{"id":880,"date":"2026-02-15T09:19:07","date_gmt":"2026-02-15T08:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/?p=880"},"modified":"2026-02-15T09:19:07","modified_gmt":"2026-02-15T08:19:07","slug":"stem-competenze-digitali-e-paradossi-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/2026\/02\/15\/stem-competenze-digitali-e-paradossi-di-genere\/","title":{"rendered":"STEM, COMPETENZE DIGITALI E PARADOSSI DI GENERE"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Fabio Calvino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ABSTRACT<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2023 circa <strong>56% delle persone tra 16 e 74 anni nell\u2019Unione Europea possedeva competenze digitali almeno di base<\/strong>, secondo gli ultimi dati ufficiali pubblicati da <strong>Eurostat<\/strong>. Questo valore rappresenta il risultato di una crescente digitalizzazione della societ\u00e0, ma rimane lontano dall\u2019obiettivo europeo fissato dall\u2019iniziativa <em>Digital Decade 2030<\/em> che punta al <strong>80% di cittadini con competenze digitali di base<\/strong> entro il 2030.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno di questo dato aggregato, emergono <strong>significative differenze tra gruppi di et\u00e0 e genere<\/strong>. Ad esempio, tra gli adolescenti europei di 16-19 anni, <strong>il 68% delle ragazze ha competenze digitali di base, contro il 64% dei ragazzi<\/strong>. Questo risultato indica che nel percorso scolastico le ragazze non solo raggiungono, ma spesso <strong>superano i coetanei maschi nelle competenze digitali di base<\/strong>; competenze trasversali che comprendono alfabetizzazione all\u2019informazione, risoluzione di problemi, creazione di contenuti digitali e sicurezza online.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tendenza emerge anche nei confronti generazionali: i giovani europei nel loro complesso mostrano livelli di competenze digitali pi\u00f9 alti rispetto alla popolazione adulta, il che riflette l\u2019importanza crescente delle tecnologie in contesti educativi e formativi. Tuttavia, <strong>nonostante questi risultati positivi in ambito scolastico e formativo, la transizione verso carriere STEM equilibrate appare ancora molto distante.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, i dati statistici di <strong>ISTAT<\/strong> confermano e amplificano questo paradosso. Tra i giovani italiani di 20-29 anni, il <strong>23,8% ha conseguito una laurea nelle aree STEM<\/strong>. Tuttavia, se si considerano i dati distinti per genere, emerge che <strong>solo il 16,8% delle donne nella fascia 25-34 anni ha una laurea STEM contro il 37% degli uomini<\/strong> nello stesso gruppo. Questo significa che, sebbene le ragazze siano pienamente in grado di acquisire competenze digitali e scientifiche di base, <strong>tale capacit\u00e0 non si traduce in una presenza proporzionata nelle lauree scientifiche e tecnologiche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Laddove le competenze digitali rappresentano una porta d\u2019accesso fondamentale verso il mondo del lavoro del XXI secolo, la mancata conversione delle competenze scolastiche in <strong>partecipazione ai percorsi di studio e alla carriera STEM<\/strong> pone un problema strutturale. Non si tratta pi\u00f9 di capacit\u00e0 individuali, ma di un fenomeno sociale e culturale che richiede una riflessione su come la scuola, le famiglie, i sistemi di orientamento e le politiche del lavoro affrontano la questione di genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei capitoli successivi dell\u2019articolo esploreremo questi dati numerici in dettaglio, confrontando <strong>le competenze misurate a scuola con gli esiti occupazionali nelle discipline STEM<\/strong> e mettendo in evidenza i meccanismi che favoriscono o ostacolano la piena partecipazione delle ragazze alle professioni scientifiche e tecnologiche.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Link utili per i grafici ufficiali (da cui attingere dati aggiornati):<\/em><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li><strong>Eurostat \u2013 Skills for the digital age (statistiche sulle competenze digitali 2023):<\/strong><br><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/statistics-explained\/index.php?oldid=628712&amp;utm_source=chatgpt.com\">https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/statistics-explained\/index.php?oldid=628712<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Eurostat \u2013 Digital skills survey 2023 (dataset isoc_sk_dskl_i21):<\/strong><br>https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/data\/database?node_code=isoc_sk_dskl_i21<\/li>\n\n\n\n<li><strong>ISTAT \u2013 Report Istruzione, formazione e ritorni occupazionali:<\/strong><br>https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2024\/07\/REPORT-livelli-istruzione.pdf<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><strong>1. Il contesto europeo delle competenze digitali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2023, secondo <strong>Eurostat<\/strong>, <strong>56% delle persone tra i 16 e i 74 anni nell\u2019UE27 possedeva competenze digitali almeno di base<\/strong> \u2014 una definizione che comprende abilit\u00e0 su dati e informazioni, comunicazione, creazione di contenuti digitali e risoluzione di problemi. Questo livello, pur in crescita rispetto agli anni precedenti, rimane lontano dall\u2019obiettivo <em>Digital Decade 2030<\/em> pari all\u201980%.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"603\" height=\"365\" src=\"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-881\" style=\"width:724px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image.png 603w, https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image-300x182.png 300w\" sizes=\"(max-width: 603px) 100vw, 603px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Le competenze digitali non sono uniformemente distribuite: paesi come <strong>Paesi Bassi (83%) e Finlandia (82%)<\/strong> mostrano livelli molto superiori alla media, mentre <strong>Romania (28%) e Bulgaria (36%)<\/strong> si trovano agli estremi opposti della scala.<\/p>\n\n\n\n<p>Osservando per et\u00e0 e genere, emergono due elementi chiave:<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"488\" height=\"282\" src=\"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-882\" style=\"width:725px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image-1.png 488w, https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image-1-300x173.png 300w\" sizes=\"(max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>&#x2714; tra i <strong>giovani di 16-19 anni<\/strong>, la percentuale di <strong>ragazze con competenze digitali di base (68%) supera quella dei ragazzi (64%)<\/strong>.<br>&#x2714; questo indica che, nel percorso scolastico, le ragazze riescono adeguatamente ad acquisire competenze digitali.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi numeri sono importanti perch\u00e9 smentiscono il pregiudizio secondo cui le giovani donne sarebbero \u201cmeno portate\u201d per la tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><strong>2. Dai risultati scolastici ai percorsi universitari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante gli apprendimenti scolastici siano comparabili o a vantaggio delle ragazze nelle competenze digitali di base, i dati relativi alle scelte universitarie raccontano una storia \u00a0diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo <strong>ISTAT<\/strong>, nel 2022 circa <strong>23,8% dei giovani italiani di 20\u201329 anni conseguiva una laurea STEM<\/strong>. Tuttavia, questa media nasconde profonde differenze di genere: <strong>solo il 16,8% delle donne tra i 25 e i 34 anni ha una laurea in discipline STEM<\/strong>, contro <strong>37% degli uomini<\/strong> della stessa fascia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"560\" height=\"279\" src=\"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-883\" style=\"width:759px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image-2.png 560w, https:\/\/uciim.it\/lombardia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2026\/02\/image-2-300x149.png 300w\" sizes=\"(max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Grafico utile per questa sezione:<\/strong><br>&#x27a1; da ISTAT <em>REPORT-livelli-istruzione.pdf<\/em> (capitolo laureati STEM per genere e classe d\u2019et\u00e0).<br>https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2024\/07\/REPORT-livelli-istruzione.pdf<\/p>\n\n\n\n<p>In termini pi\u00f9 intuitivi: per ogni <strong>1.000 giovani donne tra i 20 e i 29 anni, 14,3 si laureano in STEM<\/strong>, mentre <strong>21 giovani uomini ogni 1.000 lo fanno nei medesimi settori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo fenomeno non \u00e8 unicamente italiano: dati europei di <em>Eurostat<\/em> mostrano un\u2019analoga tendenza all\u2019interno dell\u2019UE27, con un numero di laureate STEM significativamente inferiore rispetto ai laureati maschi.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><strong>3. Perch\u00e9 esiste questo gap?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>divario tra competenze a scuola e scelte post-scolastiche<\/strong> non pu\u00f2 essere spiegato da differenze nei risultati accademici. In effetti:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>molte ricerche indicano che le donne spesso ottengono <strong>voti pi\u00f9 alti nelle prove scolastiche<\/strong> e universitarie, anche in materie STEM.<\/li>\n\n\n\n<li>tuttavia, <strong>laurearsi in discipline scientifiche non corrisponde automaticamente a pari opportunit\u00e0 occupazionali<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Le cause di questa discrepanza sono multifattoriali:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>a) Stereotipi di genere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le norme culturali possono portare a percepire le discipline STEM come pi\u00f9 \u201cmaschili\u201d, influenzando le scelte di studio gi\u00e0 nella scuola secondaria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>b) Orientamento scolastico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I percorsi di orientamento spesso non intervengono in modo efficace per contrastare le aspettative sociali che spingono le ragazze verso indirizzi non scientifici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>c) Modelli di riferimento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La mancanza di figure femminili visibili e riconosciute nei ruoli scientifici e tecnologici pu\u00f2 indebolire l\u2019autostima delle studentesse.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><strong>4. Il mercato del lavoro: un nuovo paradosso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le elaborazioni basate sui dati <strong>ISTAT<\/strong>, il <strong>tasso di occupazione tra i laureati STEM \u00e8 elevato<\/strong> in Italia \u2014 circa <strong>86,6%<\/strong> \u2014 superiore a quello dei laureati in altre aree.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, guardando per genere, emergono differenze significative:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>sebbene il tasso occupazionale delle donne STEM sia alto, <strong>resta inferiore a quello degli uomini (ad esempio 90,1% vs 92,6%)<\/strong> in alcuni studi recenti.<\/li>\n\n\n\n<li>le differenze salariali continuano a essere marcate a favore degli uomini, anche quando le competenze e l\u2019occupazione sono comparabili.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questi dati mostrano che <strong>non \u00e8 la competenza o l\u2019accesso alla laurea STEM a limitare il successo delle donne<\/strong>, ma piuttosto <strong>meccanismi strutturali nel mercato del lavoro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><strong>5. Conclusioni e prospettive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La lettura congiunta dei dati <em>Eurostat<\/em> e <em>ISTAT<\/em> evidenzia un fenomeno complesso ma chiaro:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li><strong>le ragazze acquisiscono solide competenze digitali a scuola<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>sono meno presenti nelle lauree STEM<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>restano sotto-rappresentate nel mondo professionale tecnologico e scientifico<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questo paradosso indica la necessit\u00e0 di politiche integrate che:<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"1\">\n<li><strong>rafforzino l\u2019orientamento scolastico<\/strong> verso percorsi STEM fin dalla scuola secondaria;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>contrastino gli stereotipi di genere<\/strong> attraverso iniziative educative e mediatiche;<\/li>\n\n\n\n<li><strong>favoriscano condizioni lavorative inclusive<\/strong> che valorizzino le competenze delle donne nelle professioni STEM.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile trasformare il patrimonio di competenze scolastiche in <strong>pari opportunit\u00e0 reali nel lavoro scientifico e tecnologico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p><strong>&#x1f3af;<\/strong><strong> Link principali per grafici e dati ufficiali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#x1f517; <strong>Eurostat \u2013 Skills for the digital age (2023 digital skills)<\/strong><br><a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/statistics-explained\/index.php?oldid=628712&amp;utm_source=chatgpt.com\">https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/statistics-explained\/index.php?oldid=628712<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>&#x1f517; <strong>Eurostat dataset sulle competenze digitali (isoc_sk_dskl_i21)<\/strong><br>https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/data\/database?node_code=isoc_sk_dskl_i21<\/p>\n\n\n\n<p>&#x1f517; <strong>ISTAT \u2013 Report livelli di istruzione e occupazione<\/strong><br>https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/2024\/07\/REPORT-livelli-istruzione.pdf<\/p>\n\n\n\n<p>&#x1f517; <strong>Dati ISTAT su laureati STEM e gender gap<\/strong><br><a href=\"https:\/\/www.istat.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2.pdf?utm_source=chatgpt.com\">https:\/\/www.istat.it\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/2.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio Calvino ABSTRACT Nel 2023 circa 56% delle persone tra 16 e 74 anni nell\u2019Unione Europea possedeva competenze digitali almeno di base, secondo gli ultimi dati ufficiali pubblicati da Eurostat. 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