Apoptosi e guerra

La definizione di apoptosi nel vocabolario Treccani è la seguente: “In biologia, la morte cellulare programmata o naturale, che differisce, per alcune peculiarità morfologiche (differenze nella frammentazione nucleare, nella dissoluzione delle membrane, nella citolisi, ecc.), dalla necrosi conseguente ad alterazioni patologiche della cellula”.

In pratica l’apoptosi è un fenomeno di auto eliminazione e riciclaggio messo in atto da una cellula quando è irrimediabilmente danneggiata, quando infettata da un agente patogeno o altro, e non è in grado di autoripararsi. Il segnale di disgregazione, segnale apoptotico, parte dalla cellula stessa, dal tessuto circostante o dal sistema immunitario: si tratta di una modalità di difesa naturale, messa in atto da ogni organismo per evitare l’insorgere di conseguenze più gravi, una sorta di autoamputazione di una parte danneggiata. I resti della cellula distrutta vengono poi riciclati dall’organismo.

Il cancro è una malattia prodotta da una cellula “impazzita”, cioè non in grado di morire. In parole fin troppo semplicistiche: ogni cellula riproduce sè stessa per mitosi, per ringiovanire il tessuto di cui fa parte e per accrescere l’organismo. Ogni essere umano sembra costituito da circa centomila miliardi di cellule formatesi per mitosi dallo zigote, la prima cellula nata dalla fusione dei gameti maschili e femminili: una scintilla riprodottasi miliardi e miliardi di volte in modo preciso e ordinato. Una cellula cancerogena è incapace di terminare la propria mitosi e continua a riprodursi all’infinito, replicando lo stesso errore, fino alla morte dell’organismo. Possiamo definirla una cellula impazzita? Esuliamo dal punto di vista strettamente scientifico. Sicuramente è una cellula che ha oltrepassato i propri limiti, è incapace di leggere il segnale di “stop” inserito nel proprio codice genetico: non riesce ad ascoltare sè stessa e nemmeno il proprio sistema immunitario.

Gli agenti patogeni, batteri, virus o semplici molecole, invadono le cellule di un organismo per costringerle a riprodurre l’agente patogeno stesso: un invasore in cerca di schiavi. L’agente patogeno invade un organismo altro e ne sfrutta le risorse vitali fino, nei casi estremi, a produrre la morte dell’ospite. In realtà la morte dell’ospite non è positiva per l’agente patogeno, perchè comporta la propria autoeliminazione, ma, come per le cellule cancerogene, è come se vi fosse una profonda miopia e un’incapacità di autogoverno.

Il sistema immunitario sano risponde quotidianamente in modo sistematico sia alle cellule cancerogene, ne produciamo almeno una ogni giorno, sia alle infezioni patogene, ne incontriamo ben più di una ogni giorno, con una risposta immunitaria ordinata ed efficace. La malattia insorge quando le difese immunitarie sono ridotte a causa di stanchezza, stress, malattie pregresse, inquinanti di vario genere, vecchiaia, ma anche abuso di alimentazione, di alcool, di droghe, …

Lo zigote e la mitosi rappresentano la speranza di vita, l’apoptosi rappresenta l’autoeliminazione per favorire la vita, le cellule cancerogene e gli agenti patogeni rappresentano la ricerca di vita nonostante tutto, fino all’autodistruzione.

La guerra è una forma distruttiva.

A quale forma biologica può essere paragonata la guerra? Ad un agente patogeno, ad un cancro?

Secondo alcune teorie evoluzionistiche rappresenta una modalità di limitazione della specie per ridurre il numero di individui in funzione delle risorse disponibili. Si tratta allora di apoptosi?

Ho solo letto le cause della Prima Guerra Mondiale, ho sentito i racconti devastanti dei miei genitori sulla Seconda Guerra Mondiale, li ho sentiti sulla pelle. Sto agghiacciando ogni giorno per quanto vedo e sento riguardo all’Ucraina.

Un’invasione premeditata, una conduzione apparentemente illogica, una distruzione totale, una volontà distruttiva condotta fino all’autodistruzione? Non ho una risposta. Putin è un agente patogeno, un cancro impazzito o una cellula del sistema immunitario che ha autostabilito che l’umanità è troppa e deve essere eliminata?

Ogni guerra porta distruzione, odio, dolore infinito: non è per la vita. Fa parte dei sistemi atibiotici, distruttivi perchè profondamente miopi o profondamente superficiali, antiempatici e, quindi, disumani e contro la logica della vita.

Quando e quanto siamo stati noi stessi così miopi da non percepire una degenerazione in atto? Quanto siamo stati volutamente miopi nell’accettare la promessa, la voluttà, la corruzione di chi era già al di fuori del sistema vitale? Quanto abbiamo ceduto alla tentazione di chiudere tutti sensi di fronte alla ricchezza malata che ha invaso come un agente patogeno la nostra società?

Siamo corresponsabili della guerra in atto e di tutte le guerre che squassano l’umanità, oppure non crediamo minimamente di essere parte di un consorzio umano unico e, quindi, tirandocene fuori, non crediamo di essere parte di un processo di mitosi che da Adamo ed Eva ci rende tutti fratelli. Continuiamo a perpetuare la domanda retorica di Caino: “sono forse il custode di mio fratello?” Sappiamo bene qual è la risposta.

Mi reputo un cristiano discutibile, molto debole, cedo spesso alle tentazioni. L’unica speranza che ho e alla quale mi aggrappo con tutta la forza mentale e dell’anima sono le parole del Papa nella consacrazione delle nazioni in guerra al Sacro Cuore Immacolato di Maria, perchè il confine che ci fa agire da agente vitale o da antibiotico è troppo sottile per essere compreso da qualsiasi essere umano.

Fabio Calvino

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