Maggio-Giugno 2019
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVI - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2019 CANICATTÌ La sezione uciim di canicattì sarà intitolata alla professo- ressa angela falletta, una bor- sa di studio regionale istituita in suo nome, sono il riconosci- mento doveroso ma soprattut- to sentito nei confronti della socia fondatrice e presidente emerito dell’associazione, scomparsa lo scorso 28 mag- gio. Positiva, ottimista, buona e fiduciosa, sempre certa di superare le difficoltà e gli aspetti critici in ogni situazio- ne, donna esemplare ed affi- dabile . una docente autenti- ca, che ha creduto nella pro- fessione di insegnante intesa come servizio alla reale e posi- tiva educazione dei giovani, come azione « di indirizzo e di guida per la via della cultura e della fede, del dovere e della bontà, della giustizia e della carità, della laboriosità e del- la cattolicità ». ha fatto del suo lavoro una missione di vita: ha contribuito alla formazione armonica della personalità di tante generazio- ni, di futuri giovani docenti ed ha gioito per ogni giovane col- lega divenuto docente. una creatura dolcissima e solare, dagli occhi limpidi e buoni, un vulcano inarrestabile di entu- siasmo, testimone di onestà, dignità e forza; una donna co- me poche, dotata di un’umani- tà e di una spiritualità straor- dinarie, costante punto di rife- rimento per tutti coloro che l’- hanno conosciuto. angela é stata esempio e maestra di vita: saggia come chi ha attraversato terribili tempeste e, trovando in Gesù maestro l’ancora, è approdato nel porto sicuro e può così sor- ridere alla vita e ai suoi doni. ha sorriso sempre «Gina», ha sorriso fino alla fine e noi vo- gliamo pensare che sia lassù, a guidare la «sua uciim» e a sor- ridere insieme a Gesualdo no- sengo. ( Simona Iannicelli ) TRIESTE nell’incontro con raffaella Bellen sono state delineate due interessanti piste di riflessione: il ripensamento dell'adultità quale una fase ricca, viva, «bella» della vita che merita raggiungere per i suoi tanti vantaggi; e l'invito a crescere anche noi esplorando e vivendo le varie possibilità di arricchi- mento che l'adultità offre. adultità e adolescenza, due fasi della vita definibili non tanto in base all'età, quanto piuttosto agli atteggiamenti mentali: lamentela, ricerca di capro espiatorio e deresponsa- bilizzazione in un caso, capaci- tà di scelta, autonomia e re- sponsabilizazzione nell'altro. ma, tornando al cuore della conversazione: in cosa consi- sterebbe la «bellezza» di esse- re adulto? superate le fasi infantili del- la fiducia/sfiducia, autono- mia/vergogna, spirito di inizia- tiva/senso di colpa, industrio- sità/senso di inferiorità, iden- tità/dispersione, intimità/iso- lamento, sta a noi vivere la no- stra età nella generatività o stagnazione, nell'integrità del- l'io o disperazione. E se vogliamo tenerci ancora più vivi, ecco alcuni «compiti». occupiamoci di ciò che ci piace, diamo senso a ciò che facciamo, riflettiamo sulle «corazze» e liberiamocene. L'età adulta, capace di tolle- rare l'incertezza, accettare sé e gli altri, apprezzare la vita, stabilire relazioni soddisfacenti con poche persone, porsi stan- dard etici alti, centrarsi sul problema e non su sé, ascolta- re i propri sentimenti, fare esperienze di picco… sì, l'età adulta può essere davvero bel- lissima. ( Marina Del Fabbro ) V i t a d e l l ’ U n i o n e L o S c a f f a l e r odoLfo t onELLi , Valenza educativa del cammino , www.uciim.it È IL CAMMINO CHE TI FA ogni esperienza di vita lascia un’eco più o meno profonda. il cammino verso santiago di compostela è indubbiamente una esperienza forte e non la- scia il pellegrino come era alla partenza, ma è capace di trar- re dagli anfratti dell’anima emozioni e sentimenti, valori vissuti e ricordi, anche dopo vario tempo dalla conclusione dell’impresa. Le stesse conoscenze acquisi- te e sedimentate nel corso del- la esistenza quasi risorgono a nuova vita, e si vestono di stra- ordinari significati e approfon- dimenti, di cui il cammino stesso fa da ulteriore collaudo. Perciò è vero e, come tale, di- mostrato, il detto del camino Non sei tu che fai il cammino; è il cammino che ti fa . L’autore, che ha cercato, per educazione cristiana ricevuta, di interpretare l’insegnamento e l’impegno educativo connes- so come risposta alla vocazio- ne, espletati in vari ruoli – maestro, professore di lettere e preside – tramite l’opuscolo prova, guardando dentro di sé e cercando altrove, per amore di cultura, a raccogliere idee e principi sulla valenza educativa del cammino. L’impegno scritto è da rite- nere come opportunità di con- tinuare ad educare, seppure in forma indiretta, perché La Po- lis, in ultima analisi, è una grande impresa educativa. (tu- cidide). Pare che il camino de santia- go sia come una malattia che contagia: l’unica a fare bene alla salute del corpo, della mente e dello spirito. ( La Re- dazione )
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