77 Dal 1944 al servizio della Scuola Novembre 1964 Strutture scolastiche e persona umana – Articolo di Gesualdo Nosengo «Poiché la persona esiste prima dei gruppi ad ha un valore ontologico che il gruppo non ha, è evidente che ogni struttura sociale, ogni ordinamento societario, deve nascere ad essere promosso dalla persona. La persona, in forza del suo dinamismo spirituale interno, individua, progetta e sancisce le strutture societarie per realizzare i suoi proprii fini mediante la cooperazione solidale, organica e ordinata di altre persone. Le strutture, dunque, nascono dalla persona umana e per la persona umana. […] Le strutture, per quanto siano saggiamente delineate, anzi, proprio per il fatto di essere nettamente delineate e chiaramente espresse in leggi, statuti, convenzioni, articoli, ecc. sono statiche e tendono inevitabilmente all’inerzia e all’involuzione. La persona, invece, per il fatto che è spirito e, cioè, ricerca, coscienza, invenzione, libertà e aspirazione al progresso, è dinamica. Essa, cioè, tende e rinnovare se stessa e perciò a rinnovare le strutture, tende cioè a dar vita a strutture sempre nuove per assicurare stimoli sempre più adeguati ed efficaci, spazi sempre più ampi alla propria crescita ed espansione e condizione sempre più favorevoli alla feconda comunione con le altre persone. La persona come sistema dinamico e aperto tende a dare tali caratteri anche alle strutture e, cioè, in una parola, alla società nel suo insieme e alle istruzioni che le costituiscono. […] Ma non basta persuadersi della necessità di un rinnovamento: occorre possedere chiaramente ad applicare prudentemente il criterio direttivo – un criterio il più possibile oggettivamente valido e sicuro – per le delineazioni e l’attuazione delle riforme da attuare. Questo criterio deve necessariamente venire dedotto dalla persona – oltre che indotto dalla situazione storiche – dal primato della persona, dalla “necessità di giustificare le istituzioni, e le loro riforme con le esigenze della persona”. […] Le strutture, una volta definite e statuite, hanno una loro forza operativa capace di raggiungere e di determinare, entro un certo limite, la “forma” della persona, il suo costume, la sua maggiore o minore aderenza oggettiva alla legge naturale, a bene oggettivo, all’ideale. Una abitudine approfondita di concepire sempre la persona sviluppata secondo la sua reale dimensione e vocazione e di misurare l’efficacia formante e deformante di certi ordinamenti, porta l’uomo vigile, critico ed agile, in un primo momento, a guardare e a sentire le strutture esistenti con atteggiamento critico e, poi, subito, in secondo tempo, ad impegnarsi per riformare quelle che ritiene superate e disumane, per adeguarle e commisurarle alla persona secondo le esigenze che emergono dalla persona stessa considerata nel preciso momento storico». Marzo 1965 Tempo di politica scolastica – Articolo di Gesualdo Nosengo «[Sui disegni di legge sulle riforme scolastiche presentate dal Min. Gui (1965)] Si tratta di una lotta a sfondo non economico, ma morale e civile. Con le strutture della scuola si contribuisce a dare una “forma” alle persone e, di riflesso, alla società. Con questa “forma” si può influire anche sul destino trascendentale delle persone. Perciò anche chi avesse prospettive pravalentemente escatologiche, anzi proprio per questo, dovrebbe ugualmente interessarsi del dibattito in corso sforzandosi di vedere le reciproche implicanze. Sono infatti in campo due opposte concezioni dell’uomo e della vita che postulano due concezioni della educazione dei giovani. Con la nostra esortazione dei giovani. Con la nostra esortazione non chiediamo la lotta o la crociata. Chiediamo solamente ai nostri amici la preparazione accurata, la presenza esperta e riformata, la fermezza cosciente, la difesa rispettosa ma resistente quando ci si trovasse di fronte all’ arroganza, all’assolutismo dogmatico, ai complessi di superiorità, al settarismo insofferente, al materialismo camuffato. La scuola italiana è scuola di tutti e per tutti. Deve essere moralmente accessibile a tutti. Deve perciò essere principalmente Scuola e non campo di manovra o di sperimentazione di ideologie politiche».
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