Marzo-Aprile-2012

LA SCUOLA E L’UOMO - 13 Anno LXIX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2012 DIALOGO CON LA FAMIGLIA a cura di Laura Cornero, Grazia Mastrototaro, Norberto Mazzoli L’ interrogarsi sul rapporto educativo e for- mativo fra docenti ed alunni, oggi, più che in passato, richiede un’attenta ana- lisi della nuova fisionomia che la famiglia sta as- sumendo. Infatti è del tutto acquisito che solo una fattiva collaborazione scuola-alunni-famiglia possa rendere il processo di formazione attivo, coinvolgente e costruttivo. Dagli anni ’70 la partecipazione della famiglia risulta sancita dai Decreti Delegati, organismi col- legiali in cui è prevista una sua visibile presenza nelle dinamiche scolasti- che. In realtà, passati ormai alcuni decenni dall’istituzione dei D.D., si deve registrare una perdita di credibilità di tali organi, che hanno affievolito la loro carica propulsiva, per lasciare spazio ad un atteggia- mento di distacco, quasi di rifiuto degli stessi. Purtroppo molto spesso l’incontro fra fa- miglia e scuola si riduce a pochi, a volte confusi, momenti di confronto durante i quali è diffici- le pensare di affrontare con una certa serietà e capacità propositiva le problematiche che emer- gono nella vita dei ragazzi. Quindi difficoltoso e molto difficile dal punto di vista umano e didattico risulta il confronto con la famiglia, soprattutto a causa della pro- fonda diversità strutturale che essa sta assu- mendo dagli anni ’80. Infatti negli ultimi decen- ni l’aggregato familiare è stato investito da grandi trasformazioni che hanno riguardato sia la struttura, sia le relazioni tra i suoi membri. Il modello prevalente nell’Italia degli ultimi decenni del Novecento era quello mononuclea- re, che sembra stia perdendo il suo primato, in quanto attualmente è spesso affiancato da uno scenario multiforme di altri modi di stare insie- me, formando le cosiddette «nuove famiglie»: famiglia monogenitoriale, famiglia ricostituita o ricomposta, allargata… Molte di queste situazioni portano, talvolta, all’impoverimento e alla frammentazione delle relazioni, per cui i figli si trovano spesso a con- fronto con figure sconosciute, demotivate e po- co autorevoli, incapaci di testimoniare ragioni di vita che suscitino amore e dedizione al dialogo. Inoltre spesso le famiglie più in difficoltà per va- ri motivi, si trovano sole a fronteggiare compiti molto complessi nella formazione della perso- na, senza un contesto fa- vorevole e adeguati so- stegni culturali, sociali ed economici. In generale lo sforzo grava soprattutto sulla donna, alla quale la cura della vita dei figli è affidata in modo del tut- to speciale, invece l’uo- mo, talvolta, può trovarsi da solo e in gravi difficol- tà economiche. La fami- glia, tuttavia resta la co- munità in cui germoglia e si consolida la radice più intima e più potente del- la generazione alla vita, alla fede ed all’amore. Pertanto il ragazzo durante il suo lungo e ar- duo processo di crescita e di formazione intera- gisce con dinamiche familiari, culturali e sociali sempre più complesse e differenziate. In situazione di simile complessità si trova il docente, chiamato ad affrontare nuove sfide di- dattiche e formative con ragazzi spesso demoti- vati, delusi, amareggiati e con famiglie che non riescono sempre a riconoscere alla scuola un va- lore culturale, educativo e formativo. La scuola sempre di più è chiamata a confron- tarsi con questi cambiamenti della famiglia, i cui componenti vivono una crisi di identità tale da ri- conoscere con difficoltà i vari ruoli e in particola- re, l’autorità genitoriale naturale e quella «al- tra» spesso non accettata dal figlio acquisito. Queste situazioni così difficili possono portare i

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