LA POLITICA AL SERVIZIO DELLA PERSONA E DELLA COMUNITÀ

78 Dal 1944 al servizio della Scuola Agosto-Settembre 1965 Il cristiano e le strutture – Articolo di Gesualdo Nosengo «Non basta che le leggi istituzionali di un paese vengano riformate e mutate da autoritarie e tiranniche in democratiche, occorre ancora che tutti i cittadini colgano e accettino lo spirito delle nuove leggi e facciano divenire ispirazione della propria condotta personale. Senza questo trapasso e questa applicazione individuale una nuova legislazione individuale una nuova legislazione democratica resterebbe soltanto una cornice posta attorno ad un quadro contraddittorio. […] Le strutture prefigurate dalla legge sono state oggettivamente tradotte in norme dalla amministrazione statale. Ma la realizzazione vera e autentica non può essere compiuta che dai docenti accettando razionalmente quella legge e il suo spirito, adeguandovi la propria mentalità e svolgendo attivamente una azione didattica rinnovata e pienamente coerente con i principi accettati. Le nuove strutture, cioè, devono essere dinamicamente interpretate e tradotte in relazioni umane e in comportamenti tecnici. Ora tutto questo chiede non più delle leggi, dei decreti o dei regolamenti, chiede la buona volontà e la tecnica didattica dei docenti e soprattutto un impegno perché ciascuno collabori al rinnovamento della propria formazione personale e professionale». LA REPUBBLICA Giugno 1946 Nuovi doveri – Articolo di Gesualdo Nosengo «Se la “Repubblica” significa anche un particolare modo di vita morale e civile, se vivere in una maggiore libertà, portando tutti una più grande responsabilità, e attuando l’autonomia nei singoli e nella comunità, è facile osservare che […] l’azione formativa che resta da compiere nei riguardi degli italiani, è ancora assai vasta ed impegnativa. Si potrebbe parafrasando un notissimo detto, nato in tempi simili ai nostri, che la Repubblica è fatta e che restano da fare i repubblicani. […] Perciò l’ora della Repubblica è anche l’ora della scuola. La libera scuola italiana è oggi chiamata ad assolvere il suo più grande compito e gli insegnanti sono gravati di più gravi responsabilità e di nuovi doveri. dalla scuola uscirà il nuovo costume degli italiani. Se la Repubblica riconoscerà questo stato di fatto si dovrà comportare verso gli insegnanti in modo più degno dei regimi passati. […] Cerchiamo i motivi di unità, affermiamoli, facciamoli prevalere sui motivi di scissione».

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