1-2 Gennaio Febbraio-2026

21 Anno LXXXIII Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2026 Chiusura alle relazioni Disponibilità alle relazioni Solitudine Condivisione e appartenenza Paura Kit minimo di certezze Famiglia in difficoltà Relazionalità in famiglia Scuola alla rincorsa del digitale Scuola che modernizza il canone I sostantivi e le parole che abbiamo utilizzato fanno capire il tentativo di superare le distanze tra osservatore da un lato e fenomeno del disagio. Occorre rivendicare la dimensione di centralità e utilità sociale di un’operazione intellettuale che metta a fuoco le relazioni concrete tra i giovani e il passaggio post Covid; per noi rappresenta un vincolo etico, a cui peraltro ci richiama incessantemente il messaggio reiterato prima da Papa Francesco e, proprio in questi giorni, da Leone XIV. Avvertiamo comunque l’esigenza di dare risposte; in questo contesto, alcuni aspetti e temi della società italiana vanno enunciati poiché dalla loro ricapitolazione può discendere una maggior chiarezza di ogni piano indispensabile di intervento. In questa prospettiva, enumero alcune condizioni di completezza del discorso: 1. Serve anzitutto attenzione all’impatto della deprivazione economica “assoluta” e alle sue conseguenze sulla povertà educativa e digitale (1). 2. Dobbiamo tener conto di una scarsa omogeneità dei dati di riferimento, da superare grazie ad un’operazione di assemblaggio (1) Per questa tematica rinvio al numero monografico della Rivista Comunicazionepuntodoc intitolata “Difendere il futuro. Oltre l povertà educativa e digitale”, Fausto Lupetti Editore, Bologna, settembre 2023. Il volume riassume una parte rilevante di una ricerca scientifica, diretta da chi scrive e cura il testo, promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca, da quello dell’allora Pubblica Istruzione e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. segnali variegati come quelli che esprimono in varie forme il male di vivere. Per di più, non sempre i genitori riescono a cogliere le avvisaglie di queste forme di patologia della crescita, e a ciò si aggiunge il fatto che molti ragazzi e giovani nascondano e mascherano in vari modi forme variegate di distacco dagli altri che la letteratura ha riassunto nel termine un po’ estremo di hichimori. In ogni caso aumenta lo stress dell’educazione familiare, poi di quella scolastica, anch’essa messa alla prova da fenomeni di disagio poiché certamente complicano la gestione della classe e la stessa possibilità di garantire serenamente il curriculum. È come se i ragazzi e i giovani portatori di criticità esprimessero una protesta sottile e spesso silenziosa, non chiara da leggere, che sceglie quasi una “decrescita infelice”, complicando le variabili di interpretazione della realtà che dunque diventano ogni giorno più inadeguate, e aumentando la sensazione di impotenza anche laddove invece si registrano forme di estrema attenzione e di capacità di intervento. Le conseguenze di questi fenomeni non vanno sottovalutate anche in termini di sviluppo economico ma soprattutto sociale; è impossibile non enumerare tra le conseguenze ovviamente involontarie di questi “stati di coscienza“, la propensione a entrare nel contingente dei neet, la tendenza a modalità di reclusione in casa, con il conseguente indebolimento della serenità delle famiglie. Il rischio meno remoto è il disinteresse per la scelta di continuare gli studi, soprattutto universitari ma, prima ancora la propensione a infilarsi in una precandidatura nella categoria dei neet. Gli indizi più frequenti sono l’aumento delle forme di reclusione in casa che porta con sé un indebolimento inevitabile della serenità delle famiglie. L’oscillazione tra disagio e “normalità”. Una mappa semantica Pessimismo Ottimismo

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