Luglio-Agosto-2014

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXI - Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2014 Alle radici delle guerre si trovano sia la paura d’essere dominati o distrutti da un nemico ritenuto malvagio o per lo meno pericoloso e privo di intrinseca dignità e di va- lore, sia la pretesa di garantire assolutamente la propria sicurezza e i propri diritti, sia infine l’illusione di liberarsi definitivamente di chi può in qualche modo limitare questi diritti. Questo grumo di sentimenti e di pulsioni non è tuttavia insuperabile. «Se è vero che le guerre hanno inizio nelle menti degli uomini, anche la pace inizia nelle nostre men- ti. La stessa specie che ha inventato la guerra ha le capacità per inventare la pace. La responsabilità spetta a ciascuno di noi». Questa è la ragionevole fiducia espressa nel documento fondativo dell’UNESCO. Di fatto occorre, come scriveva don Tonino Bello, «una rivoluzione di mentalità per capire che la pace non è un “dato”, ma una conquista. Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno. La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi d’incomprensione e di sacrificio. Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera at- teggiamenti sedentari. Non annulla la conflittualità. Non ha molto da spartire con la banale “vita pacifica”. Non elide i contrasti. Espone al rischio di ingenerosi ostracismi. Postula la radicale disponibilità a “perdere la pace” per poterla raggiungere». In so- stanza, per fare e per favorire la pace, non bisogna starsene in pace, ma non darsi pa- ce fin che non si trovi un modo non violento per prevenire e per risolvere i conflitti. Oltre che un dono da chiedere nella preghiera, la pace è il frutto delle iniziative e delle rinunce necessarie per giungere a compromessi fra le parti: compromessi in cui le ragioni della vita, della libertà e della giustizia di tutti i contendenti prevalgano sul- le pulsioni di dominio e di morte. Il messaggio e la testimonianza più alti sono in proposito quelli che ci ha offerto pa- pa Francesco, invitando ad una riflessione e ad preghiera comune per la pace in Medio Oriente il presidente israeliano Simon Perez e il presidente palestinese Abu Mazen nel giugno scorso. L’UCIIM accoglie questo appello, ricordando e riprendendo gli studi fatti in occasio- ne della pubblicazione delle grandi encicliche degli anni ’60, dalla Pacem in terris di papa Roncalli (1963) alla Populorum Progressio di papa Montini (1967). L’UCIIM invita tutti a un importante appuntamento per testimoniare, per approfondire e per attua- lizzare il problema della pace oggi e domani; è quello proposto dal Tavolo per la pa- ce, che organizza la marcia Perugia-Assisi, domenica 19 ottobre 2014, a sostegno del processo avviato dalle Nazioni Unite. A 100 anni dalla prima guerra mondiale rimettia- moci in cammino per la pace e la fraternità, per dare voce alla domanda di pace che sale da ogni parte del mondo e per dire basta a tutte le guerre, «alle guerre fatte di scontri armati e alle guerre meno visibili, ma non meno crudeli, che si combattono in campo economico e finanziario con mezzi altrettanto distruttivi di vite, di famiglie, di imprese». Luciano Corradini Presidente emerito UCIIM Vo l e r e e p r e p a r a r e l a p a c e i n t e m p o d i g u e r r a ( c o m b a t t u t a e m i n a c c i a t a )

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