Luglio-Agosto 2018

33 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXV - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2018 ta, ma l’educazione è un lavoro paziente che procede per prove ed errori e che può andare avanti solo se si ha ben chiara la me- ta finale più che le tappe intermedie, che possono essere sempre variate o corrette nell’unico e costante interesse dell’alunno. Non è un caso che circa metà delle atti- vità di formazione in servizio siano oggi de- dicate alla didattica per competenze, indi- viduata dalle scuole come un territorio an- cora da esplorare e per il quale si avverte la necessità di attrezzarsi adeguatamente. De- ve essere conquistata e condivisa una nuova cultura didattica, rispetto alla quale le sin- gole competenze disciplinari o le metodolo- gie di insegnamento rivelano tutta la loro parziale strumentalità. Tra i nuovi scenari su cui si vanno a collo- care le Indicazioni si può dunque collocare anche il rilancio della formazione in servi- zio, l’impegno che tutti i docenti stanno as- sumendo di curare maggiormente la propria professionalità. Le risorse per la formazione in servizio sono state abbondantemente in- crementate e sarebbe deludente se tutto questo sforzo si riducesse a un semplice adempimento amministrativo. È la cultura professionale del docente a costituire il pri- mo nuovo scenario per le Indicazioni di oggi e di domani. Questa dimensione sistemica e comples- sa della progettazione curricolare ci sembra essere una delle principali raccomandazioni metodologiche del testo ministeriale. Investire sulla formazione in servizio In una prospettiva del genere si inseri- scono quindi le iniziative che dovrebbero accompagnare il rilancio delle Indicazioni. Certamente ogni insegnante avrà ben pre- senti le pagine dedicate alle sue discipline di insegnamento, ma è ai capitoli intro- duttivi delle Indicazioni che si dovrebbe dare maggiore evidenza, per alimentare la discussione tra colleghi e la progettazione di attività coerenti con quelle proposte generali. La formazione in servizio è oggi attività «obbligatoria, permanente e strutturale», come vuole la legge 107/15, ed allora deve diventare agente di qualità educativa dedi- candosi al confronto costante sui valori e le motivazioni fondamentali della professione docente (con lo sguardo sempre aperto su orizzonti internazionali). La scuola di oggi rischia di assoggettarsi acriticamente ad una cultura tecnocratica che presume di risolvere ogni problema con la giusta procedura o la tecnologia più adat-

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