Luglio-Agosto 2019

Lo Scaf fale LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2019 L’Italia, oggi più che mai, ha bisogno di una scuola di ec- cellenza per « la formazione dell’uomo della ragione e del cittadino della libertà» . In que- sta espressione si condensa un progetto complesso e multiar- ticolato, che vede il protago- nismo degli alunni, di ciascun alunno, e l’operosità raccordata di docenti, famiglie, forze so- ciali intermedie, istituzioni del- lo Stato. La proposta parte da un’analisi storica della situazione familiare e sociale che offra stimoli per affrontare le situazioni con de- terminazione, con matura con- sapevolezza, con seria professio- nalità da curare costantemente. L’Autore auspica un siste- ma scolastico policentrico più rispondente alla realtà stori- co-sociale e più adeguato ai bi- sogni educativi diversificati: una scuola pubblica delle comunità. Egli ipotizza una scuola aperta che si configuri come Centro di aggregazione giovanile , ove attraverso il dialogo costrutti- vo e la condivisione si educhi all’empatia e alla solidarietà, si partecipi attivamente alla rea- lizzazione di una comunità libe- ra per una società democratica , si ritrovi il senso profondo della vita restituendo dignità ad ogni persona umana attraverso l’idea di un Progetto di vita personale. Un capitolo è dedicato alle nuove tecnologie mediatiche e al metodo della Flipped Classro- om che, se supportati da un im- pianto didattico adeguatamente strutturato, possono offrire una formazione più vicina alla realtà degli alunni di oggi. Frequente è il richiamo alla Costituzione ed alla normativa vigente. Utile risulta l’inserto delle pa- role chiave alla fine dei capitoli. ( Anna Bisazza Madeo ) ricordo nostalgico per chi quei tempi ha vissuto: è un veicolo di riflessione per i protagonisti di quell’epoca, ma anche per le generazioni a seguire al fine di comprendere quanto sia cam- biato il nostro mondo nel giro di pochi lustri. Inoltre, come sottolineato da Francesco To- nucci e Raffaele Ciambrone, ri- spettivamente nella prefazione e nella postfazione, è un libro educativo, che aiuta a com- prendere l’importanza del gio- co come strumento di crescita, il gioco insieme, all’aria aper- ta, con modalità che ora molti dei nostri ragazzi non vivono più, attratti dalle realtà virtuali spersonalizzate. La lettura del libro è anche un suggerimento a ritrovare spazi di gioco a di- mensione di bambino, libero di esprimersi in autonomia e nel confronto con gli altri e la real- tà esterna; è una riflessione su ciò che «ogni bambino avrebbe diritto ad avere: il gioco come atto libero, come creatività, come relazione con l’altro, come acquisizione e creazione di valori». ( Raffaella Marioni ) UNA SCUOLA POSSIBILE L’Autore presenta una propo- sta sperimentale da realizzarsi nell’ambito dell’autonomia di- dattica vigente per le istituzio- ni scolastiche, un’ipotesi che concretamente nasca dall’inte- razione di docenti, genitori e volontariato in rete. L’ipotesi è formulata sulla scorta di una lunga esperien- za vissuta sul campo con spiri- to critico costruttivo e con un impegno appassionato. In ogni parte del volume, le prospet- tive possibili sono sostenute da esemplificazioni operative. RAGAZZI NEGLI ANNI CINQUANTA La prima impressione di que- sto libro – corredato di un’ampia documentazione fotografica - è che sia molto legato ad una cit- tadina, a persone e personaggi locali e a ricordi di chi quel tem- po e quel luogo hanno vissuto. L’Autore racconta le avventure dei giovani suoi coetanei, rag- gruppati in bande dei diversi ri- oni di Pontremoli, piccola città di provincia, in Lunigiana, che prova a ripartire dopo la guer- ra, con ferite ancora aperte ma anche con speranza e fiducia in un futuro migliore. Leggendo si scopre tuttavia un piccolo qua- dro che riflette l’Italia di allora, che guardava avanti potenzian- do progetti urbanistici iniziati prima della Grande Guerra. Le storie delle bande dei giovani si sviluppano nella piana che di- venterà nuova area urbanizzata fino alla pineta ma anche lungo le vie del borgo storico limita- to dai fiumi Verde e Magra, nei vicoli che conducono al Castello del Piagnaro, dominante la città, fra le numerose chiese, simboli dei rioni, nelle piazze medievali della città, dove si mescolava- no storia e leggende popolari. I ragazzi e le ragazze di allora si muovono su questo sfondo e in luoghi per loro speciali: la casa, il giardino, l’orto, la pine- ta, i ponti, le rive del fiume. A fianco dei ragazzi, il mondo de- gli adulti, che compare discreto, quando è necessario risolvere un problema o anche per punire una marachella, ma che lascia ai propri figli un senso di libertà oggi inimmaginabile, per vivere insieme, complici soprattutto i nonni, le novità che arrivavano in quegli anni, come il circo e gli zampognari. Leggere di questi giovani de- gli anni Cinquanta, dei loro gio- chi in strada, delle battaglie, anche cruente a suon di sassa- iole, delle loro emozioni e del- le loro speranze non è solo un P ierangelo C oltelli , Tra via Roma e la via Păl – V icende di bambini e ragazzi nella Pon- tremoli degli anni Cinquanta, ed. Il Fiorino, Modena, 2019, pp. 235, € 14.00 G iuseppe S erio , La scuola che serve all’Italia , Luigi Pellegri- ni Editore, Cosenza, 2018, pp. 125, € 13,00

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