11-12 Novembre-Dicembre 2025

35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 11-12 - Novembre-Dicembre 2025 emancipazione o di riproduzione delle disuguaglianze, a seconda delle scelte pedagogiche e organizzative che vengono compiute. Si interroga costantemente su come le proprie pratiche influenzino le opportunità di apprendimento di tutti gli studenti, in particolare di quelli più vulnerabili. È attento a non riprodurre stereotipi legati al genere, all’origine sociale, all’appartenenza culturale. Promuove una pedagogia critica che aiuti gli studenti a comprendere i meccanismi delle disuguaglianze e a immaginare società più giuste. Questa dimensione sociale della professionalità docente richiede un cambiamento culturale profondo che valorizzi la collaborazione rispetto all’individualismo, riconosca il tempo dedicato alle relazioni come parte integrante del lavoro professionale, sostenga i docenti nello sviluppo di competenze comunicative e relazionali raffinate. L’insegnante critico: promotore di cittadinanza consapevole Una terza dimensione fondamentale del profilo docente del futuro è quella dell’insegnante come educatore alla cittadinanza critica e consapevole. In un’epoca caratterizzata da sovraccarico informativo, disinformazione strategica, manipolazione algoritmica e polarizzazione del dibattito pubblico, educare al pensiero critico e all’uso consapevole delle fonti diventa responsabilità cruciale della scuola. L’insegnante critico non si limita a trasmettere contenuti disciplinari, ma insegna esplicitamente gli strumenti del pensiero critico. Aiuta gli studenti a distinguere tra affermazioni fattuali e opinioni, a riconoscere le argomentazioni logicamente valide e quelle fallaci, a identificare i presupposti impliciti nei discorsi, a valutare la coerenza interna di una teoria. Promuove l’abitudine al dubbio metodico, alla ricerca di evidenze, al confronto tra interpretazioni diverse. L’educazione all’uso critico delle fonti è particolarmente urgente nell’ambiente digitale. L’insegnante critico insegna a valutare l’affidabilità delle fonti considerando l’autorevolezza dell’autore, la presenza di riferimenti verificabili, la coerenza con altre fonti attendibili, gli tà professionali di apprendimento. Condivide progettazioni, materiali didattici, riflessioni sulle pratiche. Osserva i colleghi al lavoro e si lascia osservare, offrendo e ricevendo feedback costruttivo. Partecipa a processi di ricerca-azione collaborativa per migliorare le pratiche della scuola. Contribuisce alla costruzione di una memoria istituzionale documentando e socializzando esperienze significative. La dimensione comunitaria si estende al dialogo con gli studenti. L’insegnante sociale costruisce la classe come comunità di apprendimento dove ciascuno si sente riconosciuto, valorizzato, responsabile del proprio e dell’altrui apprendimento. Promuove forme di apprendimento cooperativo dove gli studenti si sostengono reciprocamente. Facilita la discussione e il confronto rispettoso tra punti di vista diversi. Crea rituali, simboli, narrazioni condivise che rafforzano il senso di appartenenza. Il dialogo con le famiglie costituisce un ulteriore pilastro della dimensione sociale dell’insegnamento. L’insegnante sociale non considera i genitori come utenti passivi o potenziali critici da tenere a distanza, ma come partner educativi con cui costruire alleanze nell’interesse degli studenti. Comunica regolarmente, non solo per segnalare problemi ma per condividere successi e progressi. Ascolta le prospettive delle famiglie, riconoscendo il loro sapere educativo anche quando diverso dal proprio. Gestisce costruttivamente eventuali divergenze, cercando sempre il terreno comune dell’interesse del ragazzo. L’apertura al territorio rappresenta l’ultima ma non meno importante dimensione della socialità dell’insegnante. La scuola non è un’isola, ma parte di un ecosistema educativo più ampio che include associazioni, istituzioni culturali, servizi sociali, imprese, enti locali. L’insegnante sociale costruisce ponti tra la scuola e il territorio, progettando esperienze di apprendimento autentico che si svolgono in contesti reali, coinvolgendo esperti esterni, utilizzando le risorse culturali e naturali del territorio come laboratori di apprendimento. La consapevolezza dell’equità e della giustizia sociale attraversa trasversalmente tutte queste dimensioni. L’insegnante sociale riconosce che la scuola può essere strumento di

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