Rivalutare il ruolo dei docenti per una scuola che aiuta a crescere

Stiamo vivendo un momento storico di celere trasformazione e di gravi incertezze per il futuro.

Le famiglie e la società affidano agli insegnanti ciò che hanno di più caro, i propri figli. Questi trascorrono molto tempo a scuola, da 30 a 40 ore settimanali nella scuola media, fino a 50 ore nelle scuole dell’infanzia https://www.miur.gov.it/orario-scuole .

È giusto chiedere molto all’istituzione scolastica, ma non le si può domandare di sostituirsi alle altre agenzie educative. Da diversi anni si assiste ad una dequalificazione della scuola da parte del mondo istituzionale, politico, sociale.

Insegnare è una professione speciale, implica il coinvolgimento di tutta la personalità, richiede competenza e passione. I docenti sono molto diversi fra loro, ma tutti hanno un ruolo delicatissimo.

Non c’è solo il compito didattico, ma anche quello di aiutare i discenti a migliorare, a crescere come persone preparate, autonome e critiche, nella consapevolezza che il pensiero critico si può esercitare solo se si hanno buone conoscenze.

Anche in tempi di competenze e di intelligenza artificiale, rimane imprescindibile il rapporto umano fra docenti e discenti, così come l’esigenza di ragionare con gli alunni sul loro profitto e su come imparano, la sensibilità nel comprendere le realtà problematiche e contrastare i casi di malessere, l’impegno nel riconoscere e favorire lo sviluppo delle potenzialità dei discenti. È allarmante il fatto che gli insegnanti italiani siano fra quelli che hanno lo status più basso secondo gli Osservatori internazionali (es. il Global Teacher Status Index https://www.varkeyfoundation.org/media/4867/gts-index-13-11-2018.pdf, p.19). Se i maestri e i professori vanno perdendo autorevolezza, il clima della scuola, l’apprendimento e lo sviluppo dei soggetti ne risentono.

Se si vuole che i ragazzi rispettino i loro insegnanti, lo devono fare anche gli adulti. Creare le premesse per un’opera formativa di qualità per tutti ha ricadute tangibili sull’atmosfera di lavoro, sul benessere delle persone e sull’intera società.

Servono provvedimenti concreti. Preziosa è l’opera vigile dei dirigenti scolastici nel favorire un clima costruttivo di lavoro, prevenire i conflitti e valorizzare il lavoro degli insegnanti impegnati. 

In tutti gli stati, tranne che in Italia per i futuri professori, si assicura una formazione specifica in campo educativo, didattico e relazionale e si fa tirocinio negli anni universitari; in tal modo si assume personale formato e non persone con lauree disparate che, in qualche caso, fanno gli insegnanti come scelta di ripiego.

La formazione iniziale e in servizio aiutano i docenti se non trascurano l’aspetto pratico, cercando di approfondire questioni quali: tenere la disciplina, responsabilizzare alunni e famiglie, adottare approcci adeguati con bambini e ragazzi fin dalla scuola dell’infanzia (l’AIMC ha organizzato un corso su come rapportarsi con i soggetti più difficili nel maggio 2023).

La politica scolastica potrebbe rendere più efficace e gratificante il lavoro di insegnamento, con l’introduzione di parziali opzionalità fra le discipline della scuola secondaria superiore, come avviene in molti sistemi scolastici, in modo che gli studenti possano focalizzare lo studio su materie che amano oltre che su quelle irrinunciabili.

A proposito di come insegnare, tutti abbiamo apprezzato i docenti che hanno competenza disciplinare e amore per le proprie materie. Una strategia efficace per la didattica è l’osservazione reciproca nel ruolo di critical friends, già adottata con successo in un liceo all’avanguardia del nostro capoluogo.

L’impegnodelle associazioni professionali di insegnanti può svolgere un ruolo costruttivo nella sensibilizzazione e nella formazione delle competenze di tipo pratico.

La partecipazione attiva degli studenti è quanto mai preziosa, come esercizio di democrazia, assunzione di responsabilità e sviluppo del senso di appartenenza.

La collaborazione tra famiglia, scuola e società è di fondamentale importanza. L’associazionismo dei genitori può dare un contributo significativo, con le sue possibilità di condivisione e di formazione, specialmente in una città come Trento, capitale europea del volontariato. La scuola trentina ha saputo essere all’avanguardia e punto di riferimento per il resto d’Italia e può farlo ancora. Gli insegnanti, come gli studenti, devono essere in condizione di lavorare serenamente, di credere in sé stessi, potersi fidare gli uni degli altri e delle istituzioni.

Per una scuola prestigiosa, che sappia opportunamente accompagnare la crescita dei giovani, occorre andare oltre gli slogan e valorizzare le figure educative.

Per educare un fanciullo occorre un intero villaggio

Un nuovo anno comincia, in un clima che sembra lasciare poco spazio alla speranza. I massmedia, le componenti sociali e l’opinione pubblica chiamano costantemente in causa la scuola come agenzia di soluzione di tutti i mali sociali. In effetti la scuola è l’istituzione delegata dalla società per l’istruzione, ma non è l’unica sede di formazione e di socializzazione e non è neppure la prima in ordine di tempo nella vita. Quando una persona nasce, è inserita in primo luogo nella famiglia e nel contesto socio-economico circostante, reale e virtuale, dai quali trae lingua, valori, abitudini.

Gli insegnanti impegnati nell’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi) si preoccupano del dibattito a volte pressapochistico sulla scuola e prospettano alcune misure non rinviabili da mettere in atto: insegnamento/ apprendimento inclusivi di qualità, valorizzazione del ruolo docente, condivisione di responsabilità con il mondo esterno alla scuola.

L’istituzione scolastica è impegnata a sviluppare tutte le potenzialità dei discenti, dai casi di difficoltà alle eccellenze, e li guida al raggiungimento delle competenze di base, a diversi livelli nei vari gradi di scuola, con un approccio inclusivo, con supporto alla maturazione e nella ricerca di senso. Accanto alla prevenzione dell’abbandono scolastico prematuro, ancora al di sopra della media europea in molte regioni italiane, come rileva il rapporto Censis 2023, si pensa all’orientamento e si coltiva la motivazione all’apprendimento permanente. La scuola è palestra di disciplina, di maturazione intellettuale ed umana, sede di impegno e di rapporti interpersonali costruttivi.

L’impostazione dell’insegnamento richiede sempre nuove competenze e strategie. La comprensione della delicatezza del ruolo docente impone una chiara valorizzazione di chi insegna. Un serio lavoro di educazione a scuola non si improvvisa; richiede professionalità e il riconoscimento dell’autorevolezza degli insegnanti. L’istituzione scolastica combatte una battaglia dagli esiti molto incerti se arrivano solo cattivi esempi o modelli negativi dalla società; ancor più se gli approcci educativi esplicitamente etici sono considerati moralismo e l’educazione religiosa viene emarginata, insieme con la sua attenzione peculiare alla formazione delle coscienze. Le nuove agenzie virtuali di informazione e di socializzazione costituiscono di fatto una scuola parallela competitiva nella sfera valoriale e nella costruzione dell’identità dei giovani.

Le problematiche educative sfociano spesso in una politicizzazione delle contese, con rischi costanti di strumentalizzazione e di manipolazione ideologica. Prima di introdurre nuovi insegnamenti o nuovi corsi, occorre chiarire bene contenuti e impostazione, con un serio approfondimento preliminare affidato a persone competenti con esperienza di insegnamento, non ad attivisti di opposte visioni. Serve vigilanza su ciò che va in mano ai ragazzi, dentro e fuori la scuola, compresi i videogiochi e i messaggi dei social, che possono essere potenzialmente devastanti. Sembra utopia, ma il “Patto di corresponsabilità” fra scuola, famiglia e studenti per l’educazione non può non coinvolgere la società in generale. Un mondo impregnato di violenza rischia di vanificare gli sforzi di agenzie educative come la famiglia, la scuola e le comunità religiose.

Concludendo, le decisioni di politica scolastica sono da prendere in modo ponderato, con una visione d’insieme, andando oltre misure estemporanee e frammentate; l’introduzione di corsi aggiuntivi su tematiche di ogni tipo non è un toccasana per cambiare i comportamenti delle persone.

L’approccio educativo è olistico; la scuola è inestricabilmente in sinergia col tessuto sociale del quale fa parte ed è fortemente auspicabile un’alleanza effettiva fra scuola, famiglia e società.

La riflessione è stata pubblicata sul settimanale diocesano Vita Trentina, n. del 21 gennaio 2024: https://www.vitatrentina.it/2024/01/18/per-educare-un-fanciullo-occorre-un-intero-villaggio-una-riflessione-delluciim-di-trento/

I risultati del Progetto Erasmus plus ECCOPS

A fine novembre 2023 si è concluso il progetto Educazione alla Cittadinanza Competente per la Partecipazione e la Sostenibilità – ECCOPS che da inizio ottobre 2021 aveva impegnato i promotori, l’UCIIM nazionale e la sezione UCIIM di Trento, e due partner europei, l’Inspectoratul Scolar Judetean di Buzau (Romania) e l’Universidad de La Laguna (Tenerife, Spagna), nel lavoro di ricerca di strategie educative efficaci per l’Educazione Civica e alla Cittadinanza (ECC) e per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS), con l’obiettivo di migliorare la qualificazione dei docenti e di promuovere la responsabilizzazione e la partecipazione degli studenti in tali ambiti.

Sono stati elaborati materiali didattici che, nell’anno scolastico 2022-2023, gli insegnanti hanno testato in classi delle scuole di secondo grado partecipanti al progetto: 4 in Italia, con 10 classi e 37 docenti – 7 in Romania, con 9 classi e 28 docenti – 6 in Spagna, con 17 classi e 26 docenti. I tre partner hanno poi revisionato tali materiali sulla base delle raccomandazioni e dei suggerimenti forniti dagli insegnanti che li hanno utilizzati.

Gli strumenti prodotti da ECCOPS sono ora disponibili in libero accesso sul sito http://www.eccops.eu, in italiano e nella lingua dei due partner, romeno e spagnolo, nonché in inglese.

Toolkit (https://eccops.uciim.it/it/toolkit_ita_final/)

Proposte di apprendimento per gli studenti divise in cinque tematiche: 1. Diritti umani, 2. Cittadinanza globale, 3. Cittadinanza democratica, 4. Sviluppo sostenibile, 5. Produzione e consumo responsabili. I contenuti sono organizzati in base alle domande principali: Chi?, Cosa?, Perché?, Quando?, Dove? per distribuire le informazioni in modo da aiutare a strutturare e ricordare idee, fatti, dati, e Che fare? per sollecitare negli studenti disposizione a partecipare attivamente alla vita della comunità, comportamenti responsabili, applicazione pratica e impegno. Ambito cognitivo e ambito affettivo-comportamentale della cittadinanza sono infatti tre aree di apprendimento interconnesse fra loro. Il Toolkit costituisce un’offerta di apprendimento scolastico generale, base per ulteriori ricerche e per integrare i libri scolastici esistenti. Gli insegnanti scelgono ciò che è appropriato per il loro contesto e adattano i materiali agli interessi ed al livello di apprendimento dei loro studenti.

Schede delle competenze (https://eccops.uciim.it/it/competence-cards-finali/)

Strumenti di autovalutazione per gli studenti che consentono loro di avere maggiore comprensione di ciò che costituisce un’effettiva partecipazione civica e l’impegno per lo sviluppo sostenibile, e di sviluppare consapevolezza dei propri progressi. Le schede delle competenze sono 12: 1. Partecipazione a scuola – I care, 2. Partecipazione civica, 3. Imparare a imparare, 4. Imparare a imparare, 5. Gestione dei conflitti, 6. Cittadinanza attiva. 7. Pensiero multiprospettico, 8. Come essere bene informati, evitando informazioni erronee e fake news, 9. Inclusione, diversità e solidarietà, 10. Lavoro di gruppo e cooperazione, 11. Consumo sostenibile, 12. Prendere una decisione. Gli indicatori delle schede sono stati sviluppati in collaborazione fra i partner, facendo riferimento alle competenze chiave dell’UE 2018 e alle norme nazionali dei relativi sistemi scolastici. Le schede sono state usate nelle scuole partecipanti a ECCOPS e i docenti ne hanno sottolineato l’efficacia per la capacità da parte degli studenti di autovalutare le proprie competenze civico-sociali.

Matrice delle competenze (https://eccops.uciim.it/it/matrix-of-competence-final-3/)

Strumento di auto-riflessione per gli insegnanti per osservare il proprio approccio educativo nel campo dell’Educazione Civica e alla Cittadinanza e dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile. La Matrice descrive le competenze necessarie per raggiungere la massima qualità dell’insegnamento, con indicatori relativi a: 1. Conoscenze professionali/tecniche/specifiche (Conoscere) – Attitudini personali (Saper essere), 2. Competenze didattico/metodologiche (Saper fare), 3. Clima di classe – Gestione del gruppo (Saper stare/vivere insieme). È costruita tenendo presenti gli studi nel settore e costituisce un approccio innovativo per la crescita professionale, particolarmente utile dato che all’università manca un percorso sistematico di formazione iniziale dei docenti delle scuole secondarie per l’educazione civica e alla cittadinanza.

Linee guida didattiche (https://eccops.uciim.it/it/linee-guida-didattiche-%f0%9f%87%ae%f0%9f%87%b9/)

I partner ECCOPS condividono la visione, gli obiettivi e i risultati del progetto: stili educativi, strategie di monitoraggio e valutazione dell’insegnamento/apprendimento.

CORSO DI FORMAZIONE 2023/2024 per insegnanti

‘COME AFFRONTARE I TEMI CIVICI A SCUOLA?’ è il titolo del corso proposto dall’UCIIM Sezione di Trento per l’anno scolastico 2023/2024.

Il corso è aperto ai docenti di tutte le discipline nella scuola secondaria di primo e di secondo grado ed è possibile partecipare agli incontri in presenza, presso la sede Uciim Sezione di Trento – Via S. Croce 63, Trento – o online.

Scadenza iscrizioni: 31 ottobre 2023.

Sarà affrontato specificamente il tema di come trattare i contenuti delle diverse discipline scolastiche in ottica civica, focalizzandosi su due aspetti:

  • il coinvolgimento delle varie discipline in ottica interdisciplinare, per produrre valore aggiunto rispetto all’insegnamento dell’educazione civica affrontato a livello di singole discipline;
  • la visione multiprospettica nell’insegnamento/apprendimento dei temi civico-politici anche controversi, come lotta all’indottrinamento e ai pericoli dell’estremismo e del fanatismo.

Il corso avrà carattere teorico-pratico con:

  • momenti di comunicazione frontale e dibattito nei 4 incontri previsti da novembre 2023 a marzo 2024 (svolti in presenza ma con collegamento anche online), nei quali saranno presentati e discussi i materiali elaborati con partner europei nel progetto Erasmus plus ECCOPS ‘‘Educazione alla Cittadinanza Competente per la Partecipazione e la Sostenibilità” (http://www.eccops.eu/);
  • .attività pratica svolta nelle classi (4 ore)..

Programma e calendario

1° incontro20/11/2316.3018.00 – L’Educazione civica e alla cittadinanza nelle varie discipline: esemplificazioni delle tematiche affrontate; trasversalità degli aspetti civici e interdisciplinarità; analisi di materiali sull’insegnamento/apprendimento dell’educazione civica prodotti dalle scuole del progetto ECCOPS, con visione di alcune sequenze da video registrati nelle classi.

2° incontro 04/12/2316.3018.00 – La visione multiprospettica nella trattazione di temi controversi di educazione civica contro indottrinamento, estremismi e fanatismi: informazione accurata, argomentazioni documentate delle diverse posizioni, sviluppo di giudizi critici equilibrati; esemplificazione di strumenti utilizzabili da materiali del progetto ECCOPS.

3° incontro05/02/24 16.3018.00 – Piste di lavoro interdisciplinari e multiprospettiche per le classi: confronto-dibattito sugli spunti operativi fin qui emersi e su alcune esperienze realizzate nel Progetto ECCOPS.

Attività pratica nelle classi (4 ore) – I partecipanti affrontano in classe un tema civico-politico secondo le sollecitazioni e le proposte degli incontri.

4° incontro11/03/2416.3018.00 – Condivisione dei risultati dell’attività svolta nelle classi e dibattito; riflessioni conclusive sul corso.

Per informazioni scrivere a sezionetrento@uciim.it

ISCRIZIONE AL CORSO entro il 31 ottobre 2023 tramite modulo al link:  https://forms.gle/sXt2vsBxpAW4G81RA

Locandina

PRESENTAZIONE Progetto ERASMUS plus ‘EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA COMPETENTE per la PARTECIPAZIONE e la SOSTENIBILITÀ’ e CORSO TEORICO-PRATICO di formazione a. sc. 2023-2024

Il progetto ECCOPS ‘Education for Citizenship Competence for Participation and Sustainability’, co-finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma Erasmus plus 2021-2027 (https://uciim.it/trentino/2022/05/) è in fase avanzata di svolgimento e si stanno concludendo il webinar internazionale di formazione e i corsi pilota per gli studenti (https://uciim.it/trentino/2022/06/) che hanno coinvolto gli insegnanti delle numerose scuole dei tre Paesi europei che hanno aderito al progetto.

Martedì 23 maggio 2023 alle ore 16.00,

in presenza presso il Liceo Sophie Scholl di Trento -una delle scuole italiane partecipanti-

e con possibilità di collegamento online

saranno presentati i materiali per l’insegnamento-apprendimento sullo sviluppo sostenibile, la cittadinanza e la partecipazione attiva sperimentati nel corso del progetto, con esempi di attività di insegnanti e studenti svolte nelle classi dei tre Paesi partner di ECCOPS.

L’incontro sarà anche occasione per presentare il Corso teorico-pratico ‘COME AFFRONTARE I TEMI CIVICI A SCUOLA’, che l’UCIIM Sezione di Trento propone ai docenti come formazione per l’a. sc. 2023-2024, facendo tesoro degli strumenti e dei risultati del progetto ECCOPS.

Per la partecipazione all’incontro:

https://forms.gle/BJh7RwiD6p4UBrC97

oppure

– scrivere a:  sezionetrento@uciim.it

Per il collegamento online:

https://uciim.webex.com/meet/sezionetrento dalle ore 15.55 del 23 maggio

Sarà rilasciato attestato di partecipazione a chi lo richiede

Programma

S. Natale 2022

La S. Messa di Natale per i soci e gli amici dell’UCIIM e AIMC Sezioni di Trento sarà celebrata da don Gianfranco Corradi venerdì 23 dicembre, alle ore 18.00, nella chiesetta di S. Chiara in via S.Croce a Trento.

La grandezza d’ognuno di noi dipende da chi l’abita.
Vera grandezza è essere abitati da Dio.
Cristo nasce perché io nasca. La nascita di Gesù vuole, domanda che io nasca diverso e nuovo, che nasca dallo spirito di Dio, che nasca così piccolo e libero da essere incapace di aggredire, di odiare, di minacciare; che nasca così umile e ‘ingenuo’ da pensare con il cuore.
Ermes Ronchi.

L’UCIIM per la pace

L’UCIIM ha aderito all’Appello del mondo cattolico ‘diciamo no alle armi nucleari e sì a forti gesti di pace’. Beati i costruttori di pace! ci è stato insegnato.

“Il cristiano è un uomo di pace, non un uomo in pace. Fare la pace è la sua vocazione” (Primo Mazzolari)

dai Presidenti e dai Responsabili nazionali di

Acli, Azione Cattolica italiana, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari Italia, Pax Christi, Fraternità di Comunione e Liberazione, Comunità di Sant’Egidio, Sermig, Gruppo Abele, Libera, Agesci, Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale), Argomenti 2000, Rondine-Cittadella della Pace, Mcl (Movimento Cristiano Lavoratori), Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, Città dell’Uomo, Amici di Raoul Follerau, Associazione Teologica Italiana, Coordinamento delle Teologhe Italiane, Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario),Centro Internazionale Hélder Câmara, Centro Italiano Femminile, Csi (Centro Sportivo Italiano), La Rosa Bianca, Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani), Fondazione Giorgio La Pira, Fondazione Ernesto Balducci, Fondazione Don Primo Mazzolari, Fondazione Don Lorenzo Milani, Comitato per una Civiltà dell’Amore, Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, Federazione Stampa Missionaria Italiana, Rete Viandanti, Noi Siamo Chiesa, Beati i Costruttori di Pace, Fraternità francescana frate Jacopa, Comunità Cristiane di Base, Associazione delle Famiglie Italiane, SAE (Segretariato Attività Ecumeniche), Confcooperative, C3dem, MEC (Movimento Ecclesiale Carmelitano) AIDU (Associazione Italiana Docenti Universitari cattolici), Arca di Lanza Del Vasto, Fondazione Magis.

Diciamo No alle armi nucleari e SÍ a forti gesti di pace e di dialogo

A pochi giorni dalla grande manifestazione per la pace del 5 novembre a Roma e uniti a Papa Francesco, offriamo questo contributo di riflessione al dibattito e al confronto in corso sul drammatico problema della guerra e sulla necessità di avviare concreti percorsi di pace.

Dal 24 febbraio 2022 la Russia di Putin con l’invasione dell’Ucraina ha portato la guerra nel cuore dell’Europa. Una guerra che comporta in prevalenza vittime civili, tra cui in maggioranza donne, bambini e anziani, a causa di bombardamenti su abitazioni, scuole, ospedali, centri culturali, chiese, convogli umanitari. Questa guerra si pone accanto alle tante altre sparse per il mondo, per lo più guerre dimenticate perché lontane da noi.

Da quando è apparso sulla terra l’uomo ha cominciato a combattere contro i propri simili: Caino ha ucciso Abele. E poi tutta una sequela di guerre: di conquista e di indipendenza, guerre rivoluzionarie e guerre controrivoluzionarie, guerre sante e guerre di religione, guerre difensive e guerre offensive, crociate…fino alle due guerre mondiali. Con la creazione delle Nazioni Unite si pensava che la guerra fosse ormai un’opzione non più prevista, una metodologia barbara, dunque superata, per la soluzione dei conflitti. E invece no. Eccoci ancora con il dramma della guerra vicino a noi.

Don Primo Mazzolari, dopo l’esperienza drammatica di due guerre mondiali, era giunto alla conclusione, in “Tu non uccidere”, che la guerra è sempre un fratricidio, un oltraggio a Dio e all’uomo, e di conseguenza, tutte le guerre, anche quelle rivoluzionarie, difensive ecc., sono da rifiutare senza mezzi termini. È quanto aveva scritto ai governanti dei paesi belligeranti anche papa Benedetto XV nel pieno della prima guerra mondiale, indicandola come “una follia, un’inutile strage”. E come non ricordare Paolo VI all’Onu nel 1965 con il suo grido rivolto ai potenti del mondo: “Mai più la guerra, mai più la guerra, lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con le armi in pugno”?  Un grido, questo, ripetuto da Giovanni Paolo II nel tentativo di scongiurare la guerra in Iraq e l’invasione del Kuwait e da Benedetto XVI ad Assisi accanto ai leader religiosi mondiali.  

Ora, di fronte al drammatico conflitto in corso in Ucraina, è papa Francesco a ricordarci costantemente che la guerra è “un follia, un orrore, un sacrilegio, una logica perversa”: “Quanto sangue deve ancora scorrere perché capiamo che la guerra non è mai una soluzione, ma solo distruzione? In nome di Dio e in nome del senso di umanità che alberga in ogni cuore, rinnovo il mio appello affinché si giunga subito al cessate-il-fuoco. Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili. E tali saranno se fondate sul rispetto del sacrosanto valore della vita umana, nonché della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni Paese, come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni” (Angelus di domenica 3 ottobre 2022).

Come realtà del mondo cattolico italiano vogliamo unire la nostra voce a quella di papa Francesco per chiedere un impegno più determinato nella ricerca della pace. Affidarsi esclusivamente alla logica delle armi rappresenta il fallimento della politica. Il nostro Paese deve da protagonista far valere le ragioni della pace in sede di Unione Europea, di Nazioni Unite e in sede Nato. Il dialogo, il confronto, la diplomazia sono le strade da percorrere con determinazione.

Servono urgentemente concrete scelte e forti gesti di pace. Di fronte all’evocazione del possibile utilizzo di ordigni atomici, e dunque di fronte al terribile rischio dello scatenarsi di un conflitto mondiale, un gesto dirompente di pace sarebbe certamente la scelta da parte del nostro paese di ratificare il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, armi di distruzione di massa, dunque eticamente inaccettabili. L’abbiamo già chiesto ad alta voce in 44 presidenti nazionali di realtà del mondo cattolico con la sottoscrizione, nella primavera del 2021, del documento “L’Italia ratifichi il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari”, e poi con un secondo documento del gennaio 2022. L’hanno chiesto centinaia di Sindaci di ogni colore politico. L’hanno chiesto in un loro documento i vescovi italiani. L’hanno chiesto associazioni e movimenti della società civile.

Rinnoviamo ora questa richiesta al nuovo Governo e al nuovo Parlamento affinché pongano urgentemente all’ordine del giorno la ratifica del Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, ad indicare che il nostro Paese non vuole più armi nucleari sul proprio territorio e che sollecita anche i propri alleati a percorrere questa strada di pace. Purtroppo, anche dopo tante guerre, noi non abbiamo ancora imparato la lezione e continuiamo ogni volta ad armarci, a fare affari con la vendita di armi e a prepararci alla guerra.

Forse sarebbe opportuno con determinazione e coraggio percorrere altre strade. Forse sarebbe opportuno riempire di precise scelte e contenuti quella che Giorgio La Pira chiamava “l’utopia della pace”. Prima che sia troppo tardi.

“La vera risposta non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo e di impostare le relazioni internazionali” (papa Francesco, 24 marzo 2022).

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