{"id":586,"date":"2022-04-24T18:51:10","date_gmt":"2022-04-24T16:51:10","guid":{"rendered":"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/?p=586"},"modified":"2022-04-24T18:51:10","modified_gmt":"2022-04-24T16:51:10","slug":"convegno-ripensare-insieme-il-futuro-della-scuola-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uciim.it\/lombardia\/2022\/04\/24\/convegno-ripensare-insieme-il-futuro-della-scuola-media\/","title":{"rendered":"Convegno RIPENSARE INSIEME IL FUTURO DELLA \u201cSCUOLA MEDIA\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Verso la scuola di domani<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La scuola media come terra di mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia ci dice che la scuola media \u00e8 sempre stata, gi\u00e0 dalla sua istituzione e ben pi\u00f9 degli altri ordini di scuola, oggetto delle indecisioni culturali e politiche del nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La legge sulla scuola media <strong>unica<\/strong> e obbligatoria viene approvata il 31 dicembre 1961, dopo un lungo e articolato dibattito culturale e politico che vede l\u2019UCIIM protagonista.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo nel periodo del boom dopoguerra, e la scuola media, facendo decollare la scuola di massa, risponde alle esigenze di ricostruzione del paese e dello sviluppo industriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il programma televisivo \u201cNon \u00e8 mai troppo tardi\u201d (1960-1968), condotto dal maestro Alberto Manzi, \u00e8 un esempio di come fosse urgente farsi carico del gravissimo problema dell\u2019alfabetizzazione di massa.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola secondaria di primo grado \u00e8 un\u2019istituzione che presenta particolari difficolt\u00e0, sia perch\u00e9 \u00e8 schiacciata dalla scuola primaria, che lavora soprattutto per progetti ed ha adottato un nuovo metodo di valutazione, e dalla scuola secondaria disciplinarista, sia perch\u00e9 ragazzi che la frequentano attraversano una delicata fase di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sempre, inoltre, le disposizioni amministrative hanno trovato rispondenza nel tessuto concreto e hanno finito per burocratizzarsi allontanando i docenti da un\u2019auspicabile crescita comune e condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo attuale, colpito dalla pandemia di Covid-19, ha reso pi\u00f9 evidenti i profondi cambiamenti della nostra epoca, la graduale perdita del senso profondo dell\u2019educazione, dei valori da trasmettere, della cura e della responsabilit\u00e0 verso le nostre alunne e i nostri alunni sempre pi\u00f9 disorientati e isolati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo panorama, il compito della scuola si complica e si approfondisce per i ragazzi, per i genitori e la societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Rapporto scuola media 2021<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u2018Rapporto scuola media 2021\u2019 frutto dell\u2019indagine condotta dalla Fondazione Agnelli ci presenta un quadro desolante e molto preoccupante della situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi insegnanti, che viviamo nell\u2019emergenza, lo tocchiamo con mano tutti i giorni. E guardiamo con ammirazione il modello offerto da don Milani, appassionato educatore al servizio della crescita culturale e personale dei suoi ragazzi, ma sempre pi\u00f9 spesso usciamo dalle nostre classi rassegnati.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante sfide ci troviamo ad affrontare! L\u2019inserimento in corso d\u2019anno degli alunni stranieri, il cambiamento della situazione adolescenziale e del ruolo genitoriale, il passaggio dalla famiglia normativa a quella affettiva, la crisi del ruolo paterno e dei valori che simboleggia, il tema dell\u2019orientamento. Per non parlare della Dad affrontata senza formazione, la scoperta di nuove modalit\u00e0 di insegnamento\/ apprendimento online. Talora abbiamo risolto con il fai da te i problemi di connessione, inadeguatezza degli strumenti e le difficolt\u00e0 tecniche La pandemia ha fatto affiorare nei preadolescenti e negli adolescenti situazioni di malessere psicologico che hanno trovato impreparati i genitori e gli insegnanti. E la tanto denigrata \u201cscuola\u201d si \u00e8 trovata ad affrontare il disorientamento dei ragazzi e a intrecciare relazioni virtuali indispensabili per la loro vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il paradigma della complessit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola media deve tener conto del nuovo paradigma della complessit\u00e0, una vera rivoluzione copernicana che investe tutti i settori: siamo alla quarta rivoluzione industriale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cultura, saperi, scuola, economia, finanza, politica sono investite da questo <em>tsunami.<\/em> &nbsp;Gli alunni apprendono in modo diverso, servono nuovi saperi, nuove strategie di insegnamento e di apprendimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quarta rivoluzione industriale significa che negli ultimi vent\u2019anni le economie dei Paesi europei sono passate da sistemi basati essenzialmente sull\u2019industria a una \u201csociet\u00e0 della conoscenza\u201d. Siamo assistendo a radicali trasformazioni nel concetto e nelle prassi dell\u2019educazione. \u201c<em>I Saperi<\/em>&#8211; come afferma E.Morin- <em>non sono pi\u00f9&nbsp; posizionati gerarchicamente in una piramide, non sono compartimenti a tenuta stagna, ma sono nodi di una rete interconnessa dove, quando termina la comprensione di una disciplina, inizia la comprensione di un\u2019altra<\/em>\u201d. Abbiamo a che fare, quindi, con saperi complessi che diventano nodi di una rete.&nbsp; L\u2019interconnessione permette un aumento dei punti di vista, una diversit\u00e0 integrata che consente risposte flessibili, permette prontezza nel cogliere l\u2019attimo e consente di cambiare strada se necessario.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La globalizzazione come cambiamento sociologico, culturale, economico investe la societ\u00e0 italiana ed ha profonde ricadute nel percorso educativo e formativo della scuola. Questo comporta la necessit\u00e0 di allargare gli orizzonti educativi per valorizzare l\u2019identit\u00e0 umana e la sua appartenenza al pianeta Terra.&nbsp; Diventare sostenibili, essere educati alla&nbsp;sostenibilit\u00e0 vuol dire prendere in considerazione la dipendenza di ogni competenza dal contesto: prendersi cura di s\u00e9 e dell\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>La scuola non \u00e8 pi\u00f9 un ascensore sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>I documenti ministeriali, i pedagogisti parlano di inclusione, ma sappiamo che la scuola non \u00e8 pi\u00f9 equa e non permette di risolvere il problema della diseguaglianza sociale. \u2018 Ci\u00f2 che sembra avere un\u2019incidenza maggiore sono le scelte iniziali: i figli tendono a ripercorrere le strade dei genitori nella scelta dell\u2019indirizzo scolastico e degli anni da dedicare allo studio, facendo quindi apparire la scuola come uno strumento inefficace di mobilit\u00e0 [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Affinch\u00e9 anche i figli delle famiglie meno istruite e con vincoli di liquidit\u00e0 stringenti possano accedere a titoli di studio superiori \u00e8 necessario mettere in atto interventi veramente incisivi sulle disparit\u00e0 economiche, offrendo cos\u00ec agli individui \u2018capaci e meritevoli\u2019 ma \u2018privi di mezzi\u2019 le risorse necessarie a raggiungere un livello di istruzione almeno adeguato. Vi \u00e8 quindi l\u2019esigenza di politiche che garantiscano l\u2019accesso all\u2019universit\u00e0 a tutti gli studenti riducendo le tasse d\u2019iscrizione o calibrandole sulla base del reddito. Quella spinta \u2018strutturale\u2019 derivante dalla crescita economica e dai mutamenti occupazionali che ha caratterizzato il secondo dopoguerra sembra oggi essersi affievolita per quei soggetti nati tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Ottanta.\u2019 (Irene Brumetti in Sinappsi 2021).<\/p>\n\n\n\n<p>Una scuola che non riesce ad arginare il fenomeno della dispersione scolastica e che garantisce un\u2019istruzione di qualit\u00e0 alle famiglie pi\u00f9 benestanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Permane la disparit\u00e0 dei risultati tra nord e sud, questione spinosa e mai risolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il peggioramento delle opportunit\u00e0 di istruzione e la mancanza di mobilit\u00e0 sociale avranno gravi conseguenze etiche, culturali e politiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiediamo di cambiare il passo<\/p>\n\n\n\n<p>Per andare \u2018verso la scuola di domani\u2019 dobbiamo e chiediamo di cambiare passo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo bisogno di una nuova policy scolastica in grado rendere effettiva l\u2019innovazione da costruire con gli insegnanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna avviare un sistema che si faccia carico, con le Associazioni professionali, le Istituzioni scolastiche e con nuovi strumenti, di motivare e formare continuamente docenti appassionati, efficaci, che abbiano un impatto reale sull\u2019apprendimento degli studenti, che siano messi in grado di lavorare in \u00e9quipe, che siano stimolati al dialogo con i genitori e il territorio. Docenti che si sentano accompagnati, supportati, stimati.<\/p>\n\n\n\n<p>Una buona scuola come afferma Thomas Sergiovanni deve configurarsi come una comunit\u00e0, dove ognuno opera collegialmente per il bene degli studenti. \u201cNel creare una comunit\u00e0, ci\u00f2 che conta di pi\u00f9 sono le cose che la comunit\u00e0 condivide insieme, le cose in cui crede insieme e le cose che vuole realizzare insieme. \u00c8 questa struttura di idee condivise, questa comunit\u00e0 di pensiero che diventa la fonte primaria di autorit\u00e0 per ci\u00f2 che le persone fanno. Insieme i dirigenti e gli insegnanti accettano facendo proprio il sogno e s\u2019impegnano a trasformarlo in realt\u00e0. In questo senso la leadership non \u00e8 niente pi\u00f9 che un mezzo per far s\u00ec che le cose si realizzino \u2026 i dirigenti e gli insegnanti devono condividere equamente l\u2019obbligo di guidare la scuola.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c9 vero che i dirigenti scolastici sono sempre pi\u00f9 sono sempre pi\u00f9 imbrigliati nella burocrazia, ma sappiamo che il miglioramento della collaborazione comunitaria ed una migliore organizzazione scolastica permettono la costruzione di una cultura condivisa del successo scolastico.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Occorre far leva sulla capacit\u00e0 progettuale e di formazione di un gruppo di docenti in grado di promuovere lo sviluppo delle competenze dei colleghi e di incentivare riflessioni sui processi di insegnamento e di valutazione. Accompagnare e sostenere il cambiamento attraverso occasioni di pratiche collaborative, rafforzando la competenza di ricerca e promuovendo il miglioramento della progettazione e delle strategie di insegnamento in aula.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso la scuola di domani La scuola media come terra di mezzo. La storia ci dice che la scuola media \u00e8 sempre stata, gi\u00e0 dalla sua istituzione e ben pi\u00f9 degli altri ordini di scuola, oggetto delle indecisioni culturali e politiche del nostro paese. 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