L’Educazione civica  gli Esami di Stato 2022

Tra dichiarato e agito

A quasi tre anni dalla pubblicazione della L. 92 del 20 agosto 2019 Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’Educazione civica ci poniamo alcune domande rispetto all’applicazione della “legge”, e delle successive indicazioni del DM del 22 giugno 2020, ovvero le Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica. Per esempio, quante scuole si sono dotate di un curricolo verticale? Quante scuole in effetti hanno praticato il curriculo verticale dichiarato? Come hanno valutato i docenti l’insegnamento trasversale dell’Eeducazione civica? E direi, soprattutto, come intendono valutarlo all’interno dell’esame di Stato? Dato che il decreto sull’esame di Stato attribuisce all’insegnamento dell’Educazione civica, un valore importante e trasversale.

Per quanto concerne la prima domanda rispetto alle scuole dotate di curriculo verticale sull’Educazione civica lascerei questo dato quantitativo al controllo e al conteggio dell’Ufficio Scolastico Regionale o di altri istituti preposti a questa attività, tuttavia, dobbiamo considerare che la formazione a cascata prevista dalle linee guida è sostanzialmente stata effettuata in molte Rregioni, coinvolgendo tanti istituti vedi:

  •  Nota M.I. 19479 del 16 luglio 2020, Piano per la formazione dei docenti per l’educazione civica di cui alla legge n.92/2019. Assegnazione delle risorse finanziarie e progettazione delle iniziative formative. 
  • Nota M.I. prot. n. 27249 dell’8 settembre 2020. Piano per la formazione dei docenti per l’Educazione Civica di cui alla legge n.92/2019”. 
  • Nota M.I. prot. n. 28113 del 15 settembre 2020. Piano per la formazione dei docenti per l’Educazione Civica di cui alla legge n.92/2019.Rettifica schede distribuzione corsi e docenti

L’applicazione della revisione nelle diverse scuole dei curricoli verticali è indubbiamente ad appannaggio delle singole scuole che faranno sicuramente questa attività, per completare, dopo un periodo triennale di formazione e sperimentazione, una loro valutazione sulla reale attivazione delle tematiche, degli obiettivi e dei traguardi delle competenze annunciati nel curricolo verticale, al fine di ottimizzarlo re personalizzarlo rispetto alle specificità delle singole scuole.

Nel frattempo, è stata annunciata una commissione ministeriale sull’Educazione civica, che potrebbe ancherivedere l’impianto precedente determinato dalla Legge e dalle Linee ,guida, il quale peraltro prevede un triennio sperimentale dal 2020 al 2023.

Nell’ordinanza Ministeriale n.65 del 14 marzo 2022 (per l’Esame di Stato) all’articolo 22 comma C si evidenzia: il candidato dimostra, nel corso del colloquio di aver maturato le competenze di Educazione civica come definite nel curricolo d’istituto e previste dalle attività̀ declinate dal documento del consiglio di classe. In considerazione del fatto che l’insegnamento dell’educazione civica è, di per sé, trasversale e gli argomenti trattati, con riferimento alle singole discipline, risultano inclusi nel suddetto documento, non è prevista la nomina di un commissario specifico.

A questo punto diventa importante chiedersi in che modo le diverse scuole hanno valutato la competenza dell’Educazione civica durante l’anno e come sarà possibile, in sede di esame attraverso un colloquio, valutare le competenze maturate, definite dal curriculo d’istituto, laddove fosse presente.

La mia sensazione-niente di più- è che si potrà valutare l’Educazione civica, ma la stessa sarà una valutazione, nella maggioranza dei casi, sulle conoscenze; in questa direzione agirò anch’io, data la forma ancora ambigua dell’insegnamento dell’Educazione civica, che si sedimenta in una tradizione scolastica lontana dalla didattica per competenze; eppure, l’ordinanza ministeriale insiste a proposito di una valutazione delle competenze dichiarate e acquisite.

La forma ancora ambigua, come dicevo, è riferita non già alla legge e alle linee guida, tutto sommato buone, ma a un’attività che da molti colleghi è stata vissuta come aggiuntiva e calata dall’alto rispetto ai compiti già presenti, in un periodo, oltretutto, di emergenza sanitaria.

La situazione attuale mostra una mancanza di continuità: il sistema scuola dovrebbe trovare una sintesi intorno a diversi stili di insegnamento, un’attenzione alla realtà scolastica, perché non si creino distanze tra norme e prassi didattica, tali da determinare una dissociazione dei docenti dai quadri di riferimenti normativi.

Infine, in una prospettiva di miglioramento, la produzione e la pubblicazione dei documenti della Scuola, dal RAV al PDM, dal Patto di Corresponsabilità al PTOF, devono rispondere alla reale attività prodotta dalle scuole ed essere oggetto di una frequente e attenta revisione e rispondere al continuo cambiamento delle effettive situazioni scolastiche. In caso contrario potrebbe succedere, e l’Educazione civica finirebbe per farne le spese, una eccessiva produzione documentaria nelle scuole non sempre aderente alle pratiche, dando origine al ritornello troppo noto: c’è troppa burocrazia nella scuola!

La burocrazia a cui si fa riferimento, spesso in senso negativo, consiste nella compilazione meccanica e vuota di carte sconnesse  dalla realtà, mentre il mondo della scuola ha bisogno di strumenti e di impegno per migliorare la realtà con la partecipazione di tutti in vista del bene comune.
 Fabrizio Zago

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.