La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 Dal lo Scaf fale al lo Schermo invisibili - 2005) trova una bam- bina abbandonata tra i rifiuti, la adotta e se ne prende cura; a Tizza Covi e Rainel Frimmer e all’artista circense che in Non è ancora domani ( La pivellina - 2009) si imbatte in una bambina abbandonata dalla madre con il biglietto «Tornerò a riprender- la»; ai fratelli Dardenne e al loro ragazzo con la bicicletta (2015) che ripudia il padre e sceglie come mamma una par- rucchiera dolce e sensibile. La vita, questo genere di vi- ta di piccoli Oliver Twist , Senza famiglia e gabbianelle abban- donate, lascia lo schermo e si presenta davanti a noi quoti- dianamente con titoli sui gior- nali, notizie di cronaca, imma- gini televisive. E così il Momò di Gary cambia nome: diventa Alì, Aylan, Victory… E Madame Rosa? Il ruolo che fu della Signoret e della Loren è libero. Si accettano adulti disposti a interpretarlo sul set della coscienza. ( Italo Spada, (italospada@alice.it ) Esattamente un secolo fa, quando il cinema parlava so- lo con le immagini, appariva sugli schermi « Il monello » di Chaplin. Anche lì, si incontra- vano due sconosciuti; anche lì un bambino abbandonato trova- va un genitore e un vagabondo diventava tenero padre. A suo tempo, Chaplin – che come è noto ha avuto un’infanzia infe- lice ed è stato abbandonato a se stesso – disse che voleva fare «un film serio, che in mezzo a molti incidenti comici e farse- schi nascondesse un’ironia ca- pace di risvegliare la pietà». Ha fatto di più. Ha precisato che il vero attestato di famiglia non è un pezzo di carta rila- sciato dalle autorità con tanto di timbro, ma l’accoglienza. La lista dei registi che, sulla scia di Chaplin, hanno portato sugli schermi del mondo il risveglio della pietà è lunga e sta a testi- moniare il valore di un cinema impegnato. Si pensi (per non ri- manere nel vago, ma precisan- do che la lista sarebbe lunga) a Giuseppe Bertolucci de Il dolce rumore della vita (1999) e alla ragazza che si prende cura di un bambino facendolo passare per suo figlio; a John Woo e al suo barbone che in Song Song and Little Cat (episodio di Bambini all’Olocausto, ex prostituta e vive con gli scarsi proventi che riesce a racimolare prendendo- si cura dei figli degli altri – non smette di compiere furtarelli e scippi e finisce tra le grinfie di uno spacciatore. Dopo l’iniziale diffidenza, il rapporto tra i due diventa confidenza e recipro- co affetto: Madame Rosa tro- va in Momò il figlio mai avuto, Momò trova in lei la madre che ha sempre desiderato. Quando Madame Rosa presagisce la fine della sua vita, strappa a Momò la promessa di evitarle il rico- vero in una struttura pubblica. Vuole chiudere gli occhi per sempre nella cantina del pa- lazzo dove è riuscita a crearsi un esclusivo segreto «rifugio». Promessa che il ragazzino man- terrà con una coraggiosa (e in verità poco credibile) incursio- ne-rapimento in ospedale, elu- dendo la sorveglianza del per- sonale medico. Non è chiaro il motivo per il quale Edoardo Ponti - che ave- va dichiarato «Essendo un libro molto bello non volevo lasciare fuori neanche una pagina» - ab- bia stravolto il pre-finale. Così come appare nel romanzo non gli avrebbe proibito di certo (sono sempre parole sue) «di focalizzare l’attenzione sul rap- porto di amicizia tra Madame Rosa e Momò e di portare in primo piano due esseri che si somigliano nonostante le gran- di differenze». Ma rispettiamo la sua scelta, sorvoliamo e con- centriamo la nostra attenzione su ciò che Gary, Mizrahi e Ponti hanno in comune: un messaggio di accoglienza del diverso tra- mite il reciproco sostegno. Le strade per abolire le differenze sono tante; tutte, però, impli- cano una precisazione: che co- sa si intende quando si parla di famiglia, maternità e/o pater- nità, figli. La vita davanti a sé, regia: Edoardo Ponti, con: S. Loren, I. Gueye, R. Carpentieri, M. Rossi, A. Zamora, B. Karimi, Italia, 2020, Durata, 94’ Cari colleghi, si ricomincia! Auguriamo un sereno e proficuo anno scolastico a tutti noi.
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