71 Dal 1944 al servizio della Scuola Giugno 1956 Democrazia sostanziale – Articolo di Gesualdo Nosengo «La libertà è, per l’uomo, la cosa più sacra; ma proprio perché è la cosa più elevata e più sacra essa è anche la più difficile e la più impegnativa per la sua personalità. Libertà, lo sappiamo tutti, non significa licenza: a massima libertà significa invece il massimo impegno, il massimo di attuazione di sé nella legge, il massimo di libero e persuaso ossequio alla legge stessa. […] ciò che con tanta fatica e aleatorietà si ottiene con altri mezzi, talvolta assai costosi, si otterrebbe più facilmente e più durevolmente e in via ordinaria qualora ci si volesse servire di questo gigantesco, continuativo ed efficace strumento di educazione democratica che è la scuola, dando ad essa le maggiori attenzioni e cure, riformandola, per quanto è necessario, al suo interno, estraendola effettivamente a tutti, orientandola decisamente non solo nei programmi, ma nelle strutture e nel costume a diventare formatrice di uomini liberi e responsabile collaboratrice all’instaurazione dell’ordinamento comune». Giugno 1960 Formule liberali e formule sociali cristiane – Articolo di Gesualdo Nosengo «Ma risultati ancora più stridenti darebbe un confronto fatto sul piano qualitativo, fra i grandi rinnovamenti verificabili nei campi della scienza, della tecnica, dell’industria, del commercio, dei grandi mezzi di informazione (o meglio non promossi) nel settore scolastico sia sotto l’aspetto strutturale, sia sotto l’aspetto dei programmi e dei metodi. […] Lo spirito attuale si rivela incanalato in formule “liberali” anche dal punto di vista dell’interesse che viene mostrato per la questione scolastica. Infatti, tale interesse o non esiste o non si esprime, oppure quando, improvvisamente, a date fisse si manifesta, si esprime in modo concitato o intorno alla formula statalista dell’istruzione, o intorno agli esami di Stato o intorno al prezzo dei libri di testo. Credo di poter affermare, senza offendere alcuno, che il tema della scuola, salvo nei momenti di tensione politica o in quelli sopraindicati non costituisce un interesse permanente della comunità. E questa è una caratteristica indubbia dei moduli liberali per i quali la scuola era una modesta cura dello Stato per una piccola frazione dei cittadini onde preparare tra i figli dei notabili e dei maggiorenti i “dirigenti” per la successiva generazione. […] Tale spirito pseudo liberale circola in tutta la istruzione scolastica italiana. […] Noi abbiamo parlato loro di democrazia e di civismo ed essi ci hanno creduto. La democrazia e la giustizia sociale sembrano fatte apposta per attrarre le loro simpatie ed i loro entusiasmi e perciò si sono gettati, assai numerosi e con ingenua e rispettabile fiducia, da quella parte. Mentre riconosciamo che è opera salutare guidarli a compiere le loro scelte con equilibrio e prudenza, dobbiamo anche riconoscere che procurare loro delle delusioni, o urtarli con delle negazioni o ferirli con delle ipocrisie sarebbe estremamente pericoloso».
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