La Scuola e l'Uomo - n. 7-8-Luglio-Agosto 2021
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVIII - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2021 1 gnano ormai anche la prima età adulta per cui non solo la dimensione psichica accomuna i giovani dell’est e dell’ovest, del nord e del sud del mondo, quant’anche la caratterizzazione sociologica, nel rispetto certo dei contesti sociali e culturali dei vari angoli del nostro mondo. Scorrendo i quotidiani, riassumendo le pro- spettive dei nostri giovani si racconta tanto, si generalizza facilmente, si giudica senza ap- pello. Con sospetto, con preoccupazione, con disperazione, con presunzione. Dipende dalla voce della ribalta. Abbiamo quindi descrizio- ni di giovani senza valori, senza scopi, senza spina dorsale; di giovani violenti, senza fede, aggressivi, bamboccioni, inutili, neet (*), ni- chilisti, senza pace, … L’elenco degli attributi non è esaustivo degli scenari che inquadrano il protagonismo negativo dei nostri ragazzi. Ma è proprio così? La pandemia ha esasperato gli animi, ma quale migliore espressione di eroismo se non quella dei nostri ragazzi – in età scolare e ol- tre – che maggiormente sono stati investiti, per ragioni differenti e per obiettivi di svilup- po diversi, da instabilità di bisogni e incertez- za dei disegni di vita? Eppure, eroicamente N on basta amare i giovani. Occorre che essi si accorgano di essere amati. Il san- to dei giovani, Don Bosco, non poteva essere più diretto per inquadrare la questione giovanile , che investe ciclicamente la storia dell’uomo e del suo sviluppo. Chi sono i giovani? Qual è l’immagine che riverberano? A quali orizzonti sono destinati? Non è azzardato affermare che oggi gli adulti lusingano i giovani, abdicando di fatto a tutta una serie di responsabilità educative che, in ragione del rapporto asimmetrico: esperto di vita – ingenuo, dovrebbero avviare e consolidare punti di riferimenti per azioni e motivazioni. I giovani per definizione antropo- logica sono l’anello di congiunzione tra il vec- chio e il nuovo, tra il passato e il futuro, attra- verso un presente frutto della storia delle loro relazioni con il mondo degli adulti: famiglia, scuola, sport, media. Come si caratterizzano queste relazioni che dovrebbero sostenere la crescita? Quale quadro sociale fa da sfondo? Quale storia accompagna i nostri ragazzi? Senza dubbio i processi di globalizzazione uniformano desideri e paure, volontà e arbi- trio, percorsi e limiti, elementi tipici dei pro- cessi di crescita adolescenziale, che accompa- I NOSTRI RAGAZZI Caterina Spezzano, Dirigente Tecnico Ministero Istruzione Edi tor iale Ho chiesto all’ispettrice Caterina Spezzano di presentare un’analisi psicologica della realtà dei giovani di oggi. Nel ringraziarla per il suo utilissimo contributo, propongo ai nostri soci di esprimere il loro pensiero in merito per poter aprire un proficuo e profondo dibattito tra tutti noi. Rosalba Candela (*) NEET: è l’acronimo di Neither in Employment or in Education or Training , ossia giovani non occupati e non in istruzione e formazione, dai 15 ai 34 anni secondo i parametri ISTAT
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=