LA POLITICA AL SERVIZIO DELLA PERSONA E DELLA COMUNITÀ

82 Dal 1944 al servizio della Scuola Giugno 1954 Per la libertà di oggi e di domani – Articolo di Gesualdo Nosengo «Noi sappiamo dall’esperienza recente che, per amore, si può, anzi si deve farsi ribelli. Ora è proprio questo che ci proponemmo e ci proponiamo di suggerire, educando i giovani all’amore: che tale amore non sta concepito come dolce ed inerte pigrizia, ma come impegno attivo e ardimentoso; che si comprenda che per amore sapere essere ribelli, nella luce degli eroici esempi degli uomini onesti che nella lotta di Resistenza hanno data, sereni e fiduciosi in Dio, la loro vita per la Patria». Novembre 1961 Dovere comunitario – Articolo di Gesualdo Nosengo «Per cogliere i problemi umani – tutti anche quelli scolastici – nella loro interezza è necessario studiarli e intenderli anche nel loro aspetto sociale, sia sul piano razionale, sia su quello cristiano. Bisogna perciò evitare di esaminare i problemi scolastici e di proporre le soluzioni senza avere approfondito il “momento” sociale dei medesimi, (momento che non deve essere ritento un elemento spurio) e senza tenere conto dei preziosi insegnamenti della dottrina sociale cristiana». Maggio 1964 Il criterio per un esame oggettivo – Articolo di Gesualdo Nosengo «L’autentico discorso pedagogico è un discorso scientifico elaborato da una scienza autonoma, che, per risolvere i casi concreti e anche per proporre l’ordine scolastico, fa, di volta in volta, ricorso alle varie scienze, chiedendo ad esse quanto fa al caso concreto. La pedagogia mutuando da molte scienze i dati che le sono necessari li coordina, li sintetizza e li equilibra secondo un ideale di uomolibero, autonomo, societariamente inserito, responsabile, attivo, produttivo, storicamente adeguato e capace di portare contributi al progresso umano restando aperto verso i destini trascendentali. Lasoluzione autenticamente pedagogica che noi siamo chiamati ad elaborare e a dare rappresenta anche il maggior contributo che noi possiamo offrire ai parlamentai che devono disporre di tutti gli elementi per elaborare ad approvare la migliore soluzione “politica” che resta sempre quella conclusiva e definitiva. Bisogna onestamente temere l’impreparazione, la parzialità, l’asservimento ad un aspetto parziale e, in particolare, a quello economico produttivo, o statalistico, e, ancora più,il settarismo che, morto o quasi fra le nostre file, sembra ora rifiorire in taluni orientatori della fineopposte».

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=