimento. Si tratta di un processo da condurre in collaborazione con le ragazze e i ragazzi; non basta che la Giunta provinciale dia informazione, seppur preventiva, al Consiglio del sistema educativo provinciale, alla Consulta provinciale degli studenti e alla Consulta provinciale dei genitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">L\u2019UCIIM Sezione di Trento ritiene che il nuovo sistema provinciale di recupero delle carenze sia una dimostrazione apprezzabile di impegno, da rivedere nella sostanza. Non si pu\u00f2 applicare a partire dall&#8217;anno scolastico 2026-2027, neppure in via sperimentale. Una fase di ascolto e di dialogo con le persone che vivono la scuola tutti i giorni, l\u2019allocazione delle risorse necessarie e la preparazione anticipata degli strumenti di lavoro, oltre alla gi\u00e0 prevista formazione dei docenti e dei dirigenti, potranno costituire una buona base di miglioramento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Provincia Autonoma di Trento intende introdurre modifiche nel sistema di istruzione di secondo grado e nella formazione professionale con il ddl n. 75 del 27 novembre 2025, dal titolo \u2018Sistema provinciale di recupero delle carenze formative e delle capacit\u00e0 relazionali degli studenti nel secondo ciclo di istruzione e Carta delle studentesse e degli studenti\u2019. 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