Maggio-Giugno-2012

1 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXIX - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2012 E d i t o r i a l e I l Ministro Profumo è per la riforma del merito . «I criteri su cui si basa – ha spie- gato - sono tre: la valutazione rigorosa, la selezione trasparente e la meritocrazia» (1). Il sottosegretario Rossi Doria così si espri- me: «Io penso che valorizzare il merito si- gnifichi dare fiducia ai ragazzi portandoli prima di tutto ad accettare la sfida e la competizione con se stessi. Per rafforzare le loro parti deboli e sviluppare quelle for- ti, per scoprire le loro parti nascoste, inte- ressandoli a quello che studiano» (2). Noi riteniamo che meritare è avere dirit- to a una ricompensa. Nel campo scolastico la ricompensa è lode, è stima, espresse in particolare attraverso l’attribuzione di un voto e/o di un giudizio. Premiare il merito, di conseguenza, diven- ta riconoscimento di un diritto conquistato dall’alunno, grazie alle sue capacità, indipen- dentemente dalla sua appartenenza sociale. La scuola, quindi, deve promuovere le capacità di ciascun alunno anche al fine di predisporre un antidoto al diffuso fenomeno della selezione sociale attraverso la racco- mandazione. Infatti, la mancata promozione indivi- duale finalizzata al raggiungimento di diver- sificati livelli di apprendimento, degni di apprezzamento, di lode o di stima, crea di- sagio sociale. La scuola deve opportunamente tendere al riconoscimento del merito di ognuno, co- me esito di un lungo e articolato percorso. La scuola deve creare le condizioni di svi- luppo della persona umana in tutti i suoi aspetti, favorendo, riconoscendo e incenti- vando le disposizioni e le tendenze della per- sona, per evidenziarne le qualità migliori. Non si tratta di impostare concorrenze tra pari, ma di favorire l’equilibrata for- mazione di ciascuno e di tutti. Una scuola che favorisce il merito è una scuola capa- ce di riconoscere le differenze tra gli stu- denti. La scuola deve attenersi a quanto stabili- sce la Costituzione: «I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi». La scuola deve collaborare a rimuovere gli ostacoli per permettere a tutti i cittadini di realizzare i propri talenti. Noi riteniamo che sia opportuno dare la precedenza, nel riconoscimento e nella premialità del merito, ai «capaci e merite- voli», «privi di mezzi», senza escludere, in seconda istanza, tutti coloro che si pongono come modelli positivi e trainanti. Siamo, pertanto, per la premialità del me- rito e contemporaneamente sollecitiamo una particolare attenzione nell’evitare di tagliare fondi per il diritto allo studio di tutti. Bisogna evitare gli eccessi degli ideologi- smi che portarono negli anni settanta al «6 politico» con conseguente degenerazione nel- la scuola della mediocrità o al rigorismo della selezione classista anteguerra, che ostacola- va la libera evoluzione della persona. La scuola deve porsi come fattore di pro- mozione del successo scolastico per favori- re, in ogni alunno, il raggiungimento delle mete a ciascuno più consone. La premialità del merito dev’essere un processo culturale non centralizzato ma in- terno alla scuola autonoma. Soltanto una scuola autonoma riqualifi- cata è in grado di produrre vere eccellenze e di premiarle in quanto tali. Giovanni Villarossa, Presidente nazionale UCIIM MERITO: DIBATTITO IN ATTO (1) intervista dal Settimanale «A» del 20 giugno 2012 (2) da Rossidoriablogspot.com

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