{"id":628,"date":"2022-12-23T18:27:13","date_gmt":"2022-12-23T17:27:13","guid":{"rendered":"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/?p=628"},"modified":"2022-12-23T18:27:13","modified_gmt":"2022-12-23T17:27:13","slug":"didattica-della-matematica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/2022\/12\/23\/didattica-della-matematica\/","title":{"rendered":"<strong>Didattica della matematica<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>Cambia Ministro, la musica cambia.<\/p>\n\n\n\n<p>O forse no&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Un nuovo governo si \u00e8 appena affacciato sulla scena politica. Nuove circolari invitano a fare o a non fare. Uno studio che non ha nulla di scientifico riaccende il dibattito sul digitale a scuola, una discussione continua che lascia gli esperti senza parole, o, meglio, con troppe parole e pochi fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sono questi esperti poi?<\/p>\n\n\n\n<p>Psichiatri, psicologi, pedagogisti, logopedisti, forze dell&#8217;ordine&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Una mancanza, un vuoto fastidioso si insinua: dove sono gli insegnanti? Dove sono coloro che a scuola ci vanno per davvero, ogni giorno?<\/p>\n\n\n\n<p>Lascio a voi l&#8217;ardua sentenza, con una frase di manzoniana memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo marasma politico, simile alla brodaglia primordiale (chiss\u00e0 che non spunti per caso una nuova linfa vitale, c&#8217;\u00e8 sicuramente da pregare perch\u00e9 avvenga il miracolo), l&#8217;insegnante continua il suo mestiere: insegnare, trasmettere sapere, suscitare la voglia di apprendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali sfide si hanno davanti? Sempre le stesse: far s\u00ec che gli allievi e gli sudenti apprendano e utilizzino il sapere per diventare adulti consapevoli e, possibilmente, felici. Casualmente, miracolosamente, qualcuno potrebbe diventare il futuro ministro dell&#8217;istruzione e, chiss\u00e0, potrebbe incidentalmente considerare gli insegnanti come esperti della loro materia: insegnare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa lunga premessa arriviamo al sodo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali sfide pone l&#8217;insegnamento della matematica?<\/p>\n\n\n\n<p>La prima e pi\u00f9 importante \u00e8 l&#8217;attenzione e la motivazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre la matematica \u00e8 considerata la bestia nera dello studente: lo scrivente alza la mano per primo.<\/p>\n\n\n\n<p>Affascinante prodotto della mente umana, filosofia di altissima levatura, fatta di astrazioni assolute, si pone nella scienza come la soluzione di casi impossibili. Il numero \u00e8 pura invenzione, eppure funziona e funziona in modo impressionante. Permette di comprendere il mondo e i meccanismi della natura a tal punto da imitarla: ogni azione umana \u00e8 ormai condizionata dalla matematica. Resta ancora appannaggio di pochi la comprensione dei meccanismi: esoterismo pitagorico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;insegnante di matematica entra in classe ogni giorno con la speranza di appassionare a questa disciplina. Di fronte si trova volti giovani o giovanissimi che chiedono di imparare nel modo meno doloroso possibile: molti vogliono imparare, ma sono terrorizzati dai voti, dalla prestazione, dall&#8217;ansia, da quello che diranno i genitori (che hanno avuto le loro stesse paure e ansie, ma le riversano sui figli, insieme a tutte le altre difficolt\u00e0 della vita).<\/p>\n\n\n\n<p>Sembra incredibile, ma perfino gli antichi allievi sumeri o egizi hanno avuto le stesse paure e gli insegnanti le stesse problematiche. Siamo passati dalle tavolette di argilla e cera ai computer, carta e penna restano la base tramandata da migliaia di anni: segni tracciati su carta. Dalla carta allo schermo: la differenza \u00e8 poca. Si tracciano segni partoriti dalla mente umana che mettono in comunicazione tutto il mondo: la matematica \u00e8 un linguaggio universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 cambiato?<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnologia ha certamente modificato alcune connessioni neuronali: la manipolazione in tenera et\u00e0 \u00e8 fondamentale per costruire cervelli e menti plastiche. Troppo spesso i bambini utilizzano lo schermo piatto per immaginare una realt\u00e0 tridimensionale che dovrebbero toccare con mano: il profumo dei cubi di gomma colorata da impilare a caso, magari con un adulto a fianco, la comprensione delle dimensioni quando si mettono uno sopra l&#8217;altro, la frustrazione quando cadono perch\u00e9 il pi\u00f9 piccolo \u00e8 posto in basso. Fantastica frustrazione, fonte di comprensione e accettazione della realt\u00e0, fonte di ispirazione matematica: la casa non pu\u00f2 essere costruita su fondamenta pi\u00f9 strette del resto dell&#8217;edificio (speriamo che i progettisti del futuro ponte sullo Stretto lo sappiano).<\/p>\n\n\n\n<p>Per i ragazzi questa mancanza di esperienza manipolativa, questa mancanza di frustrazione salutare, porta a pensare che tutto sia possibile e raggiungibile in breve tempo. Il tempo, tiranneggia lo studente e l&#8217;insegnante. Spesso la comprensione avviene dopo giorni o mesi, spesso troppo tardi rispetto alle aspettative della societ\u00e0 moderna. La frustrazione porta all&#8217;idea che la matematica sia impossibile, sia solo per pochi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un errore fatale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un errore comodo: cos\u00ec si evita perfino la fatica dello sforzo mentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come recuperare la mancanza di interesse? Tramite la manipolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una strada percorribile, che prende tempo, ma che ritengo irrinunciabile. Attivare la manipolazione a scuola, anche alle scuole medie \u00e8 necessario, grazie alla costruzione di oggetti matematici materici: cartoncino colorato, gomma crepla, scatole, oggetti vari. Costruire fisicamente giochi ispirati all&#8217;argomento di studio, in collaborazione con i compagni, attiva la strategia collaborativa per arrivare a risultati migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una strada che prende tempo, ma \u00e8 tempo ben speso, perch\u00e9 ne far\u00e0 guadagnare altro in futuro. \u00c8 vero che certe connessioni si formano nella prima infanzia, ma \u00e8 anche vero che il cervello \u00e8 plastico e ha una grandiosa capacit\u00e0 di modificarsi nel tempo e con l&#8217;esperienza. La manipolazione e la creazione di giochi fisici sopperisce e risana, almeno parzialmente, alle mancanze a ai vuoti, alle interruzioni comunicative, alle mancate frustrazioni salutari. L&#8217;apprendimento manuale dona significato ai segni troppo astratti del linguaggio matematico: anche la cinestesia chiede di entrare nei processi della comprensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora il digitale? Diventa un utile e fondamentale strumento didattico, permette di sfruttare i canali pi\u00f9 congeniali agli studenti. Pu\u00f2 essere proposto in anticipo, magari tramite giochi didattici in rete secondo la flipped lesson, oppure durante la spiegazione dell&#8217;insegnante, o alla fine, come supporto alla metacognizione. Oltre ai giochi risulta utilissimo il coding, che permette di sviluppare competenze e punti di vista differenti da quelli del pensiero classico.<\/p>\n\n\n\n<p>La progettazione creativa, se viene lasciata per ultima, diventa metacognizione. In seconda ipotesi la fase creativa \u00e8 immediatamente conseguente alla fase esplicativa da parte dell&#8217;insegnante: diventa cos\u00ec integrante nell&#8217;apprendimento. Terza ipotesi, la fase creativa \u00e8 anticipatoria dell&#8217;argomento: diventa problem solving.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il tempo? Il tempo \u00e8 l&#8217;amico che deve regolare le fasi dell&#8217;insegnamento e dell&#8217;apprendimento. Costruire Episodi di Apprendimento Situato o strutturare comunque le lezioni in modo che vi sia un tempo e una regolamentazione da seguire \u00e8 necessario. Anche la frustrazione per non aver concluso in modo adeguato il lavoro pu\u00f2 diventare salutare. Stimola a completare il compito non completato a casa, anche se non si dovrebbe, stimola a cercare di essere pi\u00f9 efficienti la volta successiva: i neuroni si attivano e modificano le connessioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Evitiamo di restare intrappolati nell&#8217;idea che il tempo manchi per proporre attivit\u00e0 manipolative o digitali, lavoriamo con modelli in cui il tempo \u00e8 ben definito ed evitiamo le trappole ideologiche proposte da pseudostudi che tutto hanno fuorch\u00e8 valore scientifico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cambia Ministro, la musica cambia. O forse no&#8230; Un nuovo governo si \u00e8 appena affacciato sulla scena politica. Nuove circolari invitano a fare o a non fare. Uno studio che non ha nulla di scientifico riaccende il dibattito sul digitale a scuola, una discussione continua che lascia gli esperti senza parole, o, meglio, con troppe parole e pochi fatti. 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